SINDACI FLOP

Elaborazione Immagine di Carla Morselli
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Una volta i sindaci e le giunte comunali si succedevano come pupazzi rotanti da colpire nei luna park, poi con la legge 81 del 1993 sulla elezione diretta del sindaco appunto, ci siamo trovati di fronte a monoliti irremovibili se non per talune motivazioni, prevalentemente giudiziarie o partitiche.
Nel 1993, sulla spinta delle inchieste di mani pulite e connesso scossone negli Enti Locali, l’allora Presidente del Consiglio Amato fa coniare un non meglio raffazzonato provvedimento, la legge 81 di cui oggi paghiamo pesanti conseguenze a circa 25 anni di distanza.
Devo tuttavia aggiungere che, dopo 10 mesi Presidente del Consiglio fu nominato Ciampi e un insigne giurista Sabino Cassese Ministro della Funzione Pubblica che non fece nulla per modificare in meglio il testo, evidentemente la poltrona era più importante …
L’esperto giurista poteva pur mettere in rilievo il pasticcetto fatale : il fatto che la legge 81 decretò l’irrilevanza del consiglio comunale (limitandone i poteri), inibendo così la democrazia del necessario dibattito per favorire la supremazia del sindaco, con disastri annessi e connessi.
Tralascerò l’analisi sulle regioni, vere e proprie voragini di sperpero e di malaffare senza futuro.
A parte il necessario lato ironico, penso alle prodezze di Rutelli e Veltroni ( l’inutile rifacimento dell’Ara Pacis, la creazione di disastrose società partecipate comunali. A Veltroni dobbiamo la chiusura di cinema, teatri, aziende e realtà produttive per conferire i servizi a cooperative, Buzzi docet..).
Poi siamo passati a Marino, congedato tramite notaio dal suo stesso partito e oggi finalmente un sindaco donna che sta trascorrendo a Roma un periodo di vacanza ordinatole da Beppe Grillo, suo medico personale, con qualche convocazione dalla Procura, mentre Roma muore . . .
Inciso: l’unica caratteristica comune di questi sindaci è un generoso proliferare di delibere con incarichi ben remunerati per organizzare inutili segreterie faraoniche e carriere da favola.
La segreteria della Raggi (come quelle precedenti) si compone di decine di addetti e decine di collaboratori pagati dal comune, ne più ne meno come la scorta affollata di Napolitano pagata dallo Stato , sempre e comunque a carico di noi contribuenti.
Capite ora, cari Lettori, quanto sia necessario ristabilire la regola democratica del confronto e della moralità.
Altra contraddizione, ancora presente, riguarda il decentramento e le funzioni dei municipi (ex circoscrizioni): la convivenza di più procedure nella elezioni dei presidenti municipali che creano confusioni inimmaginabili!
Per non parlare della organizzazione del personale (polizia urbana compresa), tutti agli ordini del sindaco e di un suo “gradito” incaricato (vedi il caso Marra a Roma).
Non è diversa la situazione negli altri comuni d’Italia.
Oggi stiamo pagando caro il prezzo di queste piccole dimenticanze.
Si è passati, come spesso accade nel Bel Paese, da un estremo all’altro, senza pensare alle conseguenze;
i non avveduti legislatori, sensibili alle emotività del momento, hanno creato situazioni rincresciose.
Esempi ? Roma per tutti !
L’iniziale enfasi per la ritrovata stabilità è stata ed è continuamente smentita dalle pesanti responsabilità attribuite e dalla sovente incapacità di figure , eletti democraticamente , ma inadeguati sotto molti aspetti.
Il celebrato, dunque, esercizio di democrazia viene così vanificato aprendo la porta a commissariamenti o peggio rimpastini intestini di giunte in avanzata decomposizione.
Non che a livello nazionale c’è di meglio , anzi. . .di leader nemmeno l’ombra .
Questa crisi d’identità territoriale- culturale delle attuali forze politiche fa si che ci siano sparute personalità di spicco e di conseguenza una inconsistente classe dirigente.
Al massimo potremmo avere Renzi nei panni di Napoleone perdente sul cavallo bianco, oppure nei panni di Alberto Sordi nello “Sceicco bianco”.
Però al posto di Fazio in Rai lo vedrei proprio bene , risparmieremmo e almeno ci divertiremmo…
I contraltari di Renzi? Prodi, Bersani, D’Alema: giovani promesse crescono.
Siamo passati dall’epoca dei “portatori di zainetto da rottamazione” ai rottamati resuscitati , autentici
inconcludenti in macchina blu. Povera Patria, cantava Battiato.
E non vedo in giro significative figure di sindaci, forse perché i miei modelli sono La Pira a Firenze,
Petroselli a Roma, Bucalossi e Aniasi a Milano ed altri galantuomini.
Questo “andazzo” potrebbe essere affrontato già in sede di Riforma elettorale, ripristinando l’equilibrio
democratico tra assemblea e sindaco e limitando il trasferimento di poteri dallo Stato al territorio per
evitare spettacoli danteschi come per i migranti, la sicurezza e le tasse.
La vedo difficile per la precarietà degli attuali Governi, non riesco a immaginare Gentiloni mettersi
di traverso agli attuali accordi territoriali.

di Francesco Petrucci