DEFICIT DEMOCRATICI

Gianfranco Pasquino - Deficit democratici02X copertina - Gianfranco PasquinoTutte le democrazie si dotano di istituzioni che mirano a consentire la partecipazione del popolo (demos) al potere (kratos). Tutte cercano un equilibrio fra la rappresentanza, la più articolata possibile, delle preferenze, delle identità, degli interessi dei cittadini, e il governo, il più capace di effettuare scelte e di tradurle in decisioni per soddisfare le preferenze, per riconoscere e rispettare le identità, per proteggere e promuovere gli interessi. Nessuna democrazia è, però, in grado di evitare momentanei deficit, carenze di rappresentanza e di decisionalità. Tutte le democrazie in quanto tali, anche quelle deficitarie, dispongono di possibilità di apprendimento e di opportunità di (auto)correzione. Sarà il loro pluralismo senza limiti, aperto alla competizione, costretto a essere responsabile a cercare e trovare i correttivi al malfunzionamento e ai deficit. Saranno i leader a sentirsi obbligati a spiegare e giustificare quello che hanno fatto, non fatto, fatto male. Lo faranno più spesso se i cittadini supereranno i loro propri deficit di interesse politico, di informazione politica, di non partecipazione al voto. Chi si astiene contribuisce al deficit democratico, in una fase nella quale sembra essere l’anti-politica a farla da padrone, coccolata e riverita, persino alimentata dai mass media e amplificata dalle reti di comunicazione sociale, è tempo di scoprire e denunciare che deficit profondi si annidano in una pluralità di associazioni. La cattiva politica è anche il prodotto dell’esistenza e della ramificazione di associazioni corporative che non hanno e non applicano codici deontologici, che, nel loro insieme, danno vita e sostanza a società incivili. Sì, i deficit democratici abitano anche nella società. Li abbiamo trovati. Dobbiamo criticarli con lo stesso vigore e rigore che rivolgiamo alla politica. I deficit sono come gli esami: non finiscono mai. Come gli esami, possono, però, essere superati, da chi ne sa abbastanza. Il contenuto di questo libro mira a essere d’aiuto a chi affronta desidera passare gli esami e colmare i deficit.

Seconda di Copertina del libro “Deficit Democratici” di Gianfranco Pasquino

Gianfranco Pasquino - in-piazza - www-gianfrancopasquino-comGianfranco Pasquino (1942), torinese, si é laureato in Scienza politica con Norberto Bobbio e specializzato in Politica Comparata con Giovanni Sartori.
Professore di Scienza politica nell’Università di Bologna dal 1 novembre 1969 al 31 ottobre 2012, è stato nominato Emerito nel 2014. Ha insegnato anche cinque anni (1970-1975) alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze, alla School of Advanced International Studies di Washington, D.C., alla Harvard Summer School, alla Universitá di California, Los Angeles. E’ stato Fellow di ChristChurch e St Antony’s a Oxford ed é Life Fellow di Clare Hall, Cambridge. Attualmente insegna al Dickinson College, Bologna Program, ed é James Anderson Senior Adjunct Professor alla SAIS-Europe di Bologna.
Fra i fondatori della “Rivista Italiana di Scienza Politica”, ne è stato Redattore Capo per sette lunghi anni (1971-1977) e condirettore dal 2000 al 2003. E’ anche stato Direttore della rivista “il Mulino” dal 1980 al 1984. Attualmente dirige la rivista di cultura “451”.
Il suo primo libro, Modernizzazione e sviluppo politico, é stato pubblicato dal Mulino nel 1970. I suoi volumi più recenti sono Lettura della Costituzione italiana, Pearson-Mondadori 2011, Finale di partita. Tramonto di una repubblica (Egea-Unibocconi 2013) e Partiti, istituzioni, democrazie (Il Mulino 2014). E’ particolarmente orgoglioso di essere il condirettore, insieme a Norberto Bobbio e Nicola Matteucci del Dizionario di Politica (UTET 2004 3a) e di avervi scritto una trentina di voci, fra le quali “Governi socialdemocratici” e “Rivoluzione“. E’ co-curatore dello Oxford Handbook of Italian Politics (in preparazione).
Senatore della Sinistra Indipendente dal 1983 al 1992 e dei Progressisti dal 1994 al 1996, ha scritto alcuni interessanti disegni di legge: sull’indennitá dei parlamentari, sul sistema elettorale a doppio turno, sull’abolizione dei Senatori a vita, su un periodo di raffreddamento fra la carica di giudice costituzionale e altre cariche pubbliche. E’ anche autore del primo disegno di legge sulla regolamentazione del conflitto di interessi (15 maggio 1994).
Nel 2009 si é candidato a sindaco con la Lista “Cittadini per Bologna”. Non ha vinto, ma dalla sua molto istruttiva esperienza ha tratto il volumetto Quasi sindaco. Politica e società a Bologna 2008-2010 (Diabasis 2011). Qui puoi leggerlo e scaricarlo gratis.
Ha fatto parte della Commissione Bozzi sulle riforme istituzionali (novembre 1983-febbraio 1985) e insieme al Sen. Eliseo Milani ha scritto una “Relazione di minoranza”. Con il libro Restituire lo scettro al principe. Proposte di riforma istituzionale (Laterza 1985) ha vinto ex-aequo il Premio Fiuggi per la saggistica istituzionale. Tutto questo non é stato sufficiente per farlo considerare un esperto della Commissione nominata con criteri che gli sfuggono nel giugno 2013.
Ha ottenuto tre lauree onorarie: dalle Università di Buenos Aires e di La Plata e dall’Università Cattolica di Cordoba. Dal luglio 2005 é socio dell’Accademia dei Lincei. Dal luglio 2011 con sua grande soddisfazione fa parte del Consiglio Scientifico dell’Enciclopedia Italiana e dei due autorevoli Comitati che stanno preparando l’Enciclopedia Machiavelliana, per la quale ha scritto la voce “Profeti”, e un volume sul contributo italiano al Pensiero storico-politico, per il quale ha scritto l’articolo “Norberto Bobbio”.
Ha svolto intensa attività di pubblicista collaborando al “Sole 24 Ore”, all’”Europeo” e a “la Repubblica” (1985-1990). Attualmente é editorialista del Corriere di Bologna e dell’Agenzia Giornali Locali.

Biografia dal sito www.gianfrancopasquino.com