PARLARE ALLE COSCIENZE

Opera di Rutilio Manetti, Santa, Santa Caterina 1630
     Opera di Rutilio Manetti, Santa Caterina 1630

Un solo raggio di sole è sufficiente per cancellare milioni di ombre (San Francesco d’Assisi)

Queste poche righe dovevano essere pronte qualche giorno fa, subito dopo la festa di Caterina da Siena, patrona d’Italia e compatrona d’Europa.
Ma forse sono anche meglio contestualizzate da quanto accade a pochi metri da Santi Apostoli, al Colle, dove ancora si fatica a portare al tavolo presidenziale una proposta di governo. L’indomani delle elezioni dello scorso 4 aprile, ho letto su un giornale spagnolo che al Presidente Mattarella si augurava una particolare effusione di Spirito Santo per riuscire a comporre le parti e dare un governo alla Nazione.
Beh, mi associo, invocando il dono del Consiglio in questo tempo che volge ormai a Pentecoste.
Tornando a Caterina, questa giovane illetterata riuscì a principiare un ordine tra le rovine e i crolli politici ed economici della società del suo tempo, e spinse il Papa a tornare a Roma – per quanto folle potè sembrare ai più quell’assunzione di responsabilità nei confronti del suo ruolo e del suo popolo – fu una voce che parlò alle coscienze: “Io, Caterina”. La voce di una giovane, di una laica.
Per quanto forte fosse il suo invito, e ardito l’incipit delle sue lettere “Io, Caterina”, non propose sé stessa. Scosse le coscienze di quanti avevano responsabilità verso il popolo, in primis il Papa ma non fu il solo regnante a cui indirizzò parole di fuoco. Con quale autorità? Lo chiesero anche a Gesù, che se la cavò molto bene con scribi e farisei smascherando l’atteggiamento ipocrita che soggiace alla domanda.

di Fra Agnello Stoia *
*Parroco Santi XII Apostoli Diocesi di Roma