ATTORI DI BUONISMO …

Illustrazione di Beppe Giacobbe
                    Illustrazione di Beppe Giacobbe

Dopo il voto del 4 marzo si è verificata una trasformazione epocale.
Nei cento giorni e passa di crisi in cui si è sviluppata la formazione di un governo giallo-verde dietro la disattenzione generale si è trascurato un grande interrogativo: quanto ha pesato e pesa sulla politica italiana la Chiesa cattolica?
E non è questione da poco.
Vaticano e gerarchie interne hanno sempre detto la loro sulle vicende politiche nazionali.
Basterebbe ricordare come dalla nascita dello Stato unitario al Secondo Dopoguerra il peso della Chiesa sia stato comunque determinante per l’Italia.
Dalla questione romana al Concordato alla Costituzione, dal partito unico dei cattolici al condizionamento costante dei due poli antagonisti della Seconda Repubblica, non c’è stato passaggio della politica nazionale che non sia stato vagliato dall’ autorevole presenza del mondo cattolico. Cosa succede oggi?
Il patto di governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle non contiene alcuna citazione riguardante la Chiesa e il suo mondo.
Quanto il fattore “cattolici” possa aver influito sul risultato elettorale, sugli assetti politici che ne sono seguiti e su quanto possa pesare sul futuro della politica italiana?
Forse molto poco , perché mai come in questo momento storico, la Chiesa sembra essere disinteressata dalle vicende politiche nazionali. Purtroppo però “demonizzatori di professione” svolgono con il loro buonismo un’azione nefasta per quanto anti popolare che avvelena il dibattito sul Volontariato e sull’Accoglienza. Suvvia non si può andare dietro alle esasperazioni dialettiche del duo in auge Salvini-Di Maio!
La bontà delle iniziative della Chiesa e del mondo cattolico sono significative.
Il buonismo a buon prezzo, invece, mortifica l’intera benemerita azione.
In questa politica del buonismo il Partito Democratico ci si è ficcato con superficialità rispetto alla complessità della questione.
Viene da sorridere che un partito che non sa fare opposizione e non ha un leader adeguato cerchi di fare ancora campagna elettorale sulla vicenda Migranti, aggravando ulteriormente il clima d’intolleranza già in atto.
Se poi gli aspiranti leader sono come Zingaretti e Gentiloni c’è molto da pensare …
E comunque non si può e non si devono demonizzare gli avversari politici con argomentazioni spregiudicate; così facendo li si rafforza elettoralmente come nuovi ”uomini d’ordine”.
Tornando al mondo cattolico, possiamo dare colpa alla globalizzazione generale o è una scelta del Pontefice la laicizzazione definitiva del nostro Paese?
Un dato è certo, mettiamo da parte il buonismo e cerchiamo di esercitare la bontà e la tolleranza vera facendo i conti con la realtà italiana.
Ormai esiste una tale infiammata reazione di moltissimi che contrappone l’appello della Chiesa per l’accoglienza alla presenza dei preti pedofili.
Un volgare centrifuga culturale ,dove prevale la disinformazione e un anticlericalismo forsennati.
Il grande patrimonio civile, morale e culturale del Paese non può essere ridimensionato e asservito alle sterili strumentalizzazioni da parte di nuovi gattopardi buonisti.
Il mondo cattolico ha bisogno di una profonda scossa!
Perché non chiedere al Pontefice un’enciclica dedicata al disorientamento attuale dei cattolici?

Bontà (ant. bontade, bonità, bonitade, bonitate, e altre var.) s. f. [lat. bonĭtas -atis, der. di bonus «buono»]. – 1. a. L’essere buono; carattere di chi è d’animo buono e gentile, e particolarm. di chi, sensibile alla sorte degli altri, cerca di procurare loro tutto il benessere possibile e di evitare tutto ciò che li può fare soffrire…

Buonismo s. m. [der. di buono]. – Ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza e benevolenza verso gli avversarî, o nei riguardi di un avversario, spec. da parte di un uomo politico; è termine di recente introduzione ma di larga diffusione nel linguaggio giornalistico, per lo più con riferimento a determinati personaggi della vita politica.
da www.treccani.it

di Luciano Tommaso Gerace