GIANNI MOLARO – ALTAROMA
di Elisa Josefina Fattori

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Gianni Molaro, il profeta dell’Art Couture nel “Giardino Incantato” di AltaRoma
Nel 1990 Gianni Molaro, poco più che ventenne, apre il suo primo atelier a San Giuseppe Vesuviano e Elisa Josefina Fattori - Molaro Atelier - Molaro Atelier - Elisa Josefina Fattori - image001nel1999 inizia la sua avventura nell’Haute Couture Capitolina dopo essere stato scelto da Santo Versace – allora Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana – come giovane stilista da introdurre nel calendario dell’Alta Moda romana. A giugno 2012 ha inaugurato l’atelier di Piazza di Spagna coprendone la scalinata con 3000 metri di tulle bianco. Domani, venerdì 7 luglio 2017 presso l’Atelier di via del Babuino, presenterà la collezione Autunno/Inverno 17/18 “Il Giardino Incantato” per la nuova edizione di AltaRoma che si terrà in città fino al 9 luglio.

Lei è considerato dalla stampa specializzata lo stilista più creativo per gli abiti da sposa. Come si può essere ancora innovativi nel campo della Moda Sposa?
“Amo sperimentare, creare nuove forme e nuovi volumi. Quando creo abiti per l’Alta Moda ho maggiore libertà perché purtroppo la Moda Sposa recepisce con molta lentezza i cambiamenti. La differenza si nota solo nel tempo: quando già negli anni novanta confezionavo abiti da sposa con trasparenze ad “effetti tattoo” ero l’unico a realizzarli, oggi li fanno tutti. Sono stato il primo a portare in passerella gli abiti da sposa double, bianco per la cerimonia in chiesa e con interni dipinti a mano per il ricevimento o la torta nuziale; il mio piacere era quello di stupire e quindi, agli inizi degli anni duemila, proponevo sempre alle mie spose abiti trasformabili. Oggi li fanno tutti.”

Per AltaRoma presenterà la collezione Autunno/Inverno 17/18 “Il Giardino Incantato”. Particolarità e punti cardine di queste nuova collezione?
“Presenterò una Capsule – una collezione composta da pochi elementi – molto artistica dalla quale si può sviluppare un’intera collezione. Essa ha il sapore della natura, dell’ecologia e del rispetto per l’ambiente.”

Perché l’ha intitolata “Il Giardino Incantato”?
“Perché i miei abiti saranno posizionati come piante all’interno di un giardino onirico sbocciato in una notte nel mio atelier. Sarà un set fantastico”

Nel 2008 è stato inviato ad inaugurare la Biennale di Arte e Moda dell’Università di Jinan in Cina, dove le sue creazioni sono state esposte all’Art Museum di Jinan. Cosa può insegnare la Moda italiana alla Cina?
“La Moda Italiana può insegnare alla Cina il gusto occidentale. Abbiamo una storia millenaria d’Arte in continua evoluzione. In Italia si sono formati i più bravi artigiani del mondo perché siamo, oltre che capaci, anche moto riflessivi. La Cina, nel suo genere artistico, ha anch’essa una storia molto raffinata: pensiamo alle raffinate porcellane cinesi. Il problema è che secoli di repressione politico-sociale hanno bloccato lo sviluppo artistico di molte generazioni. Quest’improvvisa esplosione economica ha creato – a mio parere – non pochi danni, ma diamogli tempo e saranno capaci di offrire al mondo la loro meravigliosa cultura. Solo il confronto di varie culture può migliorare la nostra società.”

In Italia ci si sposa sempre di meno e – per chi ancora lo fa – sembra che questo giorno abbia un sapore particolare, quasi da “evento glamour”. Qual è la sua opinione, in base alla sua esperienza e alla sua clientela?
“Sì, i matrimoni sono calati. Credo che ciò sia avvenuto solo a causa di questa forte crisi economica che speriamo sia superata. C’è una gran voglia di matrimonio in ogni coppia: addirittura anche le ragazze che hanno contratto un primo matrimonio hanno voglia di risposarsi ed indossare un nuovo abito. Inoltre i matrimoni iniziano a diventare sempre più sontuosi, sono veramente poche le ragazze che amano un matrimonio semplice. Penso che ciò avvenga perché ciò che è considerato un “sogno” non può avere nessun limite.”

La richiesta più particolare che ha realizzato per un abito da sposa?
“Le ricordo che sono considerato lo stilista del “velo più lungo del mondo”: infatti nel 1993 realizzai per una sposa un velo di 326,70 metri e l’anno successivo ne realizzai uno di 13 metri di diametro solo per presentarlo alla stampa, ma non tardò la richiesta di una sposa che lo volle per il suo matrimonio e – tra l’intera città di Caserta che accorse per vederla e le polemiche – la sposina arrivò all’altare con il mio mega-abito. Nel 1997 realizzai l’abito da sposa più prezioso del mondo tempestato con 7000 diamanti.”

Il suo consiglio alle spose per essere eleganti e “a proprio agio” nel giorno più bello.
“L’eleganza è molto individuale. Si è eleganti nella persona. Per essere a proprio agio bisogna indossare l’abito dei propri sogni senza mai lasciarsi influenzare dagli altri. Chic, kitsch, esagerato, colorato o minimal bisogna indossare un abito che rispecchi la propria personalità. La vita è una, l’abito deve essere il proprio divertimento e piacere. Al contrario, se ci si sforza di piacere agli altri si vive la vita altrui e non la propria… e tutto ciò mi dà tristezza. Infatti, ogni qualvolta creo un abito per una mia sposa, la prima cosa che faccio è ascoltarla, capire la sua personalità, avvicinarmi ai suoi sogni e poi do libero sfogo alla mia fantasia.”

di Elisa Josefina Fattori