ALTAROMA – FILIPPO LATERZA
di Elisa Josefina Fattori

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“Il colore soprattutto, forse ancor più del disegno è una liberazione”: “Fauve Couture”, la nuova Collezione di Filippo Laterza ad AltaRoma
Per la sua Collezione “Fauve Couture”, presentata ad AltaRoma venerdì 7 luglio nella Galleria Mucciaccia, Filippo Laterza ha preso spunto dall’opera di Henri Matisse, promotore del movimento fauvista. Cardine della Collezione sono i contrasti cromatici scoperti dal giovane couturier in giro per il mondo: rosso scarlatto e rosso vermiglio, rosa cipria e shocking Schiaparelli, verde the e menta, giallo lime e blu Kline, glicine e mauve su tessuti preziosi come triple organze, gazar, duchesse, raso e mikado di seta pura.

Il suo motto è “la Moda non è Arte finché non comunica un messaggio, un’idea, un’emozione”. Qual è il messaggio, l’idea e l’emozione che la sua Moda vuole comunicare?
“La Moda è l’unico vero strumento per esprimere quello che penso, e il filo conduttore di ogni messaggio è l’accettazione di sé stessi. In quanti continuano a voler modificare il proprio aspetto fisico (o carattere) senza capire che l’insieme di ogni imperfezione crea l’armonia che ci rende unici? Ho cercato di trasmettere questo messaggio attraverso i colori e i contrasti raccolti in giro per il mondo, che mi hanno fatto capire la bellezza dell’essere differenti ed unici.”

Lei è giovanissimo, ha 22 anni, ma ha già lavorato per Stefano Cavalleri. Qual è stato il suo percorso formativo e professionale?
“Provengo da una famiglia di sarti, mia nonna creava abiti da sposa e i miei genitori hanno un pantalonificio da uomo, luogo dove sono cresciuto. La mia mia istruzione è “mista” come le mie creazioni: dai 6 ai 13 anni ho seguito un percorso di studi artistici e poi ho continuato a studiare nel settore Moda, sempre nella mia terra d’origine, la Puglia. Sicuramente la migliore “scuola di vita” è affiancare nel lavoro un grande Maestro come Stefano Cavalleri, che mi sprona ogni giorno a dare di più.”

La nuova Collezione “Fauve Couture” presentata ad AltaRoma si ispira all’arte di Matisse. Oltre ai colori accesi e brillanti quali sono le particolarità?
“Questa Collezione, metafora dell’esplosione di colore dei miei stati d’animo, ha un focus particolare sui tessuti. Infatti c’è uno studio accurato non solo del colore – materia prima degli artisti – ma anche della materia prima dei couturier: i tessuti, pregiati come le triple organze di seta e i doupion, e nuovi come i jacquard uniti ad antichi tessuti ritrovati a Shanghai e New Delhi. Una ricerca di materiali antichi e moderni che mi ha permesso di ridefinire, con le tecniche sartoriali tipiche del Made In Italy, nuove silhouette che accolgono tutti i tipi di femminilità.”

Il Made in Italy ha ancora valore per le nuove generazioni?
“Il Made In Italy è ancora molto sentito, più all’estero che in Italia, ed è sinonimo non soltanto d’impeccabile eccellenza qualitativa ma anche di design originale: il gusto italiano è unico perché abbraccia più etnie. Spetta a noi giovani portare avanti questa grande risorsa.”

Da giovane talento qual è, cosa le sembra mancare al Fashion System italiano?
“Innanzitutto ringrazio per questa sua definizione, io mi affaccio da poco al Fashion System tuttavia noto con piacere che non è semplice delimitare la Moda ad un’area geografica. Ormai il Fashion System, forse più di altri settori, è diventato cosmopolita e questa è sicuramente una delle caratteristiche che apprezzo di più, ma lo sfrenato consumismo sta portando ad una Moda sempre più rapida e disattenta alla qualità dei capi, qualità neanche le più grandi Griffe stanno sostenendo. Quindi spetta a noi italiani educare l’acquirente finale all’attenzione per i dettagli e per la sartorialità – e non soltanto al prezzo o al “colpo d’occhio” – difendendo il Made in Italy creato dalle icone del passato.”

L’insegnamento più importante per fare Moda: qual è? Da chi l’ha imparato?
“Per fare Moda ci vuole talento, passione e fatica: questa è la frase di Stefano Cavalleri che mi ha portato a vincere il suo concorso e ad arrivare al Pitti a soli 18 anni, perciò il mio consiglio è di pensare meno agli aspetti frivoli della Moda e concretizzare il nostro passaggio sulla terra lavorando con tanta passione anche se costa fatica… poi il talento è la chiave di tutto!”

Secondo lei cosa non dovrebbe mai mancare nel guardaroba di una donna?
“Una donna non può mai uscire di casa senza la consapevolezza della sua bellezza. I vestiti, come gli accessori, servono solo a ricordarle questa caratteristica.”

di Elisa Josefina Fattori