CATTOLICI IN CERCA D’IDENTITÀ

Sevasti Iallussi, Ulisse e le Sirene
                     Sevasti Iallussi, Ulisse e le Sirene

Nel nostro Paese i cattolici praticanti sono circa la metà degli Italiani .
Dalla politica i cattolici sono ormai scomparsi. Fatale fu la Margherita di Rutelli (doveva destare qualche sospetto un radicale così appassionato della Dc, presagiva la sindaca tura di Roma prossima ventura) che sancì Il passaggio, armi e bagagli, dei cattolici nell’attuale Pd. Quanto avevano ragione Mino Martinazzoli, Guido Bodrato e Gerardo Bianco a mettere in guardia la pattuglia democristiana in viaggio verso una sinistra che fagocitò il tutto fino ad arrivare all’attuale ristretta compagine d’Opposizione.
A pretesto un riferimento storico sbagliato come il compromesso storico che non era di certo quello immaginato da Moro e condiviso da Berlinguer.
Non si tratta beninteso di costruire l’ennesima area elettorale (tanto per dire rifacciamo un partito cattolico), cucire a tavolino l’ennesima “riserva indiana di cattolici ” a presidio di un committente di potere, piuttosto occorre lavorare su proposte e a spazi politici di matrice cristiana ma attraenti quanto utili per tutti.
Evitando pericolose commistioni col potere territoriale, così come sta avvenendo in Regione Lazio, dove, l’insicuro Zingaretti ha allestito un polo di attrazione, una sorta di polo delle vanità con l’unico scopo di vitaminizzare la sua “esile statura politica” facendo ricorso a “molti pompieri dell’inutilità” senza seguito che confondono il nobile volontariato con la non più credibile politica locale . Alcuni dati esemplificativi:
a) l’arruolamento in giunta regionale del Movimento 5Stelle (mentre il Partito democratico è all’opposizione e Renzi ritiene giustamente ambiguo il comportamento dell’aspirante segretario Zingaretti che fa le prediche contro 5Stelle a livello nazionale e a livello locale vara con loro delibere sconcertanti …);
b) l’operato delle due giunte zingarette sono all’insegna della “pura fuffa elettorale” sia per la chiusura di molte strutture e presidi sanitari, sia per aver illuso la gente sulla riduzione dei ticket, sia per la mancata crescita del lavoro, sia per aver spacciato per sbocco occupazionale le start-up che in realtà sono effimere occasioni di lavoretti momentanei.
Le scelte scellerate di dubbi personaggi nominati (da lui stesso) dirigenti regionali senza averne le competenze (perfino il sindacato dei dirigenti del Lazio ha denunciato centinaia di questi abusi senza ancora toccare , almeno per ora, il fratello di Montalbano.
Tutte negatività, retaggi della sua esperienza da “paparune (capo in napoletano)” della Provincia di Roma e di altri suoi poteri consolidati che hanno visto persone indicate da lui, immerse e condannate nelle inchieste di “mafia capitale e terra di mezzo”.
A parte questo triste capitolo laziale di narrazione giudiziaria, il tentativo di costituire partitini, fazioni, coordinamenti cattolici risulta sempre essere goffo quando ispirato solo dalla sola politica. In più la Chiesa, con tutte le incertezze e contraddizioni, non aiuta come un tempo a rafforzare una coscienza, una morale, una formazione indispensabili per il buon cattolico.
Guardando a Piazza San Pietro emergono il disorientamento e un profondo senso di disagio sia per le “improvvisate esternazioni” di Papa Francesco sia per l’impermeabilità della struttura vaticana al cambiamento effettivo.
Ma poi chi l’ha mai detto che i cattolici debbano trovare una collocazione politica preesistente?
Disatteso l’incontro, di conio moroteo, che ipotizzava la cooperazione delle due componenti storiche della Società italiana (erano gli anni 70, sono passati quasi 50anni e la società è molto cambiata), cattolici e comunisti, per il bene del Paese, la componente cattolica è praticamente in via di estinzione, una riserva indiana nel far-west della politica attuale.
Rimbocchiamoci le maniche e ritroviamoci in un forum dell’associazionismo e del volontariato per migliorare il Paese in dissesto ,rimaniamo sordi ai canti di sirene di potenti e di partiti il cui unico fine è catalogare probabili elettori.
Il nostro spirito di servizio deve rimanere il cuore di una fattiva azione di trasformazione, torniamo alle origini delle prime comunità cristiane che progressivamente crebbero e superarono un corrotto impero romano. Proviamoci!

di Luciano Tommaso Gerace