Il Parlamento Ue chiede la messa al bando dei gruppi neofascisti e neonazisti

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Il Parlamento Ue chiede la messa al bando dei gruppi neofascisti e neonazisti

Il documento votato denuncia anche la troppa impunità per i neofascisti in alcuni Stati membri e alcune collusioni tra politici e polizia con neonazisti .

Nessun gruppo neofascista e neonazista nell’Unione Europea. In una risoluzione non legislativa approvata con 355 voti favorevoli, i deputati del Parlamento Europeo esortano le autorità nazionali a vietare la formazione di questi gruppi e di qualsiasi altra associazione che glorifichi nazismo e fascismo. Inoltre il Parlamento denuncia anche la mancanza di azioni efficaci in tal senso che hanno dato il via libera all’attuale ondata xenofoba in Europa. Il testo menziona anche il recente attacco ad opera delle squadre fasciste di Casapound contro la deputata europea Eleonora Forenza e il suo assistente lo scorso settembre a Bari.

I punti principali del documento mettono al centro la troppa impunità per i neofascisti in alcuni Stati membri, le collusioni tra politici e polizia con neofascisti e neonazisti in alcuni Stati e, infine, l’attuazione di misure necessarie contro il razzismo e la xenofobia negli stadi di calcio. Per contrastare queste falle nel sistema la plenaria invita i Paesi Ue a condannare e azionare i crimini motivati dall’odio da parte di politici e funzionari pubblici.

Nello specifico si rende inoltre necessaria la collaborazione delle aziende di social media per contrastare la diffusione del razzismo, del fascismo e della xenofobia su Internet. I deputati propongono di istituire un unità anti-odio nelle forze di polizia per garantire che questi crimini siano investigati e perseguiti.

Affinché non si verifichino più episodi del genere in stadi e in generale nel mondo dello sport, la risoluzione chiede alle federazioni sportive nazionali, in particolare alle società calcistiche, di punire i responsabili e di promuovere attività educative positive rivolte ai giovani tifosi, in collaborazione con le scuole e le organizzazioni della società civile.

Infine i Paesi dell’Ue dovrebbero istituire “programmi di uscita” per aiutare i singoli individui a lasciare i gruppi neofascisti e neonazisti. I deputati sottolineano l’importanza dell’istruzione, per sensibilizzare i giovani alla storia ed evidenzino che “la verità sull’Olocausto non deve essere banalizzata”.

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