LETTERA AL MINISTRO DEI BENI CULTURALI
di Alessandra Di Monte Tanca

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Caro Ministro,
le scrivo per segnalare il pesante degrado del Vittoriano .
Ebbene da qualche anno, questo monumento dal valore patriottico unico, in quanto Altare della Patria e Sacrario del Milite Ignoto, è usato come stenditoio di costosi dàzebào rossi, infissi sul candido botticino che lo caratterizza, che lo rendono caricaturale.
Uno spettacolo indecente, almeno quanto i recenti bagni in mutande nelle fontane e, peggio ancora, le consumate vagine esibite da talune “manifestanti” nel Vittoriano, avanti l’Altare del Sacrario.

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Chi controlla questo circo barnum?
Chi paga le spese di pubblicità sparse per Roma, di queste brutture?
Chi organizza queste costosissime bizzarrie istituzionali?
Chi organizza decrepiti concerti serali nel giardino perennemente sporco di Palazzo Venezia al Vittoriano e a Castello? I partecipanti sono sempre i soliti: pochi habituè, che passano una serata “impegnata” a spese del contribuente.
Quante decine di euro ci costa l’entrata per ogni fruitore, solo in logistica per spese per il personale in straordinario, attrezzature, artisti, pubblicità, assicurazione (nella speranza che sia stata accesa) per il pubblico fruitore serale di ambienti non attrezzati per la prevenzione infortuni in detti orari etcc.
In un momento come questo di ottimizzazioni delle spese perché e da chi sono autorizzate queste spese?
Ma la Corte dei Conti che fa?
Da un Ministro che giustamente, contro la demagogia , propone finalmente di abolire le visite gratis a fasce non particolari, mi aspetto che ponga fine ad un evidente spreco senza utili, di pubblico denaro, per queste manifestazioni offerte a titolo gratuito a chicchessia durante gli “otii” estivi.
Faccio a meno di segnalare la vergogna alle entrate del Vittoriano, del Pantheon o di Castello, prive di ogni difesa in considerazione della casba di venditori di cianfrusaglie e borseggiatori, che lì imperversano.
Caro Ministro , La prego, ponga fine al balletto delle immaginifiche statistiche di visitatori assetati di “cultura a gratis”e cerchi di rimettere al centro la fruibilità e la tutela del bene culturale .
Il Vittoriano potrebbe costituire un buon banco di prova per porre fine alle stravaganze dei dirigenti in cerca di visibilità, a spese del contribuente .

Immagini dal sito www.agi.it; www.dagospia.com

di Alessandra Di Monte Tanca