Sistema Elettorale

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Sistema Elettorale

In questi giorni si fa un gran parlare di elezioni e sembra che i partiti si siano decisi a trovare una soluzione. I diversi incontri sembra abbiano portato verso un orientamento di sistema politico alla tedesca.
Se l’accordo sarà siglato dai partiti l’orientamento per andare a votare sarà per il 10 settembre di quest’anno. I partiti maggiori italiani sono per il sistema alla tedesca perché sembra quello più convincente e non molto lontano da quello nostro utilizzato finora.
Il 5% utilizzato nel sistema tedesco convince tutti tranne i piccoli partiti al di sotto di questa soglia e purtroppo non sono pochi. Come e in che modo dovremmo votare?
Avremo due schede.
La prima per i collegi uninominali, la seconda per il proporzionale.
Come funziona? Il Governo si formerà in Parlamento. Con questo sistema le differenze sono due:
– il sistema dei partiti e il meccanismo della fiducia costruttiva. In Germania il leader che ha vinto le elezioni è diventato sempre capo del Governo. I poli politici tedeschi sono per lo più due, la CDU/CSU (sostanzialmente la Dc tedesca) e la SPD (il partito socialista tedesco).
In Italia il sistema politico è diviso in tre poli e con il proporzionale per formare il governo sarà inevitabile una alleanza tra i partiti che sono stati avversari alle elezioni e in base ai loro pesi attuali le soluzioni fanno pensare ad un governo di larghe intese con Pd-Fi-centristi oppure M5S-Lega-Fratelli d’Italia.
In Germania si può far cadere un governo solo se esiste già una maggioranza a sostegno di un nuovo esecutivo.
In Italia questo meccanismo non esiste e per introdurlo servirebbe una riforma alla costituzione.
Il sistema proporzionale equivale a, tanti voti-tanti seggi. Questo non significa che chiunque si presenti alle elezioni riesca ad entrare in Parlamento. In Germania c’è lo sbarramento del 5% e chi non arriva a questa soglia non otterrà nessun seggio e i posti non attribuiti vengono redistribuiti tra coloro che hanno superato tale soglia. In Italia i piccoli partiti rischiano di perdere tutti i loro voti e quindi non entrare in Parlamento.
Con questo sistema i cittadini scelgono in parte il proprio parlamentare. Metà dei parlamentari sono eletti in collegi uninominali dove ogni partito presenta un candidato in ogni collegio e se si vota il partito si vota automaticamente il candidato e viceversa e chi prende più voti viene eletto. L’altra metà del parlamentari è eletta in liste bloccate. Si può votare solo il partito e i candidati entreranno in Parlamento nell’ordine in cui sono elencati fino a coprire il numero dei seggi spettanti a quel partito. La scheda è divisa in due parti ,una per i collegi uninominali con il nome del candidato e a fianco i simboli dei partiti che lo sostengono e una per il proporzionale(con i simboli dei singoli partiti e l’elenco dei candidati bloccati), e l’elettore deve esprimere un voto per ogni parte.

                                                                                                                                                                                                       Ndr
Immagine dal sito video.corriere.it