Spagna

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Spagna

Il referendum per l’indipendenza della Catalogna dalla Spagna ha portato a disordini ed arresti.
Lo scontro politico e giudiziario è più che mai acceso in Spagna : tra le autorità politiche spagnole e la stessa regione della Catalogna . Ad una decina di giorni dal Referendum sull’indipedenza si sono verificati tafferugli, arresti politici.
Per la prima volta la guardia civile è entrata in nove sedi della Generalitat catalana eseguendo 22 perquisizioni arrestando 14 persone tra le quali personaggi politici vicino al braccio destro del Vice Presidente e leader dell’Esquerra Repubblicana de Catalunya, OriolJunquera ed altri componenti della squadra organizzatrice della consultazione.
Il referendum è appoggiato da 700 sindaci catalani su 948. Il Presidente catalano Puigdemon ha firmato il decreto del referendum mentre su richiesta del governo spagnolo la Corte Costituzionale spagnola ha sospeso l’efficacia del decreto.
Madrid comunque vada non riterrà valido il risultato.
Barcellona ha denunciato il blitz. Un incidente che per i catalani rappresenta una sospensione di fatto dell’autonomia della regione catalana.
Tale operazione potrebbe essere d’ impedimento per lo svolgimento del referendum stesso.
I catalani ritengono questo episodio un atto illegale e d’intrusione da parte della Corte Costituzionale e per loro la prova di tutto ciò è stata il sequestro delle schede e volantini elettorali da parte delle forze dell’ordine.
Questa situazione ha portato il Presidente della Catalogna ha riunire di urgenza il suo governo accusando fortemente Madrid di avere di fatto imposto uno stato di emergenza e aver soprattutto sospeso l’autogoverno della Regione catalana anche per mezzo delle finanze di Barcellona.
L’uomo rappresentativo del movimento indipendentista Orioles ha denunciato Madrid per aver attaccato le istituzioni spagnole. Il sindaco di Barcellona Ada Colan ha definito questa situazione uno scandalo democratico per aver perquisito le istituzioni e arrestati cariche pubbliche per motivi politici. Il Sindaco ha inoltre esortato la città di Barcellona a difendere le istituzioni catalane.
Intanto in diversi punti della città sono avvenute molteplici manifestazioni al gridoì”voteremo”.
A Madrid i deputati dei partiti nazionalisti hanno abbandonato per protesta i lavori del congresso.
Il premier Mariano Rojoy ha affermato invece che il suo governo tutela tutti i diritti dei cittadini spagnoli e che i giudici si sono espressi contro il referendum e come forma democratica si ha l’obbligo di fare rispettare le sentenze.

 di FP

Immagine dal sito www.corriere.it