Il talento made in Italy

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Il talento made in Italy

La bellezza è ovunque, basta saperla individuare e valorizzare. Anche se siamo assuefatti all’invasione della negatività – che rimbalza ovunque, alimenta le gastriti e fa vedere tutto nero – basta fare un piccolo sforzo per scoprire che lì, a portata di mano, ci sono storie semplici e sorprendenti che dimostrano come il nostro paese sia ricco di talenti. Ci sono creativi, imprenditori, ricercatori, sportivi. Persone comuni che sono ben presto diventate speciali grazie alle loro abilità. Persone che ce l’hanno fatta nonostante tutto. Nonostante la crisi, le porte chiuse in faccia, l’apparente assenza di prospettive e opportunità.

Come Ugo Parodi Giusino (fondatore di Mosaicoon, società nata come start up che oggi conta otto sedi nel mondo), Arianna Occhipinti (viticoltrice che esporta in quaranta diversi paesi) e Nicole Orlando (atleta con sindrome di Down che ha collezionato medaglie e record mondiali).

O come il regista Piero Messina, che dopo aver lavorato a fianco di Paolo Sorrentino – altro straordinario talento italiano – ha diretto il film L’Attesa (interprete protagonista è Juliette Binoche) vincendo come migliore opera prima il Globo d’Oro assegnato dall’associazione stampa estera che è stata a lungo presieduta da Maarten van Aalderen.

Lui, giornalista olandese corrispondente del quotidiano De Telegraaf, ha fatto il giro d’Italia. E queste sono solo alcune delle ventuno storie che ha raccolto e raccontato nel libro “Talenti d’Italia” (Albeggi edizioni).

Ventuno esperienze, ventuno interviste. Un viaggio che non a caso è iniziato dal sud, cioè là dove l’eccellenza si fa ancor più luce in mezzo alla marginalità diffusa.

Sappiamo bene che questi ventuno talenti sono solo rappresentativi di un piccolo campione fatto emergere da un universo ben più ampio. Per ognuna delle ventuno storie che trova forma sulle pagine del libro ce ne sono migliaia che vengono vissute senza essere raccontate.

Storie di volontari, soccorritori, medici, impiegati, artisti, compositori, scrittori e poeti. Storie di madri e di padri che diventano eroi per i propri figli. Storie di figli che nelle difficoltà accudiscono i genitori. Storie di lotta alla povertà, di migranti che sopravvivono e che riescono a risorgere a vita nuova. Storie di preti di strada, di giornalisti coraggiosi, di gente che non si arrende alle minacce e che lotta per la legalità.

Ecco, grazie a tutte queste storie il nostro paese ha qualcosa di cui può esser fiero. Perché il talento, come la bellezza, è ovunque. Anche nelle relazioni. Basta saperlo riconoscere (e dargli spazio).La bellezza è ovunque, basta saperla individuare e valorizzare. Anche se siamo assuefatti all’invasione della negatività – che rimbalza ovunque, alimenta le gastriti e fa vedere tutto nero – basta fare un piccolo sforzo per scoprire che lì, a portata di mano, ci sono storie semplici e sorprendenti che dimostrano come il nostro paese sia ricco di talenti. Ci sono creativi, imprenditori, ricercatori, sportivi. Persone comuni che sono ben presto diventate speciali grazie alle loro abilità. Persone che ce l’hanno fatta nonostante tutto. Nonostante la crisi, le porte chiuse in faccia, l’apparente assenza di prospettive e opportunità.

Come Ugo Parodi Giusino (fondatore di Mosaicoon, società nata come start up che oggi conta otto sedi nel mondo), Arianna Occhipinti (viticoltrice che esporta in quaranta diversi paesi) e Nicole Orlando (atleta con sindrome di Down che ha collezionato medaglie e record mondiali).

O come il regista Piero Messina, che dopo aver lavorato a fianco di Paolo Sorrentino – altro straordinario talento italiano – ha diretto il film L’Attesa (interprete protagonista è Juliette Binoche) vincendo come migliore opera prima il Globo d’Oro assegnato dall’associazione stampa estera che è stata a lungo presieduta da Maarten van Aalderen.

Lui, giornalista olandese corrispondente del quotidiano De Telegraaf, ha fatto il giro d’Italia. E queste sono solo alcune delle ventuno storie che ha raccolto e raccontato nel libro “Talenti d’Italia” (Albeggi edizioni).

Ventuno esperienze, ventuno interviste. Un viaggio che non a caso è iniziato dal sud, cioè là dove l’eccellenza si fa ancor più luce in mezzo alla marginalità diffusa.

Sappiamo bene che questi ventuno talenti sono solo rappresentativi di un piccolo campione fatto emergere da un universo ben più ampio. Per ognuna delle ventuno storie che trova forma sulle pagine del libro ce ne sono migliaia che vengono vissute senza essere raccontate.

Storie di volontari, soccorritori, medici, impiegati, artisti, compositori, scrittori e poeti. Storie di madri e di padri che diventano eroi per i propri figli. Storie di figli che nelle difficoltà accudiscono i genitori. Storie di lotta alla povertà, di migranti che sopravvivono e che riescono a risorgere a vita nuova. Storie di preti di strada, di giornalisti coraggiosi, di gente che non si arrende alle minacce e che lotta per la legalità.

Ecco, grazie a tutte queste storie il nostro paese ha qualcosa di cui può esser fiero. Perché il talento, come la bellezza, è ovunque. Anche nelle relazioni. Basta saperlo riconoscere (e dargli spazio).

dal sito buonenotizie.corriere.it