L’identificazione delle competenze come strumento di integrazione dei cittadini migranti

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L’identificazione delle competenze come strumento di integrazione dei cittadini migranti

A Bruxelles un beneficiario del progetto Inside racconta alla Commissione Europea la sua esperienza
Dal Camerun a Cremona, da Cremona a Bruxelles. La storia di integrazione socio-lavorativa di Juvet Mbah – vent’anni, camerunense, beneficiario di protezione internazionale – è stata protagonista di un evento curato dalla Commissione Europea e dedicato all’identificazione delle competenze dei cittadini con background migratorio come strumento di inclusione.

Juvet Mbah riceve in Italia la protezione internazionale. È accolto nello Sprar (il Sistema italiano di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) a Cremona, dove un progetto personalizzato di inclusione socio-lavorativa emerge grazie al lavoro dello staff e dello stesso Juvet. Una storia di concreta bidirezionalità del processo di integrazione, al cui centro si colloca l’impegno reciproco: da una parte un’azione multidisciplinare (socio-psico-educativa e di politica attiva del lavoro), dall’altra l’investimento attivo e quotidiano del beneficiario nel percorso di inclusione. Juvet Mbah ha fatto diverse esperienze di volontariato e di tirocinio in Italia, tutte nell’ambito socio-sanitario, lavorando con persone anziane, disabili e pazienti terminali.

Juvet ha inoltre partecipato al progetto Inside (finanziato e realizzato dalla Direzione Generale Immigrazione e Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con il ministero dell’Interno e presente nella banca dati della Commissione Europea dedicata alle promising practices sull’integrazione dei migranti), che ha consentito a 683 beneficiari di protezione internazionale, accolti nella rete SPRAR su tutto il territorio nazionale, di accedere a un tirocinio e a un set strutturato e personalizzato di misure di politica attiva del lavoro – ad esempio orientamento, counselling, profilazione delle competenze.

Proprio al tema delle competenze è stato dedicato l’evento di lancio dell’EU Skills profile tool for third-country nationals, che si è aperto il 20 giugno con l’intervento di Juvet, invitato dalla Commissione Europea a offrire una testimonianza. Ripercorrendo la sua storia, Juvet ha dimostrato quanto sia importante, rispetto all’integrazione, identificare in maniera efficace le competenze dei rifugiati: conoscenze, esperienze, abilità presenti nel background della persona che, se correttamente profilate, possono giocare un ruolo cruciale per l’inserimento socio-lavorativo, vero e proprio asse del percorso di inclusione nella società di arrivo.

Nel corso dell’evento è stato presentato l’EU Skills profile tool, uno strumento di profilazione delle competenze dei cittadini con background migratorio che consente di conoscere e valutare la persona nel suo complesso. Lo strumento può essere usato su computer e dispositivi mobili (anche off line) e consente di operare in due lingue contemporaneamente, così che l’operatore e il migrante possano comunicare in maniera efficace. Tra le lingue disponibili, quelle principali degli Stati membri e dei Paesi di origine (es. arabo, farsi, afghano, curdo, tigrigno).
Lo strumento può essere usato da istituzioni ed enti per profilare in maniera precoce le competenze e gli obiettivi e identificare, in maniera personalizzata, percorsi di formazione o istruzione che migliorino l’occupabilità e favoriscano il processo di integrazione.

Nel marzo del 2017, su richiesta della Commissione Europea, in Italia il prototipo dell’EU Skills profile tool è stato testato – in collaborazione con il ministero dell’Interno e Anpal Servizi – con un gruppo di beneficiari di protezione internazionale nell’ambito delle attività del progetto Inside.

dal sito www.interno.gov.it