Cambridge Analytica, nuovi dubbi su Brexit: forse violate le leggi sul finanziamento della campagna

Christopher Wylie - 141240669-57ae6aee-69b0-4c69-bf4e-c1110a8099ab - www-repubblica-it - esteri - 350X200

Cambridge Analytica, nuovi dubbi su Brexit: forse violate le leggi sul finanziamento della campagna

Donazioni trasferite in maniera illecita tra gruppi anti Ue. Le rivelazioni di Christopher Wylie, autore della soffiata sui 50 milioni di profili Facebook trafugati da Cambridge Analytica in azione durante la propaganda grazie ad una compagnia collegata. “Se vinci imbrogliando, non dovrebbe essere valido”. Zuckerberg rifiuta di comparire nel Parlamento britannico

LONDRA – “L’imbroglio” che ha permesso alla campagna per la Brexit di superare il budget massimo di donazioni a fini di propaganda potrebbe avere “alterato il risultato del referendum”. Lo ha dichiarato stamane Christopher Wylie, l’ex-dipendente di Cambridge Analytica autore della soffiata sullo scandalo dei 50 milioni di profili Facebook trafugati. Testimoniando davanti alla commissione affari interni della camera dei Comuni a Londra, la “gola profonda” della società di analisi digitali ha confermato quanto anticipato da lui stesso a Repubblica e sostenuto da un altro “whistleblower” sulla truffa organizzata da Vote Leave, il principale gruppo per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, durante la campagna referendaria della primavera 2016.

Pur non essendo direttamente coinvolto in questa iniziativa, Wylie si è detto certo che Vote Leave abbia passato le proprie donazioni a Beleave, un altro gruppo pro-Brexit, e che queste due campagne abbiano lavorato insieme ad altri, fra cui il partito unionista nord-irlandese Dup e l’associazione Veterans for Britain, violando le regole elettorali. “Non c’è altro modo per spiegare come abbiano potuto mettersi in contatto con AggregateIq”, afferma il giovane scienziato, per l’occasione in giacca e cravatta, riferendosi alla compagnia collegata a Cambridge Analytica che ha fatto il lavoro di propaganda per la Brexit. “All’epoca non esisteva nemmeno su internet”, osserva Wylie. E conclude: “Se vinci imbrogliando, non dovrebbe essere valido. Il referendum sulla Brexit ha provocato un fondamentale cambiamento costituzionale in Gran Bretagna. Se si scopre che qualcuno che ha vinto le Olimpiadi ha fatto uso di droghe, non ci si chiede se avrebbe vinto lo stesso: lo si squalifica”.

dal sito www.repubblica.it