Istat: L’Italia è sempre più vecchia, sogna un lavoro, si muove in macchina e pranza a casa

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Istat: L’Italia è sempre più vecchia, sogna un lavoro, si muove in macchina e pranza a casa

Secondo l’Annuario dell’Istat per il 2016, ogni 100 giovani ci sono quasi 162 over 65. I nati del 2016 sono scesi sotto quota 500 mila. Sono sempre meno i proprietari di casa e sei miloni e mezzo di italiani vorrebbero lavorare. Cresce il livello di istruzione e calano omicidi e rapine, ma cresce percezione della criminalità. L’automobile resta il mezzo di trasporto preferito

L’Italia è sempre più vecchia, il nostro è sempre più un Paese di anziani. Nel 2015 ogni 100 giovani c’erano 161,4 over65, nel 2014 erano 157,7. Per quanto riguarda il territorio italiano la Liguria è la regione con l’indice di vecchiaia più alto (246,5 anziani ogni 100 giovani) mentre quella con il valore più basso è la Campania (117,3%) ma in entrambi i casi i valori sono in aumento rispetto all’anno precedente. In Europa, secondo l’Annuario dell’Istat per il 2016, l’Italia era al secondo posto nel processo di invecchiamento della popolazione, preceduta solo dalla Germania, stando agli ultimi dati disponibili del dicembre 2014.
Sempre in calo le nascite: nel 2016 i nati sono scesi sotto quota 500 mila, per la precisione 485.780 unità. La differenza tra nascite e morti è stata pari a -161.791 unità, il che ha comportato un calo della popolazione residente che a fine 2015 si attestava a quota 60.665.551 persone.
Il numero dei morti nel 2015 è cresciuto (49.207 in più rispetto all’anno precedente) e la speranza di vita, dopo anni di crescita costante, ha subito una battuta d’arresto, passando da 80,3 a 80,1 anni per gli uomini e da 85,0 a 84,7 per le donne.

LA CASA
In calo i “proprietari di casa” e i possessori di mutuo. Nel 2015 calano sia le famiglie proprietarie dell’abitazione in cui vivono (da 81,5% del 2014 a 81%), sia quelle con un mutuo in corso (da 19,3% del 2014 a 17,7%). L’istat ricorda che “la rata media mensile del mutuo è di 586,41 euro, ma varia dai 619 euro del Centro ai 497 delle Isole mentre nelle città metropolitane si raggiungono i 636 euro mensili”. Le famiglie che invece pagano un affitto sono il 18%. In questo caso la spesa media è di 430,56 euro a livello nazionale ma sale a 506,55 euro mensili nel Nord-ovest, la ripartizione dove si paga di pi—. L’esborso è molto più contenuto nelle Isole, 260,77 euro.

IL LAVORO
Sei milioni e mezzo di italiani “sognano un lavoro”. Sommando ai disoccupati le forze di lavoro potenziali, ammontano a 6,5 milioni le persone che vorrebbero lavorare”. L’Istat riepiloga la situazione sul mercato del lavoro nel 2015, spiegando che le forze di lavoro potenziali sono rappresentate da persone che non cercano un impegno ma sarebbero pronte ad accettarlo o che lo cercano ma non sono subito disponibili. Sono tutti quindi accomunati dal ‘sogno’ di avere un lavoro.

L’ISTRUZIONE
Continua, per il quinto anno consecutivo, il calo degli iscritti al sistema scolastico ma il livello di istruzione degli italiani è in crescita. Il livello di istruzione della popolazione italiana si è costantemente innalzato nel corso del tempo. Nel 2015 oltre tre persone su 10 hanno una qualifica o diploma d’istruzione secondaria superiore (35,6%), valore stabile rispetto al 2014, mentre cresce dal 12,7 al 13,1% la percentuale di chi possiede un titolo universitario.
Nell’anno scolastico 2014/2015 gli studenti iscritti nei vari corsi scolastici sono stati 8.885.802, 34.426 in meno rispetto al precedente anno; un calo che riguarda le scuole dell’infanzia (-26.845), le primarie (-6.575) e le secondarie di primo grado (-22.037), mentre invece aumentano gli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado (+21.031).
La diminuzione è principalmente dovuta al calo demografico delle nuove generazioni, non sufficientemente compensato dalla crescente presenza nelle scuole italiane di alunni con cittadinanza straniera, che ammontano a 814.208 (9,2% degli iscritti). E sono le scuole del Nord e del Centro ad accogliere il maggior numero di studenti stranieri. Il tasso di scolarità si attesta ormai da qualche anno intorno al 100% per la scuola primaria e secondaria di primo grado, al 93,1% per quella di secondo grado. Il tasso di partecipazione al sistema formativo nel suo complesso risulta invece pari al 98,8%.
Sono sempre meno i diplomati che proseguono all’università Tra questi le ragazze sono più numerose dei maschi. Le diplomate che si iscrivono al corso di laurea sono 55 su 100 contro appena 44 ragazzi. Le donne rappresentano la maggioranza degli iscritti in tutte le tipologie di corso e il loro percorso di studi è generalmente più brillante: nell’anno solare 2014 il 39,9% delle 25enni ha conseguito per la prima volta un titolo universitario contro il 25,8% di uomini e il 23,5% una laurea magistrale contro il 15,1% di maschi.
Il passaggio dalla scuola all’università diminuisce ancora rispetto all’anno accademico 2013/2014 (-0,6%): sono poco meno della metà (49,1%) i diplomati nel 2014 che si sono iscritti all’università per l’anno accademico 2014/2015, con i valori più alti in Molise (58,1%) e Abruzzo (54,6%).
Nell’anno accademico 2014/15 gli studenti sono stati 1.652.592, in ulteriore flessione rispetto all’anno precedente (-1,5%). Continuano a calare gli iscritti ai corsi triennali e a crescere le iscrizioni ai corsi magistrati a ciclo unico. Gli studenti che hanno conseguito un titolo universitario nel 2014 sono stati 304.608, 2.377 in più rispetto all’anno precedente.
L’occupazione tra i laureati risulta più alta: nel 2015, a 4 anni dalla laurea, lavora, il 72,8% dei laureati di primo livello e l’83,1% dei laureati di secondo livello. Per i dottori di ricerca invece si registra quasi la piena occupazione: lavora il 91,5% di chi ha conseguito il titolo nel 2010 e il 93,3% di chi lo ha ottenuto nel 2008.

I TRASPORTI
L’auto è ancora il mezzo di trasporto privato preferito. Sette italiani su 10 (68,9%) vanno a lavoro con la macchina. nel 2016 si mettono alla guida quasi sette occupati su dieci. Anche per gli studenti le quattro ruote rappresentano la ‘normalità’ (37,3%), in questo caso come passeggeri. Ma c’è anche una fetta di loro, 13,1%, che sceglie il tram o il bus (contro il 5,5% dei lavoratori) e un altro 11% va in pullman o corriera (a fronte del 2,0% degli occupati). “I mezzi a due ruote sono poco utilizzati per raggiungere la scuola o il posto di lavoro”, conferma l’Istat, sottolineo che tra gli occupati il 3,6% usa la moto e il 3,7% la bicicletta (rispettivamente 2,0% e 2,4% tra gli alunni).

LA CRIMINALITA’
Ci sono meno omicidi e rapine ma cresce percezione dellacriminalità. Omicidi volontari in calo, in particolare quelli di mafia che sono al minimo storico, così come le rapine. Ma a dispetto dei numeri, tra la popolazione italiana cresce la percezione del rischio criminalità.
Nell’anno che volge al termine il 38,9% delle famiglie avverte la criminalità come un problema presente nella zona in cui vice (30% nel 2014). Un fenomeno che ha sua punta massima in Lazio, dove una famiglia su due (il 50%) percepisce il rischio, seguito da Veneto (45,7%), Emilia Romagna (45,5%) e Lombardia (44,3%); quest’ultima era al primo posto nel 2014. In quinta posizione la Campania, come nel 2014, ma la quota di famiglie è ben superiore (43,5% contro 33,3%).
Condannati e detenuti diminiuscono e 3 reclusi su 10 lavorano. Continua il calo dei condannati iscritti nel casellario giudiziario e dei detenuti. Nel 2015 i condannati sono stati 314.550, in diminuzione del 10% rispetto al 2013 e del 3,1% rispetto al 2014. Mentre i detenuti si sono attestati a 52.164, oltre 10 mila in meno rispetto al 2013. Quasi un detenuto su tre è di cittadinanza straniera (33,2%): a Nord i non italiani sono il 46,9%, al Centro il 42,6% e solo il 17% nel Mezzogiorno. Sale invece al 29,8% (sono 3 su 10) la quota di detenuti che svolgono un’attività lavorativa, nella maggior parte dei casi alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria (84,6% dei detenuti lavoranti).

IL PRANZO
Resiste ancora il rito del pranzo che il 72,7% degli italiani consuma a casa. Il pranzo nel 2016 costituisce nella gran parte dei casi il pasto principale per il 66,6% della popolazione. Consumano il pranzo a casa maggiormente i residenti nel Sud e nelle Isole (rispettivamente 82,8% e 83,1%) rispetto a chi risiede nel Nord ovest (64,3%), al Centro (68,0%) e nel Nord Est (70,9%).

IL FUMO
Non cala il vizio del fumo: il tabagismo è più diffuso fra i giovani tra i 25 e 34 anni (26,3%) e in particolare fra gli uomini. Tra gli uomini i fumatori sono il 24,8% mentre tra le donne il 15,1%. Il picco dei fumatori si ha proprio negli uomini tra i 25 e i 34 anni (con il 33,5%) e poi nelle donne tra i 55 e i 59 anni con il 20,4%. La quota dei fumatori è più elevata tra chi vive nel centro (20,7%) mentre raggiunge il valore più basso tra i residenti del Nord-est (18,2%). I valori più alti si osservano in Campania (23,4%), Umbria (22,8%) e Basilicata (21,5%), mentre i datai più bassi arrivano da Calabria (15,9%), Veneto e provincia di autonoma di Trento (16,2%) e Puglia (17,6%).

dal sito iltirreno.gelocal.it