Referendum: Onida e Diotallevi,confronto su Agenda Domani

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Referendum: Onida e Diotallevi,confronto su Agenda Domani
Il costituzionalista: ragioni di metodo e di merito per il No. Il sociologo: un Sì per andare avanti con le riforme

Informare e formare, discutendo le ragioni del Sì e quelle del No, per il bene comune è meglio che dividersi. Un intento che sempre più ispira i cattolici nel Paese di fronte alla scadenza referendaria del prossimo 4 dicembre, e che anima Agenda Domani, la rivista on line nativa digitale che da sette anni propone spunti di dibattito sui temi dell’attualità ecclesiale, sociale, civile e politica nazionale ed internazionale, e che oggi pubblica due autorevoli opinioni a confronto sul referendum costituzionale.

Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, argomenta il suo No con delle ragioni di metodo e di merito: il rischio che il referendum si trasformi «in una specie di plebiscito sul programma costituzionale “complessivo” della maggioranza politica che ha voluto la legge» e, nel contenuto dei capitoli maggiori, con la critica alla riforma del Senato, «idea buona ma attuata male», e a quella dei rapporti fra lo Stato e le Regioni, «radicalmente cambiati, in senso centralistico».

Luca Diotallevi, professore di Sociologia all’Università di Roma Tre, ritiene, da una posizione favorevole al referendum ma critica verso il premier Renzi, che «la domanda che dobbiamo farci sul pacchetto di riforme costituzionali è se nell’insieme ci convengono o no. Se vince il «sì» al referendum e l’italicum resta quello che è, altre riforme potranno essere fatte. Se vince il «no» si resta nel pantano di oggi».

da Agenda Domani