LASCIARE O RADDOPPIARE?

Elaborazione Immagine di Carla Morselli
Elaborazione Immagine di Carla Morselli

Il giorno per il voto al referendum è arrivato. Non sarà certo il giorno del Giudizio, Brexit docet!
Il dibattito fra SI e NO è dunque finito.
Rabbia e speranza , sentimenti per alcuni superati per altri insuperabili , intanto il Paese è stato diviso in un momento di tragedie per i terremoti ,per le violenze fra Italiani e Immigrati , per la disoccupazione.
Il Premier Renzi è andato oltre le sue forze tanto da aver superato il limite della famosa “par condicio” imperversando in video , quasi fosse il suo unico compito.
Mi colpiscono le corse di molti per assecondare il Si , strano che per un verso o per l’altro l’interesse utilitaristico prevalga per innumerevoli ragioni sulla convinzione.
La rassegna è ampia : si va dal Veltroni ( ben retribuito autore di programmi flop Rai) a Lilly Gruber (in attesa Rai), dal “sempreverde sentenziante ” Paolo Mieli a Fedele Confalonieri(manager bipartisan d’annata). Sul fronte opposto il folklore regna sovrano.
Perfino a livello internazionale c’è stata la corsa agli schieramenti.
Una cosina però salta agli occhi : stampa, banche, ambasciatori , ministri e” compagnia cantante”, hanno espresso un parere peloso per il Si ,peloso perché raffigura guarda caso la difesa di poteri precostituiti.
Tuttavia non vediamo l’ora che termini questa aspra contesa ,spesso volgare con un più che evidente isterismo di massa . Insomma ’Italia con i suoi fardelli ? Fastidiosi fardelli da affrontare con la vittoria del consenso al Referendum (secondo lui…).
Quanta improvvisazione … Ha difeso la sua” riformata Costituzione” con tutte le sue forze con un modo di rapportarsi che ha giocato in difesa rivelando così grandi debolezze.
Lo scontro delle idee è stato tra politici cosiddetti riformisti e massimalisti, un grande pasticcio il contendere come spesso ci ha spiegato Gianfranco Pasquino.
Ad oggi i massimalisti sembrano in vantaggio dagli ultimi sondaggi.
Della sinistra massimalista fanno parte una parte di area cattolica e altri settori importanti della Prima Repubblica che non sono pochi. La battaglia è diventata feroce perché la posta in palio è grande.
Se vincesse il Si scomparirebbe l’ideologia politica con la quale la Costituzione è stata concepita dai padri costituenti.
Se vince il No il monumento costituzionale resta abbastanza intatto , il Paese si ferma ma nei fatti è più solido rispetto a quello desiderato dai riformisti.
Cosa farà Renzi nel caso di vittoria del No, andiamo a vedere con riserva di probabilità :
– dimettersi;
– non si può votare perché serve una legge elettorale valida per entrambe le Camere (l’Italicum funziona solo per la Camera,non per il Senato,per il quale è ancora in vigore il Consultellum,cioè quello che resta del porcellum dopo la sentenza della consulta che ha bocciato i listini bloccati e l’abnorme premio di maggioranza.
A questo punto il Presidente della Repubblica Mattarella darà l’incarico ad un governo di scopo il quale probabilmente se la prenderà con molto comodo mandando gli italiani al voto nella primavera del 2017 se non addirittura nel 2018.
Nelle ultime leggi di stabilità il Premier ha rimandato alcune questioni importanti come l’aumento dell’Iva e le accise sui carburanti perché sarebbero state deleterie per i suoi consensi verso l’opinione pubblica.
Quindi che farà Renzi ? Lascia o raddoppia ?
La politica è una “cosa” svolta dagli uomini e tutti gli uomini si lasciano guidare dalle loro paure e quindi a sua volta la paura gioca una parte significativa.
Il Presidente del Consiglio, attraverso la sua paura, ha ammesso di essere a volte cattivo, arrogante e antipatico.
Tre aggettivi che misti alla paura e alla spocchia del saputello fiorentino, vive in uno stato di antipatia da capoclasse.
Questa Sinistra lo considera molto di centro destra e la presenza femminile che ha scelto nel suo governo sono l’emblema del partito renziano . La Boschi è aggressiva,incapace di ascoltare, sempre preoccupata di prevalere sull’interlocutore,troppo giovane per essere considerata matura, infatuata del governo di cui fa parte.
La ex ministra Mogherini è invisibile mentre la Pinotti (impettita in divisa) e Madia (arcangelona preraffaellita inconcludente non per sua colpa , anche…) direi incolori.
Un super ministro all’economia timoroso e troppo abituato ad essere spalleggiato per fare scelte coraggiose. Non basta cambiare nome a Equitalia se non cambia la politica fiscale.
Forse converebbe a Renzi perdere il Referendum, almeno potrebbe cambiare la sua modestissima squadra di Governo (sostituendo l’inquietante presenza di transfughi del centro destra con singoli accordi sostanziali con il Movimento 5Stelle) che porta una ipoteca ingombrante (quasi una tara) quella del predecessore del Presidente Mattarella.
Ancora oggi “il partito dell’ex colle” cerca un sostituto a Renzi, Gentiloni o Franceschini?
Mille volte Renzi allora!
Allora si che potremmo iniziare seriamente a ragionare sul destino del Paese e fare almeno una Riforma condivisa. Comunque siamo nelle mani del saggio Mattarella per fortuna.

di Francesco Petrucci