POMI D’OTTONE E MANICI DI SCOPA

Opera di Paul Kuczynsky
                      Opera di Paul Kuczynsky

Mi chiedo perché, come per tutte le banche del globo, il Monte dei Paschi non segua le procedure del fallimento una volta messi al riparo i risparmi dei cittadini correntisti e ricollocato il personale.
Cosa nasconde tutta questa paura del sistema bancario e di una certa politica?
Dei suicidi di vite strozzate dalle banche non interessa nessuno e invece ci deve far perdere il sonno un eventuale ed esemplare fallimento della più antica banca del mondo?
Una vita umana non ha più valore di Mps ? Decine di miliardi di euro sottratti alla comunità per mettere al riparo banchieri incapaci e approfittatori?
Il Direttore ha voluto dare un titolo a questo editoriale utilizzando quello del’omonimo famosissimo film dovehome-petrucci-1-1-17 veniva usata una magia all’occorrenza, in poche parole la stessa che servirebbe per migliorare il nostro Paese.
Permettetemi cari Lettori, desidero catturare la vostra paziente attenzione con una piccola digressione: avete notato l’uso, da qualche tempo a questa parte, dell’uso di zainetti al posto di borse e cartelle da parte di “gente in carriera”?
Poverini, “questi zainetti in macchina blu”… soffrono di ernie discali o devono dimostrarsi eterni giovani questi “fonzie” con la fissa per l’eterna giovinezza. Dal Governatore Bankitalia, a Padoan e perfino lo stridulo (e ignoto a molti) Orfini Pd, tutti con lo zainetto liceale e in macchina di servizio!
Bah…
Comunque la rabbia popolare cresce sempre più, già manifestata per la vergognosa situazione di Banca Etruria e Popolare di Vicenza. E per restare in tema neanche la saga televisiva sui Medici ha salvato Renzi, quando il destino è beffardo la storia si ripete cinicamente.
Cosa pensare di chi doveva da anni vigilare? Dove è stata la Banca d’Italia in tutti questi anni? E la Consob?Che il “giglio magico” sia una associazione onlus locale di beneficenza mirata a ricconi depressi?
Parenti serpenti nell’epopea renziboscaiola, impegolati in vicende bancarie, cooperativistiche etc…, impegnati a sgomitare per farsi posto nel teatrino toscano paradigmatico di quello nazionale e, giù inchieste come se piovessero.
A parte le battute, purtroppo “ il balletto “ è proseguito anche dal giorno dell’incarico a Gentiloni e prosegue…e come per l’Alitalia dissanguerà le vuote casse dell’erario e quindi delle tasche dei contribuenti, altro che capitani coraggiosi …
Altro quesito che mi tormenta: perché non ci si rende ancora conto che l’infausta legge della Riforma Bassanini nel primo Governo Prodi 1996/7 che ha conferito poteri eccessivi a governatori e sindaci sia ridiscussa, dopo i fallimenti delle regioni, tutte, e sindaci (tutti). Da Roma a Milano, dalla Sicilia al Lazio, una tragedia sempre e comunque!
Scandali, balle e spartizioni selvagge… il peggio del peggio!
Si pensi che al 2014 sono risultati indagati 521 consiglieri regionali.
Troppi poteri e poche responsabilità in mano a persone imbarazzanti.
Se si pensa che Renzi-Boschi e i “Si” volevano un Senato formato da costoro, vengono i brividi …, il tanto trascurato Popolo italiano ha provveduto col No a impedire il pasticcio.
Grillo, Salvini, Bersani dove siete ?
Queste due domande sono solo un granello di sabbia rispetto alla complessità italiana, ma utili per comprendere i picchi delle montagne dei guasti del Paese.
Il momento resta ( a mio avviso lo sarà per anni per un’economia bloccata ) difficile e inadeguate le risposte come le consultazioni rapide di Gentiloni attestano.
E come già anticipato nello scorso editoriale, la Troika europea è alle porte già col pretesto del costo del salvataggio di Monte Paschi (in realtà con le bacchettate UE la Germania cerca di mascherare l’immane disastro della DEUTSCHE BANK prossima al collasso) vincolerà, come in Grecia, altri spazi economici vitali. Già segnato dunque l’ambito angusto della vecchia maggioranza entro cui dovrà muoversi il Presidente Gentiloni.
Ormai e finalmente il Presidente Mattarella , dopo aver costituzionalmente “invitato” Renzi a fare una sorta di conta in Parlamento gli ha fatto capire di mettersi da parte magari per poi riprovare nuovamente in tempi più dilatati.
Il riferimento di Gentiloni non è il suo predecessore ma il Presidente Mattarella.
Il fragoroso risultato popolare del Referendum rimane ancora molto forte con la bocciatura inequivocabile di Renzi e della linea politica e programmatica del suo governo.
La riforma costituzionale è stata del resto sempre presentata come ultima speranza prima della catastrofe quando noi viviamo tale dramma già da decenni.
Gentiloni dovendosi fare carico della disperata condizione della disoccupazione oltre alle scadenze e agli impegni internazionali e nazionali e dei maldestri tentativi di sfornare leggi elettorali finirà poi per adottare il vecchio mattarellum (rivisto al Senato).
In tutto questo un fatto però è certo: Gentiloni (non so perché non mi riesce di chiamarlo Premier) si muoverà su un percorso a dir poco accidentato, proprio Renzi ne decreterà il capolinea proprio perché ha capito l’andazzo.
In ogni caso la posizione di Renzi resta decisiva. Ha lasciato palazzo Chigi, da dove ha addirittura svolto, pare ,consultazioni parallele rispetto a quelle in corso al Quirinale; ha già lanciato la sfida con spirito di rivincita pensando al congresso anticipato, sottolineando il suo ruolo di leader di peso nonostante i risultati del 4 dicembre.
La sua incognita si chiama Gentiloni, questi infatti potrebbe, opportunamente consigliato e incoraggiato dai risultati del prossimo referendum sul lavoro promosso dalla Cgil, procedere a breve a sostituire molti degli attuali ministri a fare un passo indietro per far posto a personalità prestigiose indipendenti e graditi anche a 5Stelle e Destra .
L’audace performance del Presidente del Consiglio in carica ( incredibile per il mite-pio Gentiloni) consentirebbe di recuperare consensi al posto dello “stracotto” Verdini e rimanere in sella fino a giugno ammorbidendo il conflitto con 5Stelle e garantendo l’esistenza in vita di imbelli sindaci e presidenti delle giunte regionali nonché rinnovare una cinquantina di consiglieri di amministrazione di aziende pubbliche partecipate, ma sempre andando a sbandierare che il lavoro di Renzi va proseguito (per salvare capra e cavoli). L’altra considerazione importante è cosa ne sarà dell’Unione Europea.
Con Trump l’Eurozona dovrebbe crescere per tanti motivi e di conseguenza il made in Italy. Infatti con Il dollaro forte, secondo la politica del presidente Usa, si verificheranno consistenti sgravi fiscali per le imprese e per i privati.
L ‘Italia avrebbe i numeri per trarre i migliori vantaggi da questa situazione con una probabile svalutazione della moneta euro ( sicuramente non verrà definita svalutazione ma in effetti lo sarà).
E vuoi vedere che ” Paolone il freddo” (Gentiloni) porterà a casa risultati maggiori dei tre anni renziani grazie anche alla stabilità dei rapporti Usa-Russia, al predominio dell’Iran sul Mediterrano attraverso una Siria feudalizzata e al saggio occhio vigile del Presidente Mattarella.
Siam qui ad attendere il futuro.

di Francesco Petrucci