Anno giudiziario: Pg Milano, giustizia al collasso. Scontro Davigo-Orlando

Combo Davigo Orlando

Anno giudiziario: Pg Milano, giustizia al collasso. Scontro Davigo-Orlando

‘Per carenze organico, apprezziamo sforzi ma Governo agisca’

Scontro tra il presidente dell’Anm, Camillo Davigo, e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, nel giorno dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario nei distretti. Un botta e risposta indiretto fra i i due: il primo torna sull’età pensionabile delle toghe e chiede in sostanza al guardasigilli di non provare a violare l’indipendenza della magistratura. Per il secondo è ‘un’insidia’ che i soggetti della giurisdizione reagiscano alle difficoltà ‘ripiegando in una dimensione corporativa’ che finisce per delegittimare tutto il sistema. “Non credo – aggiunge Orlando – che si stia attentando all’autonomia della magistratura perché si modifica l’età pensionabile, perché allora non mi saprei spiegare perché l’Anm non ha protestato quando si decise a suo tempo di portare l’età pensionabile da 70 a 75 anni”.

Allarme organici da Pg Milano, ‘giustizia al collasso’ – Pur “apprezzando davvero gli sforzi del Ministro della Giustizia, On. Orlando” così “stando le cose, l’Amministrazione della giustizia resta al collasso” per le “vacanze degli organici del personale amministrativo”. Lo si legge nella relazione del Procuratore generale di Milano Roberto Alfonso per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario. “Invochiamo – scrive il Pg – un intervento urgente e serio del Governo affinché esso adotti tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della Giustizia”.

Le infiltrazioni di una “organizzazione criminale”, che avrebbe agito per “agevolare l’associazione mafiosa denominata ‘Cosa Nostra’, nei lavori di “Fiera Milano spa” sono un fatto “assai grave per la città di Milano”. Lo scrive il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso nella relazione per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario che verrà letta a breve dal magistrato che, dunque, nel suo intervento fa un riferimento specifico alla recente inchiesta della Dda milanese su Fiera Milano.

“Negli ultimi due anni, dopo la proclamazione del cosiddetto ‘stato islamico’, sono state svolte indagini complesse e rilevanti su tale organizzazione terroristica, con risultati molto positivi”. Il Pg parla di “investigazioni estremamente complesse sull’ organizzazione terroristica sovranazionale cosiddetto ‘stato islamico'” nell’ultimo anno e ricorda che “sono state chiuse alcune indagini svolte nel periodo precedente”.

“Non è lungimirante mantenere un sistema che consente l’accesso in magistratura all’età media di trenta anni, ossia superiore di molti anni rispetto al passato. Ciò è servito soltanto ad allontanare dalla magistratura giovani brillanti che hanno preferito indirizzarsi verso altre professioni piuttosto che aspettare il concorso per accedere in magistratura”. Alfonso critica il “sistema vigente” e lo boccia in quanto “esclude dalla magistratura quei giovani che provengono da famiglie non abbienti, che non possono permettersi di attendere mediamente cinque anni prima di accedere in magistratura. Tutto ciò non è accettabile perché costituisce una discriminazione dal punto di vista sociale ed economico”.

Orlando, corporativismo delegittima sistema – “E’ un’insidia che i singoli soggetti della giurisdizione reagiscano alle difficoltà ripiegando in una dimensione corporativa, tentando di salvaguardare le proprie ragioni attraverso la delegittimazione di quelle degli altri e la finale delegittimazione di tutto il sistema”. E’ il messaggio che il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha voluto lanciare alle toghe nel corso del suo intervento all’inaugurazione dell’Anno giudiziario a Milano.
Introdurre il reato di tortura nel codice penale. Lo ha annunciato Orlando. “Qui, nella città di Cesare Beccaria – ha spiegato nell’aula magna del Palagiustizia milanese – voglio ribadire l’impegno per l’introduzione del reato di tortura. Non possiamo perdere altro tempo nell’affermare un principio che tra l’altro ci viene richiesto anche in sede europea e internazionale”.

Roma: mafie storiche e nuovi gruppi – “Sono state confermate le presenze delle organizzazioni mafiose storiche, accanto a nuove forme di criminalità organizzata che costituiscono l’aspetto di novità delle recenti investigazioni”. E’ quanto afferma il procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, Giovanni Salvi, nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
Per l’alto magistrato, “la ‘questione mafia’ a Roma non è certamente esaustiva di tutta la ‘questione criminale’, né può dirsi, che la mafia ‘domini’ Roma” tra le varie organizzazioni. In tema di mafia, Salvi aggiunge che continua ad apparire piuttosto come “una realtà estremamente variegata, che riflette la complessità del territorio capitolino”.
La Dda di Roma ha individuato “l’ articolazione romana” di una associazione criminale dedita alla tratta degli esseri umani e che gestiva il flusso migratorio a partire dai porti libici. Una struttura criminale, aggiunge il pg di Roma, che gestiva il flusso di migranti “con modalità violente e con danno” per gli immigrati.

‘Su Regeni rifiutate verità di comodo’ – “In un caso particolarmente delicato, l’omicidio di Giulio Regeni”, la procura distrettuale “operando con rigore e intelligenza, consapevole della complessa situazione internazionale in cui l’indagine si inserisce, ha saputo ottenere significativi passi avanti nella cooperazione con l’Egitto, rifiutando verità di comodo”, ha sottolineato Salvi.

Davigo a Orlando, non violi indipendenza – “Io certamente non voglio essere ricordato come il presidente dell’Anm che ha abdicato sulla difesa dell’indipendenza della magistratura, signor ministro spero che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violarla”. Lo ha detto il presidente dell’Anm Piercamillo Davigo intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano, a cui partecipa anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, tornando sulla questione dell’età pensionabile delle toghe.

Napoli: de Magistris, Stato interrompa le ‘stese’ – “Le ‘stese’ sono particolarmente allarmanti e vanno affrontate soprattutto con gli strumenti preventivi e repressivi dello Stato. Allo Stato bisogna chiedere di interrompere le stese”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, in riferimento al fenomeno degli spari all’impazzata a scopo intimidatorio. “Da tantissimo tempo chiedo più mezzi, risorse umane e materiali al Governo centrale – ha affermato – non fu sufficiente la risposta dell’esercito, lo abbiamo detto un anno, fa nonostante le dichiarazioni roboanti dell’allora ministro dell’Interno”. “Noi stiamo dando il massimo sul piano della cultura e del sociale – ha sottolineato – una città in piena riscossa riscossa, però di fronte alle stese e agli omicidi devono intervenire le forze dell’ordine ordinarie e la magistratura, che a Napoli fanno un compito eccellente, ma evidentemente vanno anche rafforzate”.

dal sito www.ansa.it