VOTARE PER O CONTRO ?

Opera di Adam Niclewicz
                       Opera di Adam Niclewicz

L’ultima direzione Pd è stata impietosa fotografia del clima di divisioni e di mancanza di prospettiva che la minoranza ha messo parzialmente in luce, contestando l’impostazione renziana, alimentando così una già forte tentazione scissionista.
Ciò rende precaria la situazione politica, perché evidenzia una mancanza dì chiarezza e divisioni sino ad ora insuperabili.
La crisi però viene da lontano e risale forse all’inizio della stessa nascita del partito democratico incapace di avvertire che non era sufficiente mettere insieme i comunisti-socialisti e i cattolici della sinistra democristiana sopravvissuta, per dare vita ad una nuova e consistente forza politica disegnata decenni prima da Moro e Berlinguer, ma non così ! Un grande errore di Prodi che grazie ad un’alleanza con un Bertinotti qualsiasi gli costò il Governo. Troppa leggerezza nell’affiancare due esperienze storiche contrapposte: democristiani impauriti dall’inchiesta mani pulite e comunisti con sole esperienze territoriali, ma inzuppati nel caffèlatte della pseudo cultura di Stato. Il mix è avvenuto senza leader di riferimento, mancavano infatti un Moro e un Berlinguer.

Elaborazione Immagine di Carla Morselli
                            Elaborazione Immagine di Carla Morselli

Dunque senza leader veri non c’è futuro. Serracchiani, Orfini, Guerini sono alla ricerca epistemologica del termine leader, non avendone mai avuto confidenza.
Frettolosità, strategia” pret a porter”, personalismi esasperati, promesse e demagogie, bramosie e collusioni con i poteri finanziari sono le cause del decesso politico di chi si è affacciato, anche se per qualche anno, al balcone del potere (Referendum docet).
L’ideologia della rottamazione e dell’illusione voleva che il male fosse tutto nella vecchia dirigenza, tanto che dovesse in qualche modo essere rottamata anche la storia precedente. Storia colpevole e responsabile di tutto il negativo del passato.
Questo concetto è stato un pessimo anacronistico slogan che ha seppellito il Renzi Premier e la sconfitta del Si al referendum ne è stata la pietra tombale.
Infatti, con Il Referendum Renzi ha reso il clima insopportabile dall’inizio senza mai accorgersene abbastanza e ha perso per la pessima qualità delle riforme che ha tanto pubblicizzato.
Il No degli elettori ha fatto capire chiaramente: “non siamo d’accordo su nulla, proponeteci qualcos’altro”. Ha vinto la grande fame di politica inappagata da anni …
E ancora oggi, dopo tutte le gaffe locali (Roma, Parma etc…) ed europee (la brutta figura tra Farange e Liberali) ci si chiede perché il Movimento ha ancora tanto successo?
Irrilevante proposta politica, divisioni profondissime, impreparazione politica dei dirigenti, incapacità degli amministratori locali eppure i 5Stelle godono di grande salute … Motivo?
Evidente, ormai la sfiducia degli elettori ha raggiunto un tale livello di protesta che non si vota più a favore per scelta motivata ideologicamente, ma contro tutti premiando il movimento “contro- sistema”, 5 Stelle appunto.
Del resto c’è stato tanto tempo politico per poter contrastare il movimento di Grillo (preso sottogamba), ma ciò non è avvenuto.
Grillo si è impossessato nel tempo di un formidabile quanto pericoloso strumento di comunicazione, il web.
Grazie al web gli è stato cucito un vestito ideale: si vota, si elegge si distrugge, tutto tramite rete.
Lo dice Beppe, questo è l’ossessivo ritornello dei credenti, perfino della sindachessa Raggi.
E degli elettori ufficiali? Capiranno e lotteranno per far crescere il movimento (bignami della filosofia del comico genovese).
Il movimento grillino cresce perché ha avuto la capacità di sentirsi legato ad un leader.
Berlusconi è stato tanti anni fa l’esempio tangibile.
I collaboratori al servizio del leader hanno sostituito la burocrazia partitocratica e tutto ciò che si frappone fra il capo e i suoi elettori.
Un problema da risolvere è un attentato all’organizzazione di questo nuovo partito di cui lo stesso Grillo è nel pallone. Le ragioni? Non si può abituare improvvisamente un frequentatore del web in paladino di educazione civica e politica.
Come Veltroni che doveva andare in Africa così Grillo doveva ritirarsi e far spazio ai suoi, così non è andata!
Grillo vincerà ancora perché gode di un elettorato antisistema e questo è diffuso non solo in Italia con il suo 30%, in Spagna oltre il 40%, in Francia lo misureremo fra qualche mese, in Gran Bretagna c’è stata la Brexit dalla UE, senza dimenticare l’ascesa di Donald Trump in Usa.
Il dibattito in corso sulla necessità dell’uomo forte al comando significa che ci troveremo Draghi a Palazzo Chigi (l’avevo già scritto) giubilato dalla Bce perché necessario ai disegni egemonici di Merkel?
Speriamo che la scelta di Mattarella caduta su Gentiloni possa portare ad una svolta questo amato Paese; ormai le nostre aziende rappresentano una “offerta “ promozionale per Francia e Germania : i casi Mediaset e Generali sono l’emblema del paradigma che prevede la nostra finanza ai francesi e l’industria ai tedeschi, un quadro sconcertante intrapreso da anni grazie a politici incapaci e tecnocrati prezzolati quanto impreparati.

di Francesco Petrucci