A Roma più di 3 milioni di turisti “fantasma”: «È un problema di sicurezza»

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A Roma più di 3 milioni di turisti “fantasma”: «È un problema di sicurezza»

Almeno tre milioni di turisti “fantasma” si aggirano ogni anno nella Capitale, persone che ogni giorno camminano tra le strade di Roma senza essere censite. Cittadini provenienti da ogni parte del mondo, che alloggiano spesso in bed and breakfast abusivi ma anche in conventi, parrocchie o in case private, sfuggendo a qualunque tipo di controllo.

Un problema di sicurezza, in un momento di allerta terrorismo a livello internazionale, ma anche introiti mancati per il Campidoglio, che da questi turisti non incassano neanche la tassa di soggiorno. Per contrastare il fenomeno e creare una “task force” è stato avviato venerdì un tavolo in Prefettura, tra Campidoglio, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma e forze dell’ordine, come ha spiegato la direttrice del Dipartimento Turismo di Roma Capitale Cristina Selloni nel corso della seduta odierna della commissione Turismo nella quale si sono svolte le audizioni di Federalberghi Roma, Unindustria e Confesercenti sulle criticità del settore turistico nella Capitale. «Ogni anno a Roma stimiamo che ci sono almeno tre milioni di turisti ‘fantasmà, presenze che non vengono censite – ha detto Selloni – Venerdì abbiamo avviato un tavolo in Prefettura per coordinare le forze dell’ordine nella lotta al l’abusivismo ricettivo». Non solo. La presidente della commissione Turismo Carola Penna ha spiegato che «è in corso un dialogo con la Questura di Roma e il ministero degli Interni per cercare di avere dei dati certi sulle presenze dichiarate nelle strutture extra alberghiere, dati che dobbiamo incrociare per scovare gli evasori ma che non ci vengono forniti per motivi di privacy».

Un problema serio per la sicurezza nella Capitale, come sottolineato in commissione anche dal presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli in relazione al fenomeno dei bed and breakfast abusivi. «Il fenomeno dei bed and breakfast abusivi si traduce in un’offerta di 35mila posti letto ogni giorno non registrate – ha detto Roscioli- In un momento di allerta internazionale è come se noi potenzialmente avessimo un piccolo paese di una provincia italiana che dorme a Roma e non se ne sa nulla. È un fenomeno preoccupante». «Nonostante i controlli – ha aggiunto – Fino a oggi la strada percorsa non ha dato i risultati che speravamo, e anche la proposta di legge regionale che riguarda il regolamento del settore extra alberghiero ci dà una mano ma non ci aiuta a risolvere il problema».

Roscioli ha anche sottolineato che gli arrivi nella Capitale sono in calo rispetto alla media degli ultimi dieci anni, quando si era registrata una crescita intorno al 5 per cento. «Il turismo mondiale si muove intorno al 4,5 per cento, tutti crescono e noi no, anzi noi perdiamo fette di mercato», ha detto il presidente di Federalberghi Roma. «Uno dei motivi è il terrorismo – ha proseguito Roscioli – se oggi andiamo a vedere altre capitali come Bruxelles, Parigi e Londra, città che hanno subito attacchi, hanno segni negativi ma noi siamo così bravi che abbiamo segni negativi anche se non ci hanno colpito. In ciò giocano fenomeni specifici: da mafia capitale in poi Roma all’estero ha un’immagine non proprio ottima nei confronti del mondo intero. Ciò che accade a Roma viene ripreso dalle agenzie estere e ribaltato sui media stranieri: scippi, problemi nei trasporti, decoro, incidono negativamente. A questo si somma l’abusivismo, che nel nostro settore è fuori controllo. Su air b&b ci sono 24mila inserzionisti a fronte di circa 8mila autorizzati dal Comune». Stefano Fiori, presidente della sezione turismo di Unindustria, ha sottolineato che «è importante che vengano rispettate le regole, perché molti alberghi in regola stanno chiudendo: negli ultimi mesi alberghi a quattro stelle per star dietro alla mercato dell’extra alberghiero hanno venduto stanze a quaranta euro. Bisogna contrastare il fenomeno delle strutture extra alberghiere irregolari, che creano danni anche sull’occupazione». Anche per questo, ha aggiunto Fiori, «è importante fare una comunicazione forte per far capire a tutti che ogni turista rappresenta un’opportunità per tutto il territorio».

«In un momento di allerta sicurezza molto importante non possiamo tollerare che ci siano persone che alloggiano a Roma senza essere registrate», ha aggiunto Daniele Borcchi di Confesercenti Assoturismo. «Inoltre sono in crescita fenomeni di microcriminalità, a partire dagli scippi ai turisti, ora l’ultima moda è rubare le valigie a volte nelle hall degli alberghi e mentre aspettando gli autobus, fenomeni che creano grande imbarazzo ai direttori degli alberghi. Non si risolve il problema lasciando gli autobus turistici fuori dal centro, bisogna che l’assessore e la commissione si mettano a lavorare per ripristinare la polizia turistica».

dal sito www.ilmessaggero.it