CON LA VITTORIA DEL NO PERDE L’EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E SI DIMETTE RENZI

di | 5 Dic 2016

Elaborazione Immagine di Carla Morselli

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I dati parlano molto chiaramente .
Il 60% circa degli Italiani ha bocciato la riforma voluta da Napolitano, sostenuta da poteri molto molto forti nazionali ed internazionali e presentata dietro costituzionalisti  “d’occasione” da Renzi – Boschi. Si prenda atto democraticamente!
Il No è stato espresso prevalentemente da giovani elettori delusi dal forsennato quanto inconcludente “vannamarchismo” del Presidente del Consiglio (ex) che ha letteralmente invaso gli spazi televisi come non mai per recitare promesse su promesse.
Sulle scottanti questioni come le migrazioni, il clima, l’occupazione e la crescita, cosa ha fatto?
A parole tutti sono stati d’accordo a provare l’ebbrezza delle gesta del rottamatore, ma di fatto si sono solo accumulate pesanti tensioni che non hanno prodotto granchè sia sul piano dell’occupazione che sulla migrazione. ( L’Istat ci ha fornito dati che più che corrispondenti alla realtà erano legati all’aria che tirava…)
In questa luce le pompate scaramucce tra Roma e Bruxelles assumevano un carattere meno preoccupante, aldilà dei toni bellicosi che ha usato palazzo Chigi.
La bandiera europea è tornata rapidamente al suo posto…
Come per le preoccupazioni poi rivelatesi ansie di potenti in affari la Brexit e Trump non hanno prodotto nessun disastro nel tentativo di impressionare gli Elettori, che, se non fosse passata questa Riforma della Costituzione il mondo sarebbe crollato. E’ stato un grande errore da un non certo ingenuo Renzi! Forse la sua leggerezza maggiore è stata nell’affidarsi troppo nello ex presidente della Repubblica, il quale ha svolto anche lui una campagna elettorale incredibile per il già ruolo istituzionale, l’età avanzata e un prudente Presidente della Repubblica in carica.

Elaborazione Immagine di Carla Morselli

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Credo che le procedure costituzionali che il Presidente Mattarella seguirà per l’incarico per la guida del Governo saranno rispettate sicuramente.
Certo giocheranno interessi di continuità con il Governo Renzi ma il Presidente della Repubblica sarà attento a ogni” mosca che volerà”, compresa l’ipotesi della guida affidata al ministro tecnico Padoan che spero proprio di no per la modestia che ha dimostrato. Così pure personaggi Tecnici ancor più pericolosi per la storia della Repubblica ha dimostrato.
Mi auguro che ci si affidi ad un politico gradito per le sue doti di mediazione e di democratico interventismo, penso ad un “politico specializzato” come Draghi ex Governatore Banca d’Italia oggi Presidente Bce (forse più propenso alla successione di Mattarella) oppure in second’ordine Prodi o Carlo Calenda .
Se poi il Presidente Mattarella valutasse di affidare ad un personaggio istituzionale per un governo di preparazione alle elezioni ci sarebbe sempre pronto Grasso come Presidente di quel Senato che si voleva abolire. Oppure potrebbe invitare Renzi a presentarsi in Parlamento per formalizzare l’eventuale crisi politica. Non sfugga però a nessuno che nel decoroso discorso notturno di Renzi dimissionante, lui stesso ha mandato segnali cattivelli e non certo arrendevoli facendo riferimento a impegni prossimi quali la legge di stabilità e il G7 di Taormina.
In politichese tali messaggi, diretti a Mattarella, volevano dire di anticipare le elezioni politiche a primavera.
Ma che farà Matteo Renzi ? Rimarrà Segretario Pd? La Sinistra di Bersani, D’Alema e secondo me buona parte dei renziani penso a Orfini, Guerini, Zingaretti (noti non certo per solidale coerenza. Si valuti che nel Lazio ha prevalso il NO…) chiederanno la testa del Matteo rottamatore mancato ?

di Luciano Tommaso Gerace