“…NON MI RASSEGNO AL FATTO CHE L’ITALIA CONTINUI AD ESSERE UNO DEI PAESI PIÙ CORROTTI IN EUROPA…”
INTERVISTA A FEDERICO VARESE CANDIDATO CAPOLISTA AL SENATO CIRCOSCRIZIONE EUROPA PER LIBERI E UGUALI

Elezioni 2018-da Comune di Serramanna - 350X200

Professore,
Perché candidarsi?
Mi candido per almeno tre buone ragioni. La prima è che gli altri candidati di Liberi e Uguali conosciuti durante le assemblee di Londra mi hanno fatto una impressione positiva e mi sono detto: mi piacerebbe lavorare con loro. Quando mi è stato chiesto di candidarmi a mia volta, ho pensato: volentieri! La seconda ragione è che non mi rassegno al fatto che l’Italia continui ad essere uno dei paesi più corrotti in Europa, dove la mafia continui a prosperare, con un sistema della giustizia civile e penale inefficiente. La terza ragione riguarda la sinistra in Italia: voglio dare il mio piccolo contributo alla crescita di una sinistra che difenda lo stato sociale, la sanità e la scuola pubblica, e lotti contro l’illegalità.

Lei che vive, insegna e conosce la Gran Bretagna cosa pensa della Brexit?
Penso che sia stata una scelta scellerata indire un referendum su una materia così complessa. Posso cercare di comprendere le ragioni di chi ha votato per la Brexit, ma le conseguenze di questa scelta saranno drammatiche. Nel mio settore—l’istruzione universitaria—già si avvertono. Io cercherò di fare di tutto per ridurre gli effetti devastanti della Brexit e per aiutare le italiane e gli italiani in Inghilterra, che avranno bisogno di supporto logistico e di informazioni sui loro diritti. Spero poi un giorno di svegliarmi con qualcuno che mi dice che la Brexit era solo un brutto incubo.

Cosa pensa di poter fare in Parlamento per i nostri Connazionali all’Estero?
In Parlamento voglio fare diverse cose, legate alle mie competenze nel campo della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Se riusciamo a combattere questi fenomeni, gli investimenti stranieri in Italia aumenteranno e si potrà ridurre la disoccupazione e quindi la necessità di emigrare. Nell’immediato, mi batterò con tutte le mie forze per fermare i tagli ai servizi consolari in U.K. e nel resto dell’Europa. Nel Regno Unito, ad esempio, è stato chiuso il consolato di Manchester nel 2011 (Governo Monti). Nel 2014 è stato chiuso anche lo sportello consolare di Manchester, proprio quando potrebbero esserci almeno 12.000 nuovi immigrati nell’area di Manchester. I servizi consolari sono in grave crisi anche nel resto dell’Europa.

Da una ricerca di Nextplora. Il 64% dei nostri Connazionali pensano di non poter avere una buona qualità della vita in Italia durante la terza età, è veramente così? E ancora, dalla stessa ricerca si evince la tendenza degli intervistati ad avere paura di non riuscire a sostenere le spese mediche sempre più necessarie col passare degli anni (il 45%) e quella di cadere in povertà assoluta (il 33%). Sale anche il timore di non riuscire a garantire un sostegno economico a figli e nipoti (32%) e di dover essere un peso per la famiglia, anche dal punto di vista economico, per le necessità quotidiane (il 26%). Sono dati preoccupanti, che fare?
Rispondo ad entrambe le domande. I risultati di questo sondaggio sono preoccupanti, come dice Lei. La ragione è la privatizzazione strisciante del servizio sanitario nazionale. Liberi e Uguali propone di superare l’attuale sistema dei ticket (previsto dal Patto per la Salute del 2014) e l’abolizione dei superticket. Più in generale, ha posto al centro della sua campagna la difesa della sanità pubblica, per tutti. Questo è un principio classico della socialdemocrazia europea, a cominciare da quella tedesca nell’ottocento. È incredibile che queste idee sono oggi diventate minoritarie, all’interno della stessa sinistra.

È necessario attribuire più competenze all’Unione europea? Profonda revisione dei Trattati europei?
A mio parere bisogna semplificare la produzione legislativa europea e impegnarsi a verificare che le normative della UE, ad esempio sulla trasparenza degli appalti o della protezione ai testimoni di giustizia, vengano implementate. Non basta approvare una legge perché le cose cambino davvero. Ma gli Stati membri hanno la loro dose di responsabilità: essi devono dare più potere di controllo e di implementazione agli organi europei. E quindi sì, bisogna procedere ad una revisione dei trattati, a favore di una maggiore integrazione.

Occorre cambiare rotta nella gestione europea dell’immigrazione? E sulla sicurezza?
Certo. Il modello dell’asilo politico non funziona più. Dal gennaio all’agosto del 2017 sono arrivati in Italia 605.147 immigrati dal mediterraneo centrale. E nel periodo 2014-2016 ci sono state 271.026 richieste di asilo politico (nei 24 anni precedenti le richieste sono state circa 370 mila). Sempre nel periodo 2014-2016, la maggioranza dei richiedenti asilo (56%) hanno visto la loro domanda rifiutata (i dati sono tratti dal testo pubblicato qui: http://www.fondazionehume.it/politica/immigrazione-i-dilemmi-dellasilo-politico/). Questo aumenta la probabilità che i migranti entrino nell’economia informale oppure in quella criminale, e che vengano sfruttati. Cio’ crea problemi di sicurezza. Immaginate poi la burocrazia creata dal sistema dell’asilo politico, con le distorsioni e la corruzione che ne segue. I rimpatri forzati sono molto costosi e impraticabili, e hanno costi umani altissimi. Inoltre pensare che basti fare la lotta ai trafficanti è ridicolo.
Bisogna invece aprire corridoi umanitari per certe zone del mondo; insistere su accordi di ricollocazione all’interno della UE; e promuovere politiche di terra, nelle zone di origine della migrazione. Queste politiche non devono ovviamente mettere in pericolo la vita dei migranti.

E sul nostro disastrato Mezzogiorno (conoscendo la sua grande competenza sulla mafia)?
Una risposta telegrafica: gli incentivi alle imprese non bastano. Certo bisogna impegnarsi affiché fare impresa sia conveniente per i giovani nel Mezzogiorno. Ma gli incentivi devono essere accompagnati a investimenti nelle infrastrutture. Come riportato da diversi studi, “l’Italia è 25esima su 28 paesi in Europa per gli sforzi fatti nell’attuazione dell’agenda digitale e 24esimi per risultati raggiunti.” Credo anche che bisogni rendere il più efficiente la giustizia civile, potenziare gli uffici che implementano la legge anti-trust, liberare il mercato da aziende colluse che dominano alcuni settori, come l’edilizia, attraverso la violenza. Secondo me, la mafia si combatte attraverso un mercato più equo e aperto ai talenti di tutti, non solo chi ha amici potenti.

Quali sono le storture dell’Unione Europea sul concetto di Stato nazionale?
L’Italia ha un futuro?
Io credo in un’Europa federale, integrata, che superi l’austerity.

Esistono delle forti differenze tra i giovani studenti inglesi, europei e i nostri ragazzi italiani?
La scuola italiana è risucita in passato ad istruire intere generazioni in maniera impeccabile, fornendo strumenti analitici, nelle lingue classiche, nelle materie sceintifiche e nelle discipline professionalizzanti. Anche per questo molti italiani hanno avuto un grande successo all’estero. Oggi temo che non sia più così. Come mostra Marta Fana in un suo libro recente (Non è lavoro, è sfruttamento, Laterza) “la buona scuola” prevede dalle 200 alle 400 ore di lavoro gratis in certe aziende, come McDonald e Zara. Cominciamo a perdere quello che ci rendeva speciali.

Ultima ma non secondaria domanda: cosa pensa del caso del giovane ricercatore Giulio Regeni? Cosa non è stato fatto?
Io appoggio gli sforzi della famiglia nella ricerca indefessa della verità. La dignità, la coerenza e la forza con cui hanno reagito alla loro tragedia familiare è un esempio per tutti.

Professore il suo slogan della sua campagna elettorale?
Non amo gli slogan, ma amo la poesia, e vorrei finire con i versi che scrisse Shelley.

Levatevi come leoni dopo il torpore
in numero invincibile,
fate cadere le vostre catene a terra
come rugiada che nel sonno sia scesa su di voi.
Voi siete molti, essi son pochi.

Immagine dal sito www.comune.serramanna.ca.it

di Fernando Mazza

Biografia Federico Varese
 federico_varese_2Federico Varese, docente di criminologia all’università di Oxford, autore di numerosi libri sulla mafia (oltre che consulente di John Le Carré per i suoi thriller) e candidato Capolista al Senato, Circoscrizione Europa, Liberi e Uguali.