ALLA RICERCA DELLA SPERANZA COLLETTIVA

Lisandro Rota, L'Albero della Vita
                  Lisandro Rota, L’Albero della Vita

Le acque della politica alla vigilia del voto sono agitate.
Se dovessi descrivere “l’odore” percepito di questa campagna elettorale direi che si tratta di “naftalina”; quella che serve per salvaguardare vecchi abiti.
Ecco, avverto quel pungente odore, temine garbato per non scrivere olezzo, quando sento ancora parlare Berlusconi, Prodi, D’Alema Veltroni e Casini, un‘allucinante retrospettiva “a tinte fosche“ di coloro che non hanno fatto molto per far crescere l’Italia.
Oggi di nuovo in scena, queste “stagionate vestali della poltrona” nelle vesti di “interessati padri nobili”, ma di chi poi…
Altra figura metafisica è quella del “leader morbido gradito” Gentiloni dei conti Gentiloni Silveri, Nobili di Filottrano, di Cingoli e di Macerata detto ”er moviola”, investito della carica su diktat renziano, ma senza nessun voto. Nelle elezioni a Sindaco di Roma del 2013 risultò terzo per insufficienza di voti. E forse a Roma ritornerà come candidato al 1 Municipo (per sicurezza).
Pesanti questioni come la crisi sempre più grave del Mezzogiorno che lo sta portando al coma profondo e la crescita ulteriore della povertà e della disoccupazione, specie giovanile e delle donne, sono i drammi cui la politica dovrà dedicarsi per tentare di dare una risposta.
La mancanza di qualsivoglia politica economica di indirizzo e controllo delle regioni, divenute ormai pozzi senza fondo e luoghi di spreco e di corruzione , ha generato disparità incolmabili. A questo si aggiunga che l’emigrazione torna a rappresentare l’unica strada di lavoro per brillanti energie di giovani, che, nel Paese non hanno ormai prospettive.
La politica e il governo parlano e si occupano troppo poco e ancora peggio hanno somministrato ricette demagogiche.
Del resto, parlano i dati preoccupanti della condizione disastrata dell’occupazione che non trova una capacità reattiva del governo e delle forze politiche.
Certamente, si tratta di problemi immani e proprio per questo occorrerebbe una assoluta responsabilità e consapevolezza evitando esaltare l’azione dell’esecutivo e annunciare paradisiaci orizzonti.
Mi pare che nessuna forza politica ha il coraggio di raccontare con chiarezza come stanno veramente le cose.
Non si può continuare a giocare sulla pelle degli italiani!
Tanto che Il Presidente della Repubblica ha richiamato di recente, per la gravità della corruzione e delle mafie (che aggravano la difficile condizione del Mezzogiorno) il Paese, ha anche auspicato una riduzione dei contrasti e delle contrapposizioni tra le forze politiche, per puntare alle riforme indispensabili al superamento della crisi.
In particolare, una sua considerazione è parsa immediatamente riferibile alla politica: ”un solo uomo al comando non è compatibile con la democrazia, articolata su organi e poteri separati, chiamati a collaborare per il bene della società e dello Stato”.
Queste parole del Capo dello Stato sottolineano l’esigenza del dialogo su cui tutti dovrebbero riflettere, a cominciare da colui che occupa la più alta poltrona di Palazzo Chigi.
Quello del prossimo 4 marzo un voto fortemente desiderato dagli Italiani, indipendentemente dalle valutazioni personali che ognuno è portato ad esprimere.
Tra i tanti fattori che determineranno il risultato di queste consultazioni, due sono quelle più appariscenti: l’astensionismo e le schede bianche.
Forse lo schieramento di Destra prenderà più voti rispetto alla “Sinistra di sinistre” nel suo complesso ma con un particolare scontato: vale a dire che seguiranno la scia degli altri paesi come Germania, Austria, Francia, Usa e con occhio strabico verso la Brexit di Gran Bretagna.
Ci troveremo comunque ad una competizione tripolare Destra, Sinistra e Cinque Stelle che farà a pugni con la pessima Riforma elettorale per l’imprevedibilità stessa di una complessa sperimentazione.
C’è un forte desiderio di stare all’Opposizione piuttosto che governare …
Comprendiamo quindi la mascherata esistenza di faide tra le stesse compagini degli schieramenti, smentite dalla scusa della dialettica interna ma trattasi di “consumata ipocrisia”.
Anche se il Partito Democratico si vedrà penalizzato, il Pd personale di Renzi andrà avanti ed assisteremo probabilmente ad una nuova scissione, dopo Liberi e Uguali un’area guidata da Franceschini.
E se Berlusconi proporrà ancora Tajani dietro l’angolo è pronta la risorsa Draghi dall’Europa, magari prima un giro ad un Gentiloni bis per tentare di elaborare una nuova Legge elettorale.
Ma in tutto questo carosello chi pensa al Paese? Non ho sentito da nessuno parlare di cura e manutenzione del Territorio e dei Beni ambientali, culturali e infrastrutture.
Il Paese intero sta progressivamente crollando per l’incuria di Sindaci e Presidenti delle Regioni.
Chi ci darà quella speranza collettiva di dare e ricevere fiducia da Uomini attenti solo all’interesse nazionale, non Uomini della Provvidenza ma della Prudenza . E intanto fa freddo e c’è la neve…

Aspetta, aspetta – . / – Non posso, non posso –
Tratto dall’Opera La Città del Sole di Tommaso Campanella

di Francesco Petrucci