Ilaria Cucchi, italiana

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Ilaria Cucchi, italiana

Il 22 ottobre 2009 Stefano Cucchi morì, ora sappiamo finalmente come. In questi nove anni la sorella si è battuta contro un potere enorme che ha cercato con ogni mezzo di silenziare, evitare, depistare, attaccare, offendere, intimidire, spaventare, denigrare, irridere, minacciare, sminuire, insultare, perché la verità non venisse a galla. La tenacia con cui questa donna ha continuato a lottare per arrivare a vincere è stata impressionante.

In un Paese che si ritiene cronicamente afflitto da ogni sorta di difetto inestirpabile, Ilaria è una luce, è il segno che le cose si possono cambiare. Il prezzo da pagare, però, consiste, a oggi, nel sostenere una pressione enorme che cerca di spaventarti per farti mollare la presa. Una forza oscura e inquietante, che non è fatta solo da chi ha interesse a nascondere la verità, ma anche da chi giudica le persone che finiscono sovraesposte nel tritacarne mediatico che segue simili vicende. In questi nove anni abbiamo visto di tutto noi, figuriamoci lei.

Ilaria regala all’Italia e alle sue forze dell’ordine una grande occasione: si può cambiare, ci si può liberare delle ombre che in questi anni oscuri hanno alimentato troppi misteri, si può rompere il velo omertoso che copre gli eccessi di chi dovrebbe proteggere e invece.

Un rinnovamento che può avvenire dal di dentro, partendo dal senso di responsabilità di chi capisce di aver tradito la fiducia degli italiani e il giuramento di fedeltà alla Repubblica, che non è certo fondata sulla violenza cieca e insensata di qualche esaltato.

Si legge spesso che le forze dell’ordine hanno organici con età media piuttosto avanzata. Si va, perciò, verso un cambio generazionale che lascerà indietro, forse, anche certe abitudini inquietanti, che per fortuna non sono condivise da tutti, anzi. Io lo spero.

E spero che tutti possano ottenere giustizia, magari facendo meno fatica di Ilaria e dei suoi. Una speranza dovuta al loro coraggio e a quello di chi si batte contro l’ingiustizia e l’inerzia omertosa e complice di troppa gente. Come fa, in altri ambiti, Federica Angeli. Donne coraggiose, italiane vere.

di Pancrazio Anfuso

Articolo pubblicato su postpank.wordpress.com