ADDIO CENCELLI…
recensione a cura di EJF

Copertina Libro - Fabrizio Santoro e Michele Ruschioni - Addio Cencelli - Fabrizio Santoro e Michele Ruschioni - 350X200 -

ADDIO CENCELLI… RECENSIONE

“Addio Cencelli, come misurare il Merito in politica” è il titolo del libro di Fabrizio Santori e Michele Ruschioni, pubblicato da Armando Curcio Editore e con la prefazione di Giorgia Meloni.
Il libro propone di avviare un percorso di riqualificazione politica per acquisire una formula che misuri il merito e mandi in pensione il famoso manuale Cencelli, metodo ideato negli anni sessanta dal dirigente democristiano e politico-simbolo della Prima Repubblica a cui deve il nome e che metteva ordine nella “spartizione delle poltrone” tra i partiti. Questo volume amplifica il dibattito sulla meritocrazia in Italia, dato che non si è mai provato a “misurarla”.
“Con questo lavoro proviamo ad aiutare il Merito ad emergere, a non rimanere inabissato tra spot propagandistici e visioni gattopardesche. La formula del Merito in politica che abbiamo ideato vuole alzare l’asticella delle ambizioni perché, finalmente, prova a misurare ciò che fino a ieri nessuno ha misurato, o non ha voluto misurare” spiegano gli autori nell’introduzione. Il testo vuole essere uno strumento per consolidare il rapporto tra i cittadini e il Paese colmando il gap tra le dinamiche istituzionali e la partecipazione territoriale. Viene elaborata una formula matematica per misurare il merito tra i politici – o gli aspiranti tali – che in passato avrebbe evitato molte candidature inopportune.
“Se l’Italia assiste impotente alla fuga dei migliori cervelli all’estero è perché questo è un Paese che non premia il merito. A forza di eleggere persone impreparate e prive di qualunque esperienza abbiamo impoverito la classe dirigente spaventando i migliori, scoraggiandoli ad affacciarsi in politica. I risultati sono un impoverimento generale dell’intero Paese. Se la politica inizia a percorrere la strada del merito il cambiamento sarà fisiologico e inarrestabile. Bisogna solo iniziare, bisogna solo applicare la formula per selezionare i più meritevoli iniettando nell’intera società un piccolo germe che possa generare quella “rivoluzione meritocratica” che tutti auspicano ma che nessuno realmente vuole” spiega Santori. “La formula per misurare il merito, introdotta da me nel libro, rappresenta il nocciolo di tutto lo sforzo fatto e fornisce un elemento concreto da mettere a disposizione della classe politica disponibile ad abbracciare criteri meritocratici nella scelta dei propri candidati al fine di evitare conflitti istituzionali, dilatazione dei tempi, mancanza di assunzioni di responsabilità.”
Nel percorso tracciato da Santorie da Ruschioni, le parole e le argomentazioni della scienza politica incontrano addizioni, parentesi, percentuali e divisioni. Diventaquindi necessario incanalare il giudizio dentro dei parametri oggettivi che, sommati tra loro, possano indicare il reale valore di una persona: il rigore morale, la reputazione, il curriculum, l’affidabilità, la capacità di attrarre consenso e la capacità d’innovazione, l’intelligenza, le idee, la leadership, il carattere, l’empatia, l’impegno, la dedizione e ciò che si è prodotto nella vita politica e non.
Ma la conditio sine qua non è l’onesta. “Se l’onestà di una persona è pari a zero, anche se avesse il massimo dei voti sugli altri parametri otterrebbe sempre zero perché qualunque numero moltiplicato per zero fa zero” sostiene Ruschioni “ma – d’altronde – dire che è un politico è onesto è come dire che indossa le scarpe; al cittadino interessa sapere soprattutto quale strada vuol prendere e che cammino farà in virtù del fatto che ha le scarpe ai piedi. Quindi essere solo onesti non basta. Bisogna essere onesti e capaci.” L’onestà è una “precondizione” per bussare alle porte di un partito ma non può e non deve essere l’unica condizione perché “l’onestà  è un concetto molto in voga di questi tempi, che sta producendo politici e amministratori onesti ma incapaci.”
In appendice quattro interviste a Massimiliano Cencelli, alla giornalista marocchina ed ex deputata SouadSbai, all’ex sottosegretario Guido Crosetto e a Vittorio Sgarbi.
Fabrizio Santori è Consigliere regionale del Lazio dal 2013 e membro dell’Assemblea nazionale di Fratelli d’Italia. Inizia il suo percorso politico all’età di 16 anni nei gruppi giovanili di Alleanza Nazionale. Eletto per due mandati come consigliere del XVI Municipio di Roma, nel 2008 viene eletto consigliere comunale di Roma.
Michele Ruschioni è giornalista professionista ed esperto di comunicazione. Dal 2003 al 2011 ha scritto per il quotidiano “Libero”. Attualmente collabora con il “Messaggero.it”. È coautore insieme a Vittorio Feltri del libro “I Sindaci in Rosso” pubblicato nel 2006.

di EJF