SOMMERSI DA TONNELLATE DI SESSO
di Oscar Bartoli

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Sommersi da tonnellate di sesso, urlato, cantato, stampato, videofotgrafato, strumentalizzato, riscoperto dopo decenni, imposto, dogmatizzato, politicizzato, e via citando.

Il mondo visto con gli occhi di uno in là con gli anni e con i tradizionali e comuni problemi alla rubinetteria diventa motivo di quotidiana confusione.

Le regole, giuste o sbagliate che fossero, sulle quali chi scrive ha condotto i decenni della sua vita erotica sono svanite e il vuoto pneumatico è lontano dall’essere riempito da nuove consuetudini.

E’ scattata una rivoluzione che investe tutto e tutti senza orizzonti precisi.

Il merito va alle donne che hanno accusato dopo decine di anni di molestie e attacchi sessuali il super potente Weinstein mettendo “in crisi” la cultura abitudinaria del ‘divano del produttore’ o del regista, prezzo da pagare per essere prese in considerazione per una particina in un film.

Da Hollywood l’ondata dello sdegno ritardato ha lordato anche il nome di Kevin Spacey additato al pubblico ludibrio come un assatanato molestatore gay.

Ci si è messa di mezzo la politica. Poteva mancare?

Qui negli States si parla e straparla da giorni del giudice Roy Moore candidato al seggio senatoriale per l’Alabama e incalzato da otto donne che lo accusano di avere subito i suoi attacchi sessuali a cominciare dai 14 anni di età delle fanciulle oggetto delle attenzioni di questo satiro.

Roy Moore se ne infischia ed è sicuro di farcela perché i suoi elettori iperconservatori cristiani ritengono che i peccati, se ci sono, debbano essere perdonati, soprattutto quando (secondo loro) questa vicenda puzza di sporco giuoco politico.

Un giuoco che vede in prima fila il senatore Mitch McConnell, leader del gruppo repubblicano oltre ad altri esponenti del GOP che minacciano di innescare una azione di espulsione nel caso in cui Moore dovesse essere eletto.

In questa vicenda colpisce il silenzio del presidente Trump (a sua volta accusato di molestie da quindici donne) che apre la bocca solo per twittare offese contro il senatore democratico Franken, ex comico, accusato da una conduttrice TV di averle messo le mani addosso dieci anni orsono, come del resto dimostra una foto che questo imbecille si fece scattare durante un viaggio in aereo militare.

Proprio quel Trump passato alla storia per la sua definizione di come approcciare le belle donne (“grab them by the pussy” che tradotto in volgare recita: ” agguantale per la figa”).

E detto dall’organizzatore dei concorsi di Miss America, nonché creatore di case da gioco un fondo di verità dovrà pur averlo.

Non poteva mancare lo scandalo Bill Clinton e Monica Lewinsky che riciccia con le bordate a palle incatenate dei media repubblicani. Squallido episodio che ha marchiato un politico che all’America ha dato molto.

Anche se non sono più affari miei mi domando come facciano i giovani in questa confusione a recitare le imperiture parti d’amore. E a distinguere il sentimento dal sesso a go-go.

Il maschio ha dovuto fare sempre la ruota come i pavoni, sfoggiando qualità fisiche, artistiche, culturali, che in qualche modo potessero interessare l’altra parte del mondo che a sua volta si basava sui canoni della seduzione articolata e cucinata secondo momenti storici, aree geografiche, consuetudini. Dalla donna angelicata alla sgualdrina.

Ma, nonostante le sante proteste del mondo femminile, a pagare sono sempre loro, le donne, come dimostrano le cifre in salita del femminicidio.

Perché noi uomini siamo impastati di violenza repressa e istinti animaleschi che con fatica riusciamo a controllare con le sovrastrutture religiose e culturali.

Purtroppo la bestia che é in noi si manifesta spesso, troppo spesso.

Ed a farne le spese sono sempre loro, le donne, che poi in una sana vita di coppia sono quelle che tutto danno e reggono con fatica e dedizione i ruoli di compagna, madre, amante, consigliera, badante…

Articolo pubblicato sul sito Letter from Washington DC

di Oscar Bartoli