I # SOVRANOS
di Giuseppe Civati

Jean-Léon Gerome, La Verità che Esce dal Pozzo, 1896
Jean-Léon Gerome, La Verità che Esce dal Pozzo, 1896

 

E così dopo l’amico austriaco Kurz (che manca una «t» altrimenti sarebbe Cuore di tenebra, proprio), arriva la leader dei nazisti tedeschi, amici pure loro, a dire che non devono essere loro a pagare per la ricca Italia, che è assurdo, che sono pazzi questi romani e tutto il resto della solita retorica contro l’Italietta.
Il sovranismo mio, per definizione, è più sovrano (e sovranista) del tuo. E nonostante la neolingua di questo tempo incerto proponga uno pseudonimo equivoco, di nazionalismo tradizionale, tradizionalismo si tratta.
Come faceva notare tanti anni fa Alex Langer, «il nazionalismo è una scorciatoia» ed è una mossa ottocentesca: non consente di risolvere alcun problema, in compenso ne crea parecchi.
È curioso pensare che solo una settimana fa Salvini sia stato candidato da questi ultradestri a guidare l’alleanza dei sovranisti, che già di per sé è un controsenso, una contraddizione in termini.
Nel frattempo, in nome di un «sovranismo» che purtroppo nella Ue alligna da tempo, prima che arrivassero i sovranismi gridati di ultima moda, rischia di saltare la Web Tax, proprio perché alcuni Stati sovranamente si oppongono. Forse sovranisti in questo caso va inteso in un altro senso: nella difesa del vero sovrano, rappresentato dai grandi gruppi multinazionali, che questi a furia di difendersi e di proteggersi dentro i propri muri non fanno che aiutare ancora un po’.
Solo su una cosa vanno d’accordo: sul respingimento dei migranti. Ma anche su questo i Sovranos si intendono solo quando si parla di confini esterni. Quando si parla di confini interni e tra Sovranos, le cose cambiano. O forse pensiamo che Le Pen farebbe meglio del penoso Macron di Bardonecchia e Ventimiglia? Davvero?

Immagine da Facebook

di Giuseppe Civati