Crisi Venezuela. E’ allarme cibo e medicine.Tanti in fuga, anche bimbi. Grido di Save the Children

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Crisi Venezuela. E’ allarme cibo e medicine.Tanti in fuga, anche bimbi. Grido di Save the Children

In attesa delle Presidenziali del 20 maggio, il Paese versa in condizioni critiche. Numerosi i giovani che lasciano il Paese: i dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite parlano di 52 mila venezuelani che tra gennaio e luglio 2017 hanno fatto richiesta di asilo in un Paese straniero

Le elezioni presidenziali in Venezuela si avvicinano: la data è quella del 20 maggio. Sono state posticipate di un mese a seguito di un accordo tra il governo di Nicolás Maduro e alcuni partiti dell’opposizione venezuelana che volevano partecipare al processo elettorale. La coalizione Mesa de la Unidad Democrática (Mud) non ha fatto parte di questi negoziati. “Non si può far conto sul partito della Mud né sul popolo per validare ciò che finora è stato solo un simulacro fraudolento e illegittimo di elezioni presidenziali”, hanno spiegato i leader della principale coalizione. Fra le richieste che ancora esige la Mud c’è la presenza di osservatori internazionali “indipendenti” delle Nazioni Unite, la tenuta dello scrutinio nel secondo semestre del 2018 e la nomina di una Commissione elettorale “equilibrata”, il voto dei venezuelani all’estero e un equo accesso ai media. È stata inviata la petizione di rimuovere il divieto di partecipazione imposto ai partiti Primero Justicia e Voluntad Popular e il ritiro dell’inabilitazione politica ai leader Henrique Capriles Radonski e Leopoldo López. La gente spera che presto avvenga un reale cambiamento. Ma nel frattempo la situazione nel Paese resta critica. In attesa dell’appuntamento alle urne ricordiamo che si sono consumati giorni di vera e propria guerra civile con un Presidente che non ha ceduto alle proteste di piazza e ha schierato in campo le forze armate, chiamate a sedare cortei e saccheggi ma anche a giudicare gli arrestati. In questo forte clima di tensione, l’inflazione è arriata al 700 per cento, l’ economia è in caduta libera. Mancano medicinali e beni alimentari. La chiamano la “dieta Maduro”: in media i venezuelani in un anno hanno perso 8,5 chili di peso. Qualche settimana fa il ministero della Salute ha diramato, per la prima volta in due anni, i dati sulla mortalità infantile (+30%), mortalità materna (+ 65%) e per malaria (+76,4%). Pochi giorni dopo la ministra Antonieta Caporale è stata licenziata. I poliziotti sono pagati 1,75 dollari al giorno. Rischiano anche loro ogni giorno la vita in strada quando affrontano la criminalità che ha raggiunto livelli record. La situazione, dunque, è drammatica. Molti i giovani che decidono di lasciare il Venezuela. Alcuni Paesi del centro e sud America hanno deciso di creare dei visti speciali per accogliere le numerose persone che fuggono dalla crisi. I dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite parlano di 52 mila venezuelani che tra gennaio e luglio 2017 hanno fatto richiesta di asilo in un Paese straniero. Drammatica anche la situazione dei minori che spesso arrivano in altre nazioni. Un report di Save The Children fotografa in particolare la situazione della Colombia. Qui si rischia – si legge – che oltre 300 mila bambini muoiano a causa della malnutrizione, ma anche di finire nelle mani di bande di criminali senza scrupoli. Le associazioni animaliste – inoltre – lanciano un grido d’allarme. In un Paese investito da una crisi senza precedenti migliaia di animali stanno morendo di stenti. Anche negli zoo la situazione è drammatica: tanti gli scatti che immortalano esemplari di leoni, leonesse scheletricia causa della fame. Non ci sono infatti i soldi per nutrirli. I dati parlano anche di animali trafugati dai giardini zoologici, molto probabibilmente per essere mangiati. In un tour di diversi supermercati intorno alla capitale, i membri del team di un’associazione ha riscontrato che, a seguito della crisi economica, i venezuelani comprano cibo destinato agli animali per il consumo umano. In molti casi è stato osservato che molte persone acquistano e mangiano le cosiddette ”salsicce di cane “, il cui contenuto è costituito da ossa di pollo macinate mescolate con altre parti non commestibili del pollo».

dal sito www.rainews.it