“PENNE MOZZE” SENSO DI PATRIA, SENSO DI STATO.
di Fulvio Biocca

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Signore Delle Cime + Silenzio – Coro degli Alpini

 

A chi se non ai compatrioti nel mondo trasmettere echi di Patria che fanno vibrare l’animo, inumidire gli occhi perché anche loro ricordino e trasmettano a quei figli d’Italia di cui hanno solo sangue e cognome ma che la conoscenza delle radici, li rendono fieri.
E’ un episodio semplice, umile come gli uomini a cui si riferisce ma Uomini che hanno sentimenti grandi che chi ha cuore italiano sa capire.
In un paese delle montagne abruzzesi, entrai in chiesa, vidi uomini con cappello grigio-verde con una penna nera di corvo su un lato ed uno con penna d’aquila. Erano alpini in congedo, con un loro ufficiale capitano ( il grado massimo che rispettano perché in guerra, i gradi più alti non vivono ne muoiono con loro sul campo).
In silenzio questi vecchi e giovani alpini assistevano al rito di commiato da un commilitone con il quale avevano condiviso lo spirito alpino, spirito che mai abbandona questi uomini di montagna abituati a vivere con sobrietà, in un ambiente duro e avaro come quello montano nel quale, solo la solidarietà fra i suoi abitanti aiuta a sopportare.
La cerimonia funebre è al termine, il capitano si avvicina alla bara e stringendo fra pollice e medio la punta della penna del cappello che sulla bara rappresenta chi ne è custodito, ne fiacca il calamo perché quella parte si accasci sul suo resto. E’ questo, il rito delle “Penne mozze” un rito spontaneo nato fra gli alpini che chiamano così, dopo l’ultimo saluto, coloro che li precedono verso Dio,.
Mentre questo avviene, un canto dolce nasce e cresce intonato da quegli uomini dalla penna nera….” Dio del Cielo, Signore delle cime, un nostro amico hai chiamato, noi ti preghiamo nel Paradiso, lascialo andare per le tue montagne.
Santa Maria signora della neve, copri col bianco soffice mantello il nostro amico, il nostro fratello…” io, un estraneo, non ce l’ho fatta a trattenere le lacrime e a sentire tanto orgoglio d’appartenere alla terra che genera quei sentimenti, questi uomini!
Prego il lettore di trovare su internet il canto dal titolo “Signore delle cime” perché possa provare quanto io ho provato

di Fulvio Biocca

 Immagine dal sito www.latendatv.it; Video dal sito www.folkmusicworld.com