I NEO GATTOPARDI

Il Gatto con gli Stivali
                         Il Gatto con gli Stivali

 

“Non è la libertà che manca,
mancano gli uomini liberi”
(Leo Longanesi, 1956)

Anche questa volta assisteremo alla “solita” campagna elettorale.
Benpensanti in pantofole alla riscossa…
Non votavamo dal 2013, per espresso veto dell’allora Presidente Napolitano che ha inseguito le scansioni dei cinque anni piuttosto che cercare una stabile governabilità, regalandoci Monti, Letta e Renzi.
Come sempre accade, solita routine: molte promesse strabilianti da parte non solo dai partiti cosiddetti populisti ma anche da quelli che si dicono antipopulisti e poi si comportano allo stesso modo se non peggio.
Renzi, Gentiloni, Berlusconi e company con questa imperfetta legge elettorale andranno incontro ad una situazione di ingovernabilità nella quale l’astensionismo la farà da padrone con il pacco di voti più consistente.
Per Berlusconi l’importante è arrivare al novembre 2019 con qualsiasi governo, vale a dire la sentenza di Strasburgo che lo riguarda, da lì in poi comincerà il suo anno zero. Gli va bene ancora persino Gentiloni, in attesa di Tajani o di Draghi ( per fine mandato Bce ) come eventuali Presidenti del Consiglio.
La carrellata delle promesse più inverosimili è quanto mai imbarazzante: dal reddito sociale per tutti o le tasse al 15 per cento e tante altre balle … , ennesimo ricorso alla mance elettorali per farsi votare e il Popolo è sempre più sfiduciato!
Eppure di mancie, Gentiloni detto “er moviola” ne ha dispensate: dal rinnovo del contratto degli statali con un aumento di circa ottanta euro che verranno anticipati alla fine di febbraio (alla vigilia del voto del quattro marzo) al recupero di cifre milionarie tramite aggiunte alle compagnie telefoniche per il ripristino del rinnovo a 30 giorni.
Mai come questa volta le scorrettezze istituzionali hanno esondato.
Lo stesso Segretario del Pd Renzi andando all’incontro televisivo dalla Barbara D’Urso, incontro fra “promettenti statisti “ , ha portato gli stessi argomenti di anni prima.
Nessuno parla di povertà diffusa ! Di situazione disperata del Paese.
Presidenti delle Camere come rumorosi candidati e un Presidente del Consiglio dispensatore di miracoli pro elezioni, un grave attentato alla correttezza delle funzioni istituzionali.
Un gruppo, capeggiato dal Presidente del Senato Grasso , costola del Pd e più contenitore di incerti aspiranti che rappresentanza partitica, una sorta di “tv dei ragazzi “ rispetto alla tv stessa.
Ha ragione il Presidente della Repubblica Mattarella che ha preso pubblicamente posizione contro tali comportamenti.
I “neo Gattopardi” predicatori con zainetto (allucinante moda di un becero giovanilismo, pensiamo al decotto Padoan e “al protagonista di sconfitte” Orfini e al cangiante Governatore di Banca d’Italia ad orologeria Fazio), che salgono in cattedra per denunciare chi promette, attaccando tutti i partiti accusandoli di non seguire la via del rigore per poi correre dal leader di turno per farsi candidare in collegi elettorali sicuri.
Del resto cosa ci dobbiamo aspettare da costoro che hanno dimenticato i tempi in cui si cominciava a fare politica nei consigli di quartiere per poi passare al comune,regione e poi in Parlamento: un percorso formativo di conoscenza e approfondimento della pubblica amministrazione. C’era una vera passione e un forte desiderio d’imparare e confrontare.
Tutto questo è stato annientato da una inchiesta totalizzante e ideologicamente mirata come “mani pulite” e dal successivo “berlusconismo”, dove, il merito aziendale doveva sopperire all’esperienza e alla militanza politica.
E poi arrivò Renzi, il “mix ” che non ha fatto la differenza tra vecchia e apparente nuovo modo di far politica.
Della serie “chi li conosce li evita”, ci chiediamo se la candidatura della “fanciulla di ferro” Boschi, confinata a Bolzano, scaturisce dalla presa di coscienza che i suoi concittadini del Casentino non l’avrebbero votata a causa di Banca Etruria.
Quindi il principio della territorialità del candidato è andato a farsi benedire!
E oggi il grande risultato dopo 25 anni: la mediocrità dei nostri amministratori, già improvvisati portaborse privi della cognizione dello Stato.
E di seguito: sindaci impreparati (nel migliore dei casi), presidenti di regione che fanno“gli strateghi del sapone” e chiudono ospedali, uccidono il volontariato e soprattutto aumentano le loro già faraoniche segreterie alimentando le voragine della spesa pubblica a danno delle famiglie.
Ormai i Sindaci per far vedere di fare qualcosa realizzano solo piste ciclabili, usate da una percentuale del 3,6% dei residenti (fonti Anci 2015) con un valore d’opera nazionale di circa 6 miliardi d’euro. ( A proposito di città ,per non parlare sempre della Capitale massacrata, basta andare a Firenze per capire come Renzi e soprattutto l’attuale suo sindaco-clone abbiano sporcato questo gioiello storico con un incredibile inquinamento e una pessima gestione della macchina comunale che elargisce licenze edilizie e fa costruire inutili infrastrutture ). Il tragico è che tali “neo Gattopardi” nominano altrettanti inetti nelle aziende partecipate pubbliche comunali e regionali aggravando così lo spreco pubblico.
Non ci resta che attendere una nuova Legge elettorale e speriamo una nuova classe di amministratori validi anziché questa inconcludente “generazione di fenomeni”.

di Francesco Petrucci