Contro il terrorismo nuovi modelli di sicurezza, intelligence e controllo del territorio

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Contro il terrorismo nuovi modelli di sicurezza, intelligence e controllo del territorio

Il ministro Minniti, intervenuto al congresso nazionale del sindacato di Polizia Coisp, propone modelli più organici per la sicurezza del Paese

La minaccia terroristica «è una minaccia multiforme e a prevedibilità zero», ha osservato il ministro dell’Interno Marco Minniti intervenendo al VII congresso nazionale del sindacato di Polizia Coisp, e «la sfida che abbiamo di fronte è durissima». Ma lo sforzo compiuto per garantire tale livello straordinario di sicurezza nel nostro Paese è stato elogiato dal ministro. «Gli uomini e le donne delle forze di polizia – ha detto – non hanno badato ai turni, ai soldi degli straordinari o alla disponibilità dei migliori mezzi possibili, ma ci hanno messo sempre il cuore e la passione che li ha portati a scegliere questo mestiere».

Il ministro dell’Interno è anche convinto che sia possibile procedere a ulteriori miglioramenti della normativa che regola il nostro dispositivo di sicurezza. «È arrivato il momento – ha dichiarato – di pensare a una nuova 121 che aiuti a costruire un nuovo modello di sicurezza, più organico». Dopo i fatti di Berlino, ha ricordato, sono state seguite le indicazioni dei sindaci nel varare «una serie di poderose misure capaci di garantire assieme il massimo di sicurezza e la vivibilità dei centri urbani». E proprio su questa strada intende proseguire il ministro dell’Interno: con attività di intelligence e controllo del territorio, attraverso un «rapporto più forte» tra polizie nazionali e locali.

Commentando la strage di Manchester, Minniti ha detto che «è raggelante». «È una strage di teenager, di bambini, di quanto c’è di più prezioso nella nostra società. Noi non possiamo consentire a nessuno di rubare il futuro delle nostre società».
L’attentato, inoltre, sembrerebbe avere caratteristiche particolari rispetto agli ultimi attacchi di Berlino, Londra, Stoccolma e Parigi prima delle elezioni che sono stati «frutto dell’attività di un singolo e il tempo tra l’ideazione e l’esecuzione dell’attacco è stato brevissimo». «Manchester è un’altra cosa, – ha affermato – ci ripropone un altro tipo di sfida: è un’azione più organizzata, non sappiamo se ha agito un singolo o un gruppo, ma si è usato esplosivo e questo presuppone una preparazione più complessa». Per la prima volta, inoltre, «viene fuori un link diretto con la Libia». Tuttavia, ha riferito Minniti, non sembrerebbe un cambiamento di strategia, ma risposte diverse allo stesso invito che fece il portavoce dell’Isis Al Adnani nel 2014, quando chiese di colpire in tutti i modi, con qualunque mezzo a disposizione.

dal sito www.interno.gov.it