Terrore a Londra: doppio attacco, 7 morti e 48 feriti

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Terrore a Londra: doppio attacco, 7 morti e 48 feriti

Nella notte di sabato ancora sangue nella capitale inglese. Uccisi i tre terroristi che hanno investito e accoltellato diversi passanti. Il sindaco londinese Khan: “I terroristi odiano la democrazia”. Dodici arresti

LONDRA. Terrore nel centro di Londra nel nome di Allah e sangue sulle elezioni in Gran Bretagna, a soli 4 giorni dal voto dell’8 giugno. Un duplice attacco è stato condotto nella notte di sabato 3 giugno nel cuore della capitale del Regno: dapprima su London Bridge, ponte simbolo della città, dove un pulmino ha investito diversi pedoni e ne sono poi usciti tre aggressori che hanno accoltellato altri passanti; quindi nella zona di Borough Market, dove lo stesso commando ha continuato la sua azione di morte prima di cadere sotto i colpi della polizia.

Il bilancio della strage. Mark Rowley, numero uno dell’antiterrorismo di Scotland Yard, ha precisato il numero delle vittime: “7 morti” mentre i feriti sono 48. Tra di loro 21 sono in condizioni critiche. “I terroristi – ha detto il sindaco di Londra Sadiq Khan – hanno in odio la nostra democrazia. Giovedì dobbiamo andare a votare per difendere la civiltà, i diritti umani e la democrazia”. Intanto il partito conservatore ha confermato di aver sospeso la campagna elettorale. In un comunicato, ha reso noto che “oggi non ci sarà campagna nazionale. Rivedremo la situazione nel corso della giornata e quando emergeranno ulteriori dettagli sull’attacco” terroristico.

Uccisi gli attentatori. Morti anche i tre terroristi. Non risultano altri assalitori e sospetti in fuga. Ma le indagini proseguono senza escludere eventuali fiancheggiatori esterni. Il movente del terrorismo, evocato inizialmente come “potenziale” dalla premier Theresa May, è stato confermato quasi subito dagli investigatori. Un uomo sposato, con figli, dai tratti mediorientali e i modi gentili. E’ questo il primo identikit di uno dei tre terroristi che hanno seminato morte e panico a Londra.

Dodici arresti. L’appartamento di uno dei jihadisti uccisi, nel quartiere periferico di Barking, è stato perquisito dalla Met Police. Dodici finora le persone arrestate in relazione all’attacco nel quale sono rimaste uccise, oltre agli aggressori, e ferite 48. Tra loro, anche quattro poliziotti tra i quali uno, che non era in servizio in quel momento ma si è subito attivato per proteggere la popolazione dagli attentatori, è stato gravemente ferito da coltellate ma non è in pericolo di vita.

La dinamica dell’attacco. La sequenza si è consumata in pochi minuti (ne sono passati 8 fra la prima telefonata di allarme e la sparatoria finale), a neppure due settimane di distanza dell’atroce attentato suicida commesso alla Manchester Arena il 22 maggio: dove Salman Abedi, giovane britannico figlio di ex rifugiati politici libici anti-Gheddafi, si era fatto esplodere fra la folla che usciva dal concerto di Ariana Grande – fra cui molti giovanissimi – causando 22 morti e circa 120 feriti.

Le testimonianze. A London Bridge numerosi testimoni hanno visto il van, un veicolo bianco noleggiato dalla Hertz, piombare ad alta velocità, attorno agli 80 chilometri all’ora, su un marciapiede e falciare una mezza dozzina di persone. Finchè dal mezzo “sono saltati fuori tre ossessi, tutti uomini e armati con coltelli dalle lunghe lame” (30 centimetri, stando ad alcuni racconti), e si sono scagliati a tirare fendenti gridando: “Questo é per Allah”. Il panico è dilagato e l’intervento della polizia, seppure rapido, si è svolto in un clima di enorme concitazione.
“Run, hide and tell” (Scappate, nascondetevi e riferite), ha twittato a un certo punto Scotland Yard rivolgendosi a chi si trovava nell’epicentro del caos. Mentre la sensazione riferita dalla Bbc è che l’intelligence fosse stata colta di nuovo di sorpresa. Il terzetto intanto riusciva a proseguire fino alla zona dei bar e dei ristoranti di Borough Market, dove vi sono stati altri accoltellamenti, l’attacco a un poliziotto e lo scontro a fuoco finale: suggellato dallo scatto d’un giovane fotografo italiano, Gabriele Sciotto, con l’immagine di due dei terroristi distesi sull’asfalto ormai senza vita, uno dei quali con indosso una simil-cintura esplosiva.
Le reazione dei leader politici. “Quando è troppo è troppo, le cose devono cambiare”, ha dichiarato la media britannica premier britannica Theresa May annunciando battaglia “all’estremismo islamico” e la revisione della strategia anti-terrorismo. Con un post pubblicato sul suo profilo Facebook, Boris Johnson ha ammonito “coloro che simpatizzano, o incoraggiano, o nascondono, o aiutano o favoreggiano questi assassini, in qualsiasi modo”. A loro “noi diciamo quando è troppo è troppo. Il vostro tempo è scaduto. I pozzi della tolleranza si stanno svuotando”, ha incalzato il ministro degli Esteri. Tra le voci di condanna del terrorismo spicca quella d’oltremanica di Donald Trump che su Twitter fa polemica con il sindaco di Londra Sadiq Khan, reo secondo lui di sottovalutare il pericolo.
Intanto mentre la zona del London Bridge rimane chiusa al traffico e i londinesi cominciano a lasciare fiori per le vittime sul cancello d’ingresso della metropolitana, si apprende che fra le prime unità ad arrivare sul luogo dell’attacco c’era la “Blue Thunder”, la squadra speciale anti-terrorismo dei Sas, le teste di cuoio dell’esercito britannico. I militari sono atterrati in elicottero direttamente sul ponte della capitale e si sono lanciati alla caccia dei terroristi.

dal sito iltirreno.gelocal.it