SPECCHIO, SPECCHIO DELLE MIE BRAME…

Elaborazione Immagine di Sabrina Corradi
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Perché tutta questa fretta mediatica imposta al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio incaricato a velocizzare al massimo l’approdo in Parlamento del Governo “nuovo” ? Sorprendente la composizione del “nuovo” esecutivo (ho voluto virgolettare il nuovo perché ogni tanto desidero essere fanciullo e credere alle favole ) .
C’è un sospetto diffuso quanto paradossale : Renzi , interessato a rafforzare il suo ruolo e il suo potere in vista del congresso anticipato del Pd, ha voluto l’accelerazione per cucinare meglio ogni velleità che potesse fargli ombra, non vuole correre pericoli.
Il fatto non ci meraviglia proprio per il carattere leaderistico e da protagonista assoluto con cui l’ex presidente-segretario si è costantemente comportato da palazzo Chigi e dal Nazareno.
Pensiamo al modo con cui ha aperto la crisi e convocato la direzione, propinando a tutti una pietanza surgelata stracotta come la crisi governativa in salmì .
Anche in questo passaggio ha voluto marcare il territorio con la sua pipì da capobranco solitario e unico in grado di organizzare la rivincita egemonica.
Efficace chiamare l’esecutivo Gentiloni “governo fotocopia “,”Renzi bis”, criticarne la Boschi e Lotti per i poteri esplicati in ruoli inversi ma complementari, riabilitandoli nonostante i disastrosi risultati del Referendum , tanto che la Maria Elena aveva pubblicamente, facendo il verso del suo capoclasse, di ritirarsi di dimettersi qualora il Si perdesse. Così non è stato !
Anzi è riuscito a resuscitare la già rottamata Finocchiaro (silente, inguattata sostenitrice dell’epopea renziana perché ancora fiduciosa come molti altri …di concorrere al Colle, Presidente, mi perdoni, faccia le scaramantiche corna ! ) e piazzando una stella planetaria del firmamento diplomatico come Alfano inviato al Dicastero degli Esteri.
Intanto Renzi vuole sottolineare il suo costante tentativo di tenere sotto assedio il nuovo esecutivo e i suoi detrattori (a proposito l’assalto da orologio a Mediaset da parte di Bollorè la dice lunga se solo si andasse a leggere il board di Vivendi e il ruolo degli studi professionali italiani consulenti pro opa francofona) .
Del resto Re Sole Luigi XIV fece completare la reggia di Versailles più per impoverire i nobili impegnandoli così a distrarli dalle congiure per dedicarsi ai belletti e stare al passo…) . Ecco , Renzi dal Nazareno impegna i boiardi giovani e gli attempati del Pd a contrapporsi agli inquilini Ministri , contrapponendoli facendo poi finta di mediare.
Un “nuovo” Governo che oltre i soliti noti e certe promozioni di saldo-politico non mostra alcun tentativo di innovare e di distinzione introducendo magari qualche presenza non strettamente partitica espressione della cultura e della scienza, con una apertura fuori dal Palazzo . Insomma poche emozioni e sorrisi di circostanza.
E il quadro si completa con un nuovo premier di antica mestizia da “Conte Zio”che ripete ossessivamente, con fare curial catatonico , di rappresentare la continuità col Socio di maggioranza .
Con queste premesse non vedo un futuro lungo e radioso.
In agguato politicanti, finanzieri, banchieri, avvocatoni presunti o veri e tanti prelatoni che aspettano o il rinnovo o la nomina nelle decine di rinnovi nei consigli di amministrazione dello Stato, aspettano anche ad essere chiamati da multinazionali a consigliare spezzatini di aziende italiane da vendere all’Estero.
Un domani di incertezze fatto da povertà crescente, disoccupazione giovanile, criminalità in aumento consacrato da altri Referendum , da Troike europee alle porte .
Desidero ricordare la forte critica contro il Palazzo da parte di Pier Paolo Pasolini, già negli anni ’60 sferzava la politica chiusa nel suo fortino e nelle sue pratiche di potere e di corruzione.
Oggi la denuncia di Pasolini può avere un importante valore perché è grande lo scontento e la rabbia che il referendum ha posto all’ordine del giorno: non bastano le parole e le promesse e poi proseguire da incoscienti con i tradizionali giochi dentro il Palazzo, così si divide ulteriormente il Paese, non vogliamo balcanizzare l’Italia .

di Francesco Petrucci