#Pensioni, Ecco Tutte Le #Detrazioni Fiscali Per Il 2017 Nella #DichiarazioneDeiRedditi. #ApeSocial

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#Pensioni, Ecco Tutte Le #Detrazioni Fiscali Per Il 2017 Nella #DichiarazioneDeiRedditi. #ApeSocial

Crescono le detrazioni Irpef spettanti ai pensionati rispetto al 2016 nella dichiarazione dei redditi e non dipendono dall’età.

Ecco come:
– entro il limite reddituale di 8mila euro le detrazioni salgono a 1880 euro e non possono essere inferiori a 713 euro;
– se il reddito è da oltre 8mila a 15mila euro la detrazione spetta per 1297, aumentata del prodotto tra 583 e l’importo corrispondente del rapporto tra 15mila, meno il reddito complessivo, e 7mila euro;
– se è da oltre 15mila a 55mila la detrazione sarà di 1297 per l’importo corrispondente al rapporto tra 55mila, meno il reddito complessivo, e 40mila euro.
Le detrazioni non sono applicabili alla tredicesima mensilità. I pensionati che hanno un reddito superiore ai 55mila euro lordi annui non possono beneficiare di alcuna detrazione. Per effetto delle nuove disposizioni le detrazioni non si distinguono più a seconda che l’età sia inferiore o superiore ai 75 anni. La no tax area, invece, è pari a circa 8125 euro.

PENSIONI, ARRIVA LA 14ESIMA
A ribadirlo, qualche giorno fa, è stata la sottosegretaria Maria Elena Boschi, in un messaggio pubblicato su Facebook. Per i pensionati, ha scritto l’ex ministra, “a luglio arriverà la quattordicesima assicurata dall’ultima legge di bilancio”. Tra poco più di un mese agli aventi diritto verrà accreditata nel rateo di luglio 2017 la quattordicesima mensilità. Chi ha compiuto 64 anni e ha redditi compresi tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, specifica l’Inps nella circolare n. 1366/2017, potrà godere della somma aggiuntiva, pari fino a 655 euro.

Chi può beneficiare della quattordicesima?
Tra le principali novità introdotte dall’ultima legge di bilancio (legge n. 232/2016) c’è l’ampliamento della platea dei soggetti interessati dalla quattordicesima. La prestazione previdenziale riguarderà non solo i soggetti che hanno un reddito individuale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo, ma anche gli ultra sessantaquattrenni in possesso di un reddito tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ossia fino a 13.049,14 euro.

Quanto percepiranno i pensionati? Per il 2017 sono previste diverse fasce. I pensionati che presentano redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo, pari a 9.786,86 euro annui e che usufruivano già della quattordicesima, hanno diritto a 437 euro (fino a 15 anni di contributi per i lavoratori dipendenti), a 546 euro (tra i 15 e i 25 anni di contributi) e a 655 euro (oltre 25 anni di contributi per il lavoro dipendente e 28 per quello autonomo).
Anche ai pensionati che sono in possesso di redditi da 1,5 a 2 volte il minimo, verrà corrisposta una somma variabile, in rapporto ai contributi versati. 336 euro fino a 15 anni di contributi, 420 euro tra 15 e 25 anni di contributi, 504 euro con contributi oltre 25 anni. Queste cifre valgono per i pensionati da lavoro dipendente, mentre per i lavoratori autonomi vanno aggiunti tre anni in più di contributi.

Quando scatteranno i pagamenti?
“Il pagamento – si legge nella circolare dell’Inps – verrà effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017 ovvero di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell’anno 2017”.

PENSIONE ANTICIPATA, FIRMATI I DECRETI: LE NOVITA’

Migliaia di persone potranno anticipare i tempi della pensione con i decreti su Ape social e Ape precoci firmati dal premier Paolo Gentiloni.

Andranno presentate entro il 15 luglio le domande per l’Ape social di chi matura i requisiti previsti. E’ quanto indica il decreto attuativo firmato dal presidente del Consiglio. Il provvedimento prevede che verranno però considerate anche le richieste arrivate dopo la scadenza e che verranno soddisfatte limitatamente nel caso avanzassero fondi. Chi raggiungerà i requisiti nel corso del 2018 avrà invece tempo per presentare la domanda fino al 31 marzo dell’anno prossimo.

Ecco le tutte le novità. Riguardo l’Ape social, il provvedimento è un’indennità di natura assistenziale a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in stato di bisogno che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta. L’indennità è corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione (di vecchiaia o anticipata). Il beneficio dell’Ape social è riconosciuto nel limite 300 milioni di euro per il 2017, 609 milioni di euro per il 2018, 647 milioni di euro per il 2019, 462 milioni di euro per il 2020, 280 milioni di euro per il 2021, 83 milioni di euro per il 2022 e 8 milioni di euro per il 2023.
L’Ape social, evidenzia una nota, è una misura sperimentale (fino al 31 dicembre 2018) intesa ad agevolare la transizione verso il pensionamento per soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio ed è soggetta a limiti di spesa. La misura è rivolta ai lavoratori disoccupati che hanno finito gli ammortizzatori sociali, ai lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, ai lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%.
L’Ape social riguarda anche i lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa una delle seguenti attività: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti. La platea per il provvedimento: 34.000 (2017), 43.000 (2018), 36.000 (2019), 23.000 (2020), 13.000 (2021) e 3.000 (2022).
L’Ape precoci, invece, prevede la possibilità, per i lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni, di accedere con un requisito contributivo ridotto alla pensione anticipata. Il beneficio spetta ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (Ago) e alle sue forme sostitutive ed esclusive, con almeno 12 mesi dicontribuzione per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età e che sono nelle seguenti condizioni: lavoratori disoccupati che hanno finito gli ammortizzatori sociali; lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità; lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%.
Stesse condizioni previste dall’Ape sociale riguardo l’Ape precoci per i lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti o che svolgono da almeno sei anni in via continuativa una delle seguenti attività. Le stime della spesa per l’Ape precoci sono 360 milioni (2017), 550 milioni (2018), 570 milioni (2019), 590 milioni ogni anno dal 2020 al 2026, mentre la platea è 20.000 (2107), 22.000 (2018), 24.000 (2019), 26.000 ogni anno dal 2020 al 2026.

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