Rifiuti: consiglieri grillini all’attacco di Zingaretti, ma dimenticano la Città metropolitana a guida Raggi

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Rifiuti: consiglieri grillini all’attacco di Zingaretti, ma dimenticano la Città metropolitana a guida Raggi

Angelucci: “Zingaretti se ci sei fai un piano”. Diaco: “Occorre un Piano di gestione dei rifiuti subito!”. In regione per il piano manca il documento della Città metropolitana guidata da Virginia Raggi“

Trasporti, buche e rifiuti. Queste le motivazioni che hanno portato alla sconfitta elettorale del Movimento Cinque Stelle. Oggi, elaborata la batosta, parte la controffensiva e si comincia dai rifiuti. Come sempre nella comunicazione si va a caccia di un capro espiatorio e stavolta è la regione. Sono due consiglieri grillini a suonare la carica, Daniele Diaco (che è anche presidente della commissione Ambiente) e Nello Angelucci.

Daniele Diaco sul suo profilo elenca delle responsabilità del Governatore. “Zingaretti rifiuta di assumersi le sue responsabilità. Zingaretti rifiuta di provvedere a un piano per gli impianti della Regione Lazio. Zingaretti rifiuta di capire che Roma fa parte del Lazio e che non può ignorare né la città né i romani”. Diaco quindi riferisce della vicenda della delibera rifiuti per la Puglia: “Ieri, 11 giugno, la Regione ci fa sapere che è pronta finalmente la delibera per l’invio dei rifiuti in Puglia…. Ma attenzione! Solo fino al 30 giugno! E non da oggi ma dal momento in cui la delibera verrà adottata. Quindi dopo circa due mesi forse riusciremo a sopperire alla mancanza di impianti nel Lazio (per colpa di Zingaretti) inviando i rifiuti in Puglia solo per 10 giorni, se tutto va bene (per colpa di Zingaretti). Voglio ‘ringraziarti’ e credo che i cittadini vorranno farlo insieme a me. Grazie ma non abbiamo bisogno di questa inutile elemosina. Adesso basta! Sono passati 6 anni, occorre un Piano di gestione dei rifiuti subito!”.

Diaco fa riferimento al mancato aggiornamento del piano rifiuti in Regione Lazio. Lo stesso fa il suo collega Nello Angelucci che pubblica anche un’infografica. Angelucci rende edotti i suoi fan sulla legge, dimenticando però un passaggio che è poi quello che blocca il piano. Scrive il consigliere: “La Regione deve pianificare il sistema di gestione e trattamento e deve autorizzare gli impianti; il Comune deve affidare il servizio di raccolta rifiuti e organizzare la raccolta differenziata. Se la Regione non predispone un’idonea pianificazione – come nel caso del Lazio – il Governo nell’ambito dei poteri di vigilanza e controllo puo’/deve commissariare la Regione. E sarebbe pure l’ora, visto che l’ultimo piano rifiuti regionale risale al 2012 ed il 1 ottobre 2013 è stata chiusa la discarica di Malagrotta senza predisporre alternative. Da allora, la Regione Lazio esporta una parte dei rifiuti di Roma all’estero e fuori regione a causa della propria inerzia. E i Romani pagano.
Il 7 marzo 2016 il TAR ha intimato alla Regione Lazio di organizzare una rete adeguata di impianti. La Regione non lo ha fatto. Il 24 aprile 2018 è arrivata una seconda condanna del TAR: entro 60 giorni la Regione Lazio doveva individuare gli impianti, pena il commissariamento. Anche questo termine e’ scaduto. Zingaretti se ci sei fai un piano”.

L’infografica, come le parole, è chiara ma incompleta. C’è infatti un passaggio dimenticato ed è quello della mancata indicazione, da parte della Città Metropolitana, delle aree idonee, all’interno del proprio ambito territoriale, ad accogliere i rifiuti. A capo della Città Metropolitana da ormai due anni c’è la sindaca Virginia Raggi e a mancare è proprio questo documento che sistematicamente, nella comunicazione grillina, viene omesso.

Lo ha ricordato qualche giorno fa l’assessore regionale Massimiliano Valeriani: “Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, continua a chiedere dove conferire i rifiuti della Capitale, mentre il sindaco della Città metropolitana di Roma, Virginia Raggi, non decide dove e quali impianti realizzare per soddisfare le esigenze dell’intero territorio provinciale. Evidenzio che oggi il 100% dei rifiuti indifferenziati della città sono trattati in molti impianti, ma vengono tutti smaltiti fuori dai suoi confini: un peso che gli altri Comuni faticano ormai a sopportare”.

dal sito www.romatoday.it