REPORTAGE DAL CANADA: LE GIORNATE DI OTTAWA E MONTREAL

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L’AQUILA – Un magnifico pomeriggio di sole m’accoglie, dopo tre settimane all’estero, quando arrivo all’Aquila. Un’emozione profonda la vista della splendente facciata della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, indorata dal tramonto. Abbiamo, noi aquilani, un rapporto intenso con questo luogo della nostra città, dove risiede tanta parte della memoria collettiva e della spiritualità che da secoli connota la vita della nostra comunità. Bastano solo cinque minuti di silenzio e contemplazione, davanti a tanta meraviglia di bellezza, per rientrare nella trama e nell’ordito della nostra storia quotidiana. Poi, però, occorre qualche giorno per riordinare sensazioni, emozioni e memoria per poter raccontare le giornate in Canada. Erano 15 anni che non tornavo ad Ottawa. La prima volta fu nel dicembre 2001 quando accompagnai il Coro della Portella in tournée. Ci torno ora, 16 ottobre, con un volo da New York che atterra in perfetto orario a Montreal. Motivo della missione il Forum sulle Culture del Mediterraneo, organizzato dal prof. Franco Ricci, docente dell’Università di Ottawa. All’aeroporto Trudeau mi aspettano Nello Scipioni e Franco Ricci. Una lunga e forte amicizia ci lega. Il cielo di Montreal è plumbeo, pioviggina e l’aria è quasi gelida. Mentre prendiamo l’autostrada per Ottawa mi fa quasi impressione questo sterminato cielo scuro, che incombe su una sconfinata distesa di boschi, tutta piana, senza alcun rilievo o collina. Conosco la geografia di questo straordinario Paese, grande 30 volte l’Italia, dove ogni dimensione – pianure, fiumi, laghi – è moltiplicata a potenza. E tuttavia la ridotta scala delle grandezze del nostro Abruzzo ci è così cara da accompagnarci ovunque, e gli orizzonti privi di sagome di monti, che contornino una dimensione descrivibile dall’aurora al tramonto, ci impressionano.

Il viaggio scorre sereno, due ore e siamo a Ottawa. Eccola la capitale del Canada, di molto cresciuta negli ultimi anni fino al milione d’abitanti. Martedì 17 ottobre. Ci aspetta Luciano Bentenuto. Figlio di emigrati abruzzesi, Luciano è nato e vissuto a Montreal, ma da tre anni risiede a Ottawa, da quando è diventato direttore generale dei Servizi di sicurezza di tutte le Corti federali della Magistratura canadese. L’ho conosciuto due anni fa a Pescara, siamo diventati amici. Ci raccontiamo le cose dell’Abruzzo e del suo lavoro, che lo vede al vertice dell’amministrazione al Ministero della Giustizia. Nel pomeriggio ci riceve l’Ambasciatore d’Italia Claudio Taffuri. Una visita di cortesia, molto cordiale, nella quale all’Ambasciatore parlo del motivo della missione e dell’attività che svolgo verso le comunità italiane nel mondo, anche attraverso la stampa. Appena dopo faccio un giro in città, per goderne i magnifici scorci e il cuore del centro storico, dove si snodano Chateau Laurier, il Parlamento, la Corte Suprema e gli altri palazzi d’epoca. Affacciano sulla riva del fiume Ottawa, in posizione panoramica. Non manca un salto a Preston Street, la Little Italy della capitale canadese. Mercoledì 18. Nel primo pomeriggio mi reco presso la redazione del settimanale L’Ora di Ottawa, network con cui collaboro, di cui è editore l’abruzzese Angelo Filoso e direttore Antonio Giannetti, figure di spicco nella comunità italiana. Rilascio un’intervista per la loro Radio. A sera c’è un evento a Casa Abruzzo, struttura del Centro Abruzzese Canadese, l’unico sodalizio regionale ad avere la sede di proprietà. Ne è presidente Nello Scipioni, straordinario manager e un tornado d’allegria. La comunità italiana di Ottawa lo ha eletto qualche mese fa Uomo dell’Anno 2017. Il presidente Scipioni ha chiamato a raccolta i dirigenti delle associazioni e gli esponenti della comunità abruzzese. Scipioni porta il saluto all’ospite venuto dall’Aquila, tracciandone la biografia e richiamandone l’impegno profuso verso le comunità abruzzesi nel mondo. Un intervento che mi tocca nel profondo.

Nel mio intervento ringrazio tutta la comunità italiana in Canada per l’onore che rende all’Italia con il lavoro, la creatività, l’ingegno e con testimonianze di vita esemplari. Dell’Italia hanno dato la migliore immagine. Per questo l’Italia sarà loro grata. Per sempre. Ma molto dovrà fare ancora il nostro Paese, perché l’epopea dell’emigrazione italiana entri finalmente nella Storia d’Italia. L’Italia sarà la grande Nazione che merita di essere quando in Patria l’altra Italia degli 80 milioni d’italiani nel mondo sarà conosciuta e riconosciuta. Quando termino l’intervento c’è nell’aria un velo di commozione. Giovedì 19 ottobre. Alle 10 Francesco Di Candia mi intervista per Chin Radio Ottawa, di cui è direttore. Parlo delle meraviglie e delle singolarità dell’Abruzzo, regione ancora poco conosciuta all’estero, eppure uno scrigno di bellezze. Poi parlo dell’Aquila, città d’arte tra le più belle d’Italia, che sta rinascendo dalle lacerazioni del terremoto. Non manco di ringraziare la comunità italiana in Canada per la vicinanza e l’aiuto che ha dato alla città dopo il sisma del 2009. Venerdì 20. Mi concedo una visita all’Accademia delle Giubbe Rosse. Il posto è incantevole, degradante sul fiume le cui acque placide sono intense d’azzurro e le rive boscose con i colori dell’autunno. Trapuntano tonalità dal verde all’ocra, dal ruggine al carminio, dal giallo al rosso. Magnifici i cavalli arabi delle Giubbe Rosse. Alteri, aitanti e lucidi nel loro colore nero. Dovrebbe essere stupefacente vederli in un carosello. Alle 17, presso l’università, si apre il Forum sulle Culture del Mediterraneo. Il prof. Ricci, docente nella Facoltà delle Arti, svolge l’introduzione richiamando il valore del dialogo tra civiltà e culture che affacciano sul Mediterraneo. Cultura e conoscenza sono il presidio essenziale per un mondo di convivenza e di pace. Segnala la mia presenza come Special Guest dell’evento, quindi si apre il convegno con le comunicazioni dei relatori, tutti docenti di atenei canadesi e americani, continuate nella mattinata di sabato 21. Si lavora per tenere una prossima edizione del Forum ad Alessandria d’Egitto. La giornata si vive apprezzando le curiosità del tipico By Wark Market e completando il giro delle amicizie per il saluto di congedo.

Domenica 22 ottobre si parte per Montreal. Alle 10, con Nello Scipioni e Luciano Bentenuto, ci si mette in viaggio. Due ore piacevoli, divertenti. Sono due persone di grande ironia. Arriviamo a mezzogiorno, il mio albergo è vicino al Villaggio olimpico. Diamo uno sguardo agli spettacolari impianti sportivi, realizzati dall’imprenditore italo-canadese Joey Saputo. Intanto arriva Arturo Tridico, direttore ed editore della rivista La Voce, magazine di pregio diffuso in tutto il Canada. Sono collaboratore della testata. Tridico, imprenditore d’origine calabrese, è un punto di riferimento per la comunità italiana. Attraverso l’attività editoriale ne mette in luce le storie d’emigrazione e i brillanti risultati, ma racconta dell’Italia anche le eccellenze e le valenze artistiche e culturali. Nel pomeriggio un bel giro turistico tra le bellezze di Montreal, passando anche al porto sul fiume San Lorenzo. Per quel fiume è passata tanta nostra emigrazione. Della città ammiriamo poi una vista incantevole dalla sommità del colle dove s’erge il Santuario di San Giuseppe, con la maestosa cupola visibile da ogni angolo di Montreal. A sera Giovanna Giordano riunisce il Comites, di cui è presidente, per un saluto e una mia conversazione. A New York, in occasione del Columbus Day, mi aveva anticipato l’iniziativa. Sono presenti all’incontro anche altre realtà associative. Giovanna mi presenta come giornalista e scrittore. Mi invita a parlare del mio ultimo libro e della mia attività. Ma il mio discorso verte sopra tutto sul valore e sul significato della nostra emigrazione. Sul contributo reso alla Patria dai nostri emigrati, facendo conoscere al mondo il valore della gente italiana. Ringrazio il Comites per l’accoglienza e consegno a Giovanna una copia del mio ultimo libro, L’Italia nel cuore, a ricordo dell’incontro. Ma c’è un’appendice inattesa. A Nello Scipioni e Luciano Bentenuto viene conferito dalla presidente Giordano un Attestato di Merito in pergamena per l’opera svolta in rappresentanza della comunità italiana in Canada. Concluso l’evento ammiro il Centro Leonardo da Vinci, un’opera realizzata dalla comunità italiana: migliaia di metri quadrati di sale di riunioni, sale espositive, uffici, palestre, campi di bocce, ristorante e bar, e un magnifico teatro da 550 posti. Una struttura importante per la numerosa comunità italiana di Montreal per attività sociali, sportive e culturali. L’indomani si riparte. Il volo per New York ha un ritardo di un’ora e mezza. Mette a rischio la coincidenza con il mio volo per l’Italia. Ma la missione è sotto la buona stella e, sebbene di corsa, ogni cosa alla fine si tiene. Qualcuno lassù mi vuol bene!

di Goffredo Palmerini