Paura morbillo, dall’inizio dell’anno il Lazio è la regione con più ammalati

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Nella settimana 17-23 aprile i casi sono stati 435. Il ministero della Salute: «Elevata trasmissibilità del virus, l’unico rimedio è sottoporsi alla vaccinazione»

Il morbillo non arresta la sua corsa. Anzi, specie nel Lazio continua a colpire con sempre maggiore incisività. Facendo purtroppo conquistare alla nostra Regione la maglia nera e un triste primato con il maggior numero di casi registrati dall’inizio dell’anno ad oggi. Secondo gli ultimi dati, riportati nel quinto bollettino del ministero della Salute (l’ultimo disponibile), quello cioè relativo alla settimana che va 17 al 23 aprile, sono 435 i casi confermati di morbillo (430 invece quelli registrati nella settimana precedente). Numeri più elevati persino di regioni come il Piemonte (401), la Lombardia (206), la Toscana (208), l’Abruzzo, il Veneto e la Sicilia (rispettivamente a 92, 93 e 48).

Nelle cinque province laziali sono quindi più di cento persone colpite ogni mese,
conti alla mano. Un dato che diventa ancora più allarmante se si tiene in considerazione la rapidità con cui si sta diffondendo e l’impennata che sta subendo il ritorno di questa malattia esantematica, se si considera che all’inizio del periodo di osservazione attraverso il bollettino settimanale del dicastero della Salute (il primo ha come settimana di riferimento quella che va dal 20 al 26 marzo) si erano contati 270 malati in tutto. E non solo. In tutto lo stivale, alla fine del mese scorso, i casi registrati erano 1.739 in totale. Il che vuol dire che solo nel Lazio si arriva a una percentuale del 25 per cento dei cittadini italiani ammalati e in cura nelle strutture sanitarie. Tanti, forse troppi.

E anche se la Regione lo scorso mese era corsa ai ripari
preparando e inviando a medici generici, Asl, policlinici e ospedali, centri vaccinali e allo Spallanzani (il nosocomio specializzato in malattie infettive) una circolare preparata dalla Direzione salute e politiche sociali e dal titolo «Indicazioni operative sorveglianza e controllo morbillo», ad oggi la situazione non sembra essere purtroppo affatto migliorata. Il ritmo di crescita dei malati di morbillo resta dunque sempre lo stesso: il 19 marzo erano infatti 312, il che conferma che in un solo mese vengono colpite e infettate oltre 100 persone.

Se l’età media degli individui che contraggono la malattia è relativamente bassa (27 anni), purtroppo non sono stati risparmiati neanche molti bambini al di sotto dell’anno di età, con focolai segnalati persino negli asili nido. Ed è per questo che il ministero della Salute guidato da Beatrice Lorenzin non si stanca di ripetere che contro «l’evidenza di un preoccupante incremento dei casi di morbillo, un virus dall’elevata trasmissibilità» – si legge in una nota del 5 aprile – unico rimedio utile resta la vaccinazione».

Un preoccupante dato di fatto che viene confermato dalla percentuale altissima,
l’88 per cento, di persone contagiate dal morbillo che non si erano mai sottoposti al vaccino. Una misura che va offerta «ai contatti suscettibili entro 72 ore dall’esposizione. Nei casi in cui questo tempo fosse già trascorso – è stata l’ulteriore precisazione – bisogna offrire comunque la vaccinazione per recuperare gli eventuali non contagiati».

dal sito roma.corriere.it