Reggio Calabria, la città riparte dagli asili

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Reggio Calabria, la città riparte dagli asili

L’emergenza era stata lanciata per la prima volta poco più di tre anni fa. In riva allo Stretto migliaia di bimbi e famiglie hanno subito gli effetti della chiusura di tutti gli asili nido pubblici. Siamo a Reggio Calabria, dove Actionaid ha portato avanti nel corso di questi lunghi anni la campagna #ChiediamoAsilo, nata nel gennaio 2014 con il lancio di una petizione che ha raccolto 5693 firme in cui si chiedeva alle istituzioni la riapertura degli asili o, in attesa dei provvedimenti definitivi, l’istituzione temporanea di forme alternative. Una campagna giunta finalmente al termine. E con successo.

Nell’autunno 2013 le strutture pubbliche di Archi e Gebbione, così come l’asilo aziendale del Centro Direzionale, furono dichiarate inagibili. Nel febbraio 2014 i Commissari che al tempo amministravano il Comune reggino, emanarono una delibera con cui veniva accolta la richiesta di far partecipare i genitori al percorso di riapertura degli asili. Una convocazione che nel corso del tempo non è mai arrivata. Così Actionaid, nel corso della campagna elettorale dell’ottobre 2014, ha riportato il problema all’attenzione dei candidati, chiedendo stavolta impegni precisi. Del novembre 2014, una lettera di diffida da cui è partita la class action accolta sia dal Comune che dalla Regione. In primavera, i primi passi verso una collaborazione con il neo eletto sindaco Giuseppe Falcomatà e la Giunta da lui guidata, che ha portato alla riapertura degli asili: quello del Cedir nel settembre 2015, Archi e Gebbione pochi giorni fa.

«Un’importante vittoria per tutta la città, – ha dichiarato Eleonora Scrivo, referente territoriale di Actionaid – in particolare per i genitori e le associazioni del Comitato che in questi anni hanno portato avanti insieme a noi la campagna #ChiediamoAsilo». La costituzione del Comitato è stata promossa e voluta dall’organizzazione per riportare le famiglie al centro delle scelte politiche in tema d’istruzione. «Ora che gli asili sono stati riaperti, è necessario che il servizio sia gestito in maniera trasparente e partecipata, tenendo conto dei reali bisogni espressi dal territorio».

L’auspicio adesso è che i più piccoli diventino «il fulcro di un’azione con cui rivitalizzare i quartieri in aree della città a rischio di emarginazione grazie a servizi e iniziative per tutte le famiglie, anche durante il week end». Così ha commentato il sindaco Falcomatà che proseguendo ha poi dichiarato che «non si tratta solo di un asilo che riapre, ma interi quartieri che rinascono attraverso un intervento di cooperazione civica realizzato con associazioni e cittadini. Crediamo che guardando gli occhi di un bambino felice, anche i grandi riusciranno a riscoprire il motivo che li porta a credere di poter rigenerare davvero la propria città».

La cittadinanza questa volta sarà pienamente coinvolta. Già in cantiere c’è l’idea di una rete fatta di mamme, papà e nonni che avranno la possibilità di prestare servizio di vigilanza su base volontaria nei giorni festivi all’interno degli asili. E’ una boccata d’ossigeno ed una buona notizia per le famiglie che dopo anni di vuoto iniziano finalmente a riappropriarsi dei propri spazi in un contesto in cui il welfare e le politiche sociali sono state spesso sacrificate sull’altare della crisi economia e amministrativa. E per i bambini di Reggio Calabria ovviamente, a cui oggi vengono aperte le porte di luoghi certi dove gettare le basi per il proprio futuro.

dal sito buonenotizie.corriere.it