Roma, la Capitale della violenza su donne e bambini

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In aumento le misure cautelari a protezione di soggetti «deboli». In molti casi gli abusi subiti in famiglia

«Non vi è dubbio che quello della violenza domestica e in particolare contro le donne è ormai fenomeno centrale, da sradicarsi con determinazione. In un periodo di notevole calo dei delitti contro la persona, solo gli omicidi contro le donne continuano a mantenere alte le statistiche».

All’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore generale della corte d’Appello, Giovanni Salvi, porta l’urgenza di un tema che appelli e campagne di sensibilizzazione non sembrano poter frenare. In un anno ci sono stati presso la procura di Roma 1.337 procedimenti per maltrattamenti in famiglia, 1.263 per atti persecutori (stalking) e «ben 859 per lesioni volontarie commesse nell’ambito familiare o di relazioni di parentela». Cinque le donne uccise in un anno. E la violenza in famiglia è un fenomeno diffuso anche a danno dei minori, con i pm del pool specializzato che hanno ottenuto 643 misure cautelari a protezione di soggetti «deboli». Abusi e maltrattamenti che in 111 casi sono avvenuti in famiglia e di questi il 34% dal padre o dal patrigno.

Nelle 174 pagine della relazione illustrata da Salvi spiccano altri dati e passaggi. La diffusione delle mafie riveste un ruolo centrale. «Roma, soprattutto il territorio metropolitano, ma anche l’area limitrofa e il basso Lazio, costituiscono, dal punto di vista mafioso, il teatro di una presenza soggettivamente plurima ed oggettivamente diversificata, non monopolistica. Coesistono gruppi criminali di matrice autoctona ma accomunate dall’utilizzo del cosiddetto metodo mafioso (pieno sostegno alla linea della procura su Mafia Capitale, ndr) . E le organizzazioni mafiose presenti non hanno operato attraverso comportamenti violenti, ma anzi hanno cercato di mantenere una situazione di tranquillità in modo da poter realizzare il loro principale obiettivo: la penetrazione nel tessuto economico e imprenditoriale».

Ma a Roma c’è anche una forte ripresa degli abusi edilizi: il 40% in più rispetto agli anni precedenti quando, sostiene Salvi, pesava la crisi economica. Salvi loda poi al gestione del Giubileo «grazie all’impegno dei prefetti Franco Gabrielli e Paola Basilone, al questore Nicolò D’Angelo, alle forze dell’ordine». Ma anche grazie alle indagini, dice il procuratore generale, e la fattiva collaborazione con gli altri paesi nella prevenzione del terrorismo internazionale. Lodi ai pm anche per la gestione del caso Regeni «dove sono stati ottenuti significativi risultati». Il presidente della corte d’Appello Luciano Panzani rilancia invece i dati sulle carenze di personale amministrativo che portano a 50mila procedimenti giacenti in attesa di fissazione, mentre il vicepresidente della camera penale di Roma, l’avvocato Cesare Placanica, fa suo l’intervento del primo presidente della corte di Cassazione, Giovanni Canzio sulle «distorsioni del processo mediatico».

dal sito roma.corriere.it