Almaviva: ok solo Napoli, no di Roma Calenda: «Inevitabili i licenziamenti»

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Almaviva: ok solo Napoli, no di Roma
Calenda: «Inevitabili i licenziamenti»

La viceministro allo Sviluppo economico Bellanova annuncia il no delle Rsu romane nella notte. La sede di Roma verso la chiusura. Il ministro dello Sviluppo economico non vede alternative. Le lettere di licenziamento per 1.666 potrebbero partire già oggi
L’intesa transitoria raggiunta il 21 dicembre sugli esuberi del call center Almaviva è stata firmata soltanto a Napoli. I dipendenti romani hanno deciso per il «no» e quindi i 1.666 lavoratori della sede di Roma sono a forte rischio licenziamento, con le lettere che potrebbero partire anche oggi. Ad annunciare il no di Roma è stata, con un tweet diffuso nella notte, la viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova: «#Almaviva Raggiunta intesa transitoria per evitare licenziamenti. Rsu Napoli firmano e lavoriamo per intesa duratura.Rsu Roma scelgono di no». Poi nel corso della mattinata la doccia fredda del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda: «A questo punto non c’è alternativa ai licenziamenti, il governo ha fatto qualunque cosa fosse possibile e non ha mai mollato un secondo perché si tratta dell’anello più fragile del tessuto produttivo italiano. Non c’è da niente da festeggiare». Le lettere di licenziamento che potrebbero partire già oggi.

La Cgil: «Cosa molto brutta e grave»
Quello che è accaduto stanotte al tavolo Almaviva del Mise, dove le rappresentanze sindacali unitarie della sede romana, a differenza di quelle napoletane, non hanno voluto firmare l’accordo proposto dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, per evitare i 2.511 licenziamenti «è una cosa molto brutta e grave, il governo è venuto meno al suo ruolo di arbitro».

La soddisfazione a Napoli
«Alle 3 di questo 22 dicembre 2016, alle porte del Natale, licenziamento scongiurato per 843 lavoratori del sito di Almaviva di Napoli» ha scritto in una nota l’assessore al Lavoro della Regione Campania Sonia Palmeri. «L’accordo che le Rsu del Lazio non hanno voluto firmare aprendo le porte al licenziamento di più di 1600 lavoratori romani, prevede in buona sostanza ammortizzatori sociali nazionali fino al 7 aprile 2017 e la continuazione del tavolo di concertazione sulle variabili del costo del lavoro. In questo modo nessuna lettera di licenziamento per Napoli, ma maggior tempo per ragionare al rilancio del sito di via Brin. Grande soddisfazione tra tutti i dipendenti e le organizzazioni sindacali presenti». «Il ritiro dei licenziamenti — ha sottolineato ancora l’assessore — è potuto avvenire grazie al forte impegno messo in campo dal governo a tutti i livelli, dal sindacato in particolare, dai membri delle Rsa che responsabilmente hanno votato a favore dell’accordo e dalla Regione Campania che, presente ed attiva in tutte le fasi della trattativa, ha messo a disposizione risorse per il ricorso dell’azienda alle politiche attive». «Questa mattina — ha concluso Sonia Palmeri — i lavoratori del sito di Napoli di Almaviva potranno sentirsi soddisfatti di questo primo passo verso una più completa regolamentazione dei rapporti con l’azienda. Gli ammortizzatori aiuteranno fino al 7 aprile, ma contemporaneamente bisognerà lavorare sodo a temi delicati come il costo del lavoro. Nessuno avrebbe mai immaginato in una apertura finale dell’azienda. Siamo stremati ma moderatamente soddisfatti».

dal sito www.corriere.it