MEDIOCRAZIA POLITICA

Opera di Mr. Savethewall
                           Opera di Mr. Savethewall

Mediocrazìa s. f. [comp. di medio e -crazia], non com. – Predominio sociale e culturale della classe media; atteggiamento, mentalità tipici del ceto medio. Il termine è stato talora usato con una connotazione polemica e spreg. (per raccostamento all’agg. mediocre)

 

Non è stato un passaggio obbligatorio quello dell’ incarico esplorativo per il Presidente della Camera dei deputati Fico.
Un’esplorazione dopo quella del Presidente della Repubblica c’è già stata, quella della Presidente del Senato, Elisabetta Casellati.
Non esiste nessuna norma che preveda l’ipotesi che fallita l’esplorazione della seconda carica dello Stato il compito passi automaticamente ad altre Istituzioni, Corte Costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura, Cnel …quando si finirebbe ?
I due mandati esplorativi sono forse serviti a verificare se esistono o esistevano le condizioni per un governo fondato su una alleanza tra Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico e quel che resta di Liberi e Uguali.
Alla ricerca di una coperta vecchia da stendere e coprire a malapena tutti.
Ai risultati scontati di Fico era giunta anche la Casellati, ma dal Quirinale devono aver considerato inopportuno il tentativo di far dialogare Grillini e Democratici, fosse un’ espressione di Forza Italia e quindi di Berlusconi. Qui comincia il grave errore di Di Maio, spartirsi le Camere, rimanendo intrappolato dalla foga di fare il Presidente del Consiglio a tutti i costi cacciandosi in una sorta di auto avvitamento.
Per come sono andate le cose, possiamo dire che il tentativo di Fico si è risolto in ben poco, forse a chiedere a Mattarella ulteriore tempo fino alla direzione del Pd prevista il prossimo 3 maggio. Per cercare “zazà” ( il nuovo Presidente del Consiglio e a quanto pare massima aspirazione del rampante Di Maio ) si sorvolerebbe cinicamente sugli abissi culturali e programmatici che separano i Cinque Stelle dal resto delle forze politiche “praticanti”, e che possono essere sempre colmati con compromessi ad hoc in nome del potere. Si, ormai esiste il partito di Cinque stelle di Di Maio sostenuto dallo Studio Casaleggio e da il Movimento molto più ortodosso e integralista di Grillo e Fico.
La confusione è sotto gli occhi di tutti. Lega e Fratelli d’Italia hanno il complesso di colpa innescato da Berlusconi (per tenerli a bada) nonostante la liaison primaverile tra Salvini e Di Maio, questione di tempeste ormonali …
Una liaison che ritornerà a rinfrescarsi presto, pur di arrivare ad un accordo e trovare un “zazà” di turno, che non sarà né Salvini e né Di Maio.
Forse Fico doveva appunto certificare il fallimento di Di Maio ma quest’ultimo pur di arrivare a qualsiasi speranza governativa, ha resuscitato l’odiato nemico Renzi, maggiore azionista del Pd ,invitandolo al tavolo della trattativa.
Una mossa da scacco matto, molto molto spregiudicata e avventurosa.
Ma Renzi che farà il ritroso attende un segnale d’invito solo tramite Sergio Mattarella come riconoscimento del suo ruolo. Può tornare utile alla sua immagine pubblica oggi molto offuscata.
Intanto il vento di Destra soffia forte tale da guadagnare due regioni Molise e Friuli, dimostrando tutta e per intera la reversibilità di Cinque Stelle che straperde consensi a favore di Pd e Lega.
Forse ancora non si è capito che più dura la grande attesa di zazà più i Grillini perdono consensi, poi vedendo lo sfascio delle amministrazioni da loro controllate iscritti e non iscritti e opinione pubblica cominciano a riconsiderare l’utilità del loro voto.
La bolla della protesta sta implodendo.
Con tante parole, nella già trascorsa luna di miele tra Di Maio e Salvini anche loro hanno invocato elezioni anticipate come spauracchio verso le altre forze politiche per fare subito un governo. Forse per buona fede e ignoranza, hanno dimenticato che l’arbitro è il Presidente della Repubblica a decidere e senza una nuova Legge elettorale è praticamente impossibile tornare subito a votare, tempi lontani, tecnicamente ottobre-novembre.
Ma l’amore non è finito tra i due vincitori delle elezioni, solo congelato ma con forni in funzione a fiamma lenta.
A parte queste singolari uscite, il ritornello delle elezioni anticipate, ricompare ogni qualvolta Di Maio, Salvini, Berlusconi, Martina etc…litigano fra loro, pur coscienti della precarietà di quanto affermano.
Avete notato Cari Lettori l’assenza dagli “schermi” di Prodi e Veltroni & Co?
Forse non vogliono esporsi per un confronto tra Pd e Cinque Stelle oppure stanno ispirando prossime scissioni interne al Pd?
E attingendo alla satira televisiva con un “ vieni avanti cretino! “ immolano” di volta in volta uno che parla …, ce ne sono tanti.
Ha proprio ragione Cacciari: il Pd è un partito mai nato e i voti li ha solo Renzi. Andiamo all’eventuale prossimo scenario, un possibile governo ponte, che dopo la direzione Pd si possa verificare una ulteriore scissione, quella degli aggregati al progetto cattolico dei dialoganti di Franceschini?
Immaginiamo, dopo il confronto con il Pd di Renzi, un governo a gestione parlamentare, tramite le Commissioni speciali Senato – Camera in essere, presiedute rispettivamente da Crimi dei Cinque Stelle alla Camera e da Giorgetti della Lega al Senato e un Gentiloni, il vero zazà, che resterebbe in carica come Presidente del Consiglio forse con un parco ministri rivisitato. Il compito è quello di realizzare la nuova Legge elettorale, di promuovere iniziative sul lavoro e riagganciarsi all’Europa. In poche parole si pensa ad un modello tedesco di concertazione fra forze politiche opposte, lo stesso modello che forse verrà adottato per la Legge elettorale.
Una previsione la mia, che tiene conto di tre variabili diventate certezze: la mancanza di cultura politologica da parte dei parlamentari eletti, una tendenza alla mediocrazia (punto di forza dei vincitori populisti) e la forte vocazione del Presidente Mattarella, da cattolico democratico, della cultura dell’inclusione e del confronto fra forze politiche diverse.

di Francesco Petrucci