IL REBUS DELL’ANATRA ZOPPA

Domenico Dell'Osso, Sisifo
                        Domenico Dell’Osso, Sisifo

Senza fantasia, molti giornalisti e commentatori hanno usato criteri non politici ma “estetici” per parlare di elezioni prima, durante e dopo.
Questa campagna elettorale, caratterizzata da tante informazioni dirette agli “aventi diritto voto”, pensiamo all’immigrazione e del suo eventuale complesso controllo; alla riduzione delle tasse, con mirabolanti fantasie sul mercato del lavoro.
E nonostante tali iperboliche promesse, le forze politiche non hanno capito l’importanza della posta in gioco: il consenso popolare per una ripresa.
Al momento, i tre dati certi sono: l’affermazione del Movimento Cinque Stelle, superando forse addirittura il 30 per cento, il successo di Salvini e il crollo del Partito Democratico che non supera il 20%.
Del resto i governi da Monti, Letta, Renzi a Gentiloni hanno combinato guasti pesanti: il vergognoso salvataggio delle banche, una pessima riforma della scuola, una cattiva revisione delle leggi sul lavoro, per non parlare di una insana riforma elettorale (sulla quale risparmio penna e calamaio).
Sono state premiate le forze d’opposizione che sono scese in piazza con il popolo, tra periferie e realtà disagiate!
Tra le liste minori, Liberi e Uguali, si è ridotta al lumicino della soglia elettorale.
L’analisi delle motivazioni degli elettori di Cinque Stelle è il risultato dell’insieme fra la cronica quanto giustificata sfiducia nella politica e la curiosità di mettere 5Stelle alla prova per un governo nuovo di zecca e diverso da tutti gli altri.
Il successo di 5Stelle è identificabile con la sfiducia militante nei confronti dei governi e dei politici di questo decennio, nonostante le disastrate amministrazioni di Roma e Torino, in essere, guidate da due modeste grilline.
5Stelle perde laddove improvvisa, esprimendo candidate paracadutate, come la spaesata Roberta Lombardi nel Lazio, che, ha perso la Regione perché i Cittadini sono delusi dall’accidia del Sindaco Raggi, sorda e cieca innanzi alla disperazione della Città.
Il Centro – sinistra, con il Pd, paga l’arroganza di Renzi ( dimesso fake ) e l’inettitudine di molti ministri e di tanti scandali, il Centro-destra non festeggia per l’esito complessivo: con una Lega che ha raggiunto il Pd e l’insuccesso personale di Berlusconi, ha poco da brindare.

Un bel pastrocchio! Che succederà ora?

Dovremo attendere il 23 marzo per la prima seduta delle nuove Camere, quando con l’elezione dei presidenti di Camera e Senato verranno alla luce gli equilibri tra le varie forze politiche.

Quando cominceranno le consultazioni? E quando si farà il nuovo governo ?

L’8 – 9 marzo, concluse le operazioni di scrutinio, il Ministero dell’Interno pubblicherà i dati definitivi, così si passerà all’assegnazione dei seggi e alla proclamazione degli eletti.
I nuovi parlamentari inizieranno così il loro mandato. A quel punto deputati e senatori espleteranno gli adempimenti dovuti per registrarsi in Parlamento.
La prima seduta delle nuove Camere, che deve avvenire entro 20 giorni dalle elezioni, si terrà il 23 marzo e si voterà per l’elezione dei due presidenti.
Per l’elezione del presidente della Camera, il regolamento prevede che avvenga a scrutinio segreto. Per l’elezione ci vuole la maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione, la maggioranza dei due terzi dei voti nella seconda e la maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo scrutinio. Mentre i tempi per l’elezione del presidente del Senato, (che avviene a scrutinio segreto) si richiede la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell’assemblea nei primi due scrutini. Nel caso in cui non ci sia esito positivo, è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei senatori presenti nel terzo scrutinio.
Se nessuno riporterà la maggioranza richiesta, nello stesso giorno, al Senato si andrà al ballottaggio fra i due candidati che abbiano ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti, anche per il ruolo di supplente del Capo dello Stato che il presidente del Senato è chiamato a svolgere. A parità di voti, verrà eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.
Quindi al massimo tra sabato pomeriggio e domenica 25 sapremo il nome del nuovo presidente del Senato. Entro il 25 marzo i parlamentari comunicheranno il gruppo di appartenenza. Il numero minimo per costituire un gruppo parlamentare è di 20 deputati alla camera e 10 senatori al Senato, salvo contrarie comunicazioni dell’Ufficio di Presidenza.
I deputati e senatori che non avranno dichiarato a quale gruppo appartengono, vengono iscritti nel gruppo misto.
La data entro la quale i gruppi parlamentari eleggeranno i presidenti sarà il 27 marzo.
Finite queste procedure, verrà convocata una nuova seduta per l’elezione dell’Ufficio di presidenza, composto da quattro vicepresidenti, tre questori e otto segretari d’Aula.
Tutte le procedure per l’insediamento delle Camere e dei Gruppi parlamentari dovrebbero concludersi intorno alla domenica di Pasqua, primo aprile.
Dalla settimana successiva sarà possibile iniziare le consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale cercherà di capire se e come sarà possibile dar vita a una maggioranza in grado di sostenere un governo.
Al Quirinale saliranno i presidenti delle Camere, l’ex capo dello Stato Napolitano e i rappresentati dei gruppi parlamentari.
Al termine delle consultazioni Mattarella deciderà se conferire un incarico esplorativo o l’incarico effettivo per formare il nuovo governo.
Nel frattempo, l’attuale presidente del Consiglio resterà in carica per gli affari correnti.
Sarà dunque il presidente Mattarella, silenzioso ed efficace, a dover risolvere il rebus della formazione del nuovo governo, il rebus dell’anatra zoppa appunto.
Anatra zoppa, perché qualsiasi governo possibile dovrà fare i conti con una situazione pesantissima e le strombazzate vittorie di Di Maio e Salvini saranno duramente messe alla prova; pensiamo solo all’introduzione reddito di cittadinanza voluto dai Grillini (con quali soldi?) o all’allontanamento dall’Europa cavalcato dalla Lega, l’anatra c’è ma è zoppa, perché mancano le risorse! Quindi la matassa da sciogliere è ingarbugliata .
Almeno una certezza c’è: anche in caso di stallo, il Paese non tornerà velocemente al voto perché Mattarella prima di convocare nuove elezioni percorrerà tutte le strade per il battesimo di un nuovo governo, ci auguriamo di trovare nell’Uovo di Pasqua un presidente del Senato cui affidare il mandato esplorativo per costituire il governo, ma il primo aprile sarà Pasqua (confido nell’arguzia dei lettori…)
Mi permetto di farle un immenso ” In bocca al lupo” Presidente, almeno con lei non sicorrerà il rischio di un eterno “Sisifo con il macigno”.

di Luciano Tommaso Gerace