LA SMANIA D’ALTRUISMO E ALTRE STORIE

Gustave Caillebotte, La Cusette
Gramellini si stupisce delle reazioni al suo caffè di ieri, perché al pistolotto iniziale aveva fatto seguire una difesa di Silvia Romano e del suo ventenne cuore generoso.
E dà la colpa ai social mordaci e sempre col dito sul grilletto. Il che è vero.
Però le prime righe del suo piccolo editoriale recitavano così:
Ha ragione chi pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese rapita in Kenya da una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta. Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto.
Quattro righe e un pezzetto intrise di paternalismo, oltre che di discutibili opinioni:
perché avrebbe ragione chi pensa che la smania d’altruismo di Silvia dovesse per forza trovare sfogo presso la Caritas, piuttosto che in un luogo dove il bisogno è ancora maggiore? Perché usare un’espressione palesemente sminuente, al limite dell’irrisione, che sottende un chiaro giudizio negativo, come “smania d’altruismo”?
E’ vero che Silvia Romano facendo la volontaria in Africa accetta di correre rischi che non correrebbe qua, ma il bisogno dell’azione dei volontari parte proprio dalla presenza di questi rischi; un’azione meritoria proprio perché loro accettano di correre il rischio pur di portare aiuto;
Infine, il costo che toccherebbe allo Stato italiano servirebbe, eventualmente, per restituire la libertà a una cittadina che stava svolgendo un’azione meritoria, che è discutibile definire avventata, e che sarebbe dovuto all’opera di criminali e non della ragazza che di loro è vittima.
Si stupisce, l’editorialista, che la gente non abbia avuto la pazienza di andare oltre per sentirsi dire quello che già sapeva: Silvia non ruba, non spaccia, non picchia.
Il che è la normalità, quelli che rubano, spacciano e picchiano, spesso impunemente, non vanno certo a fare i volontari in Africa. La difesa d’ufficio che fa Gramellini, insomma, sguazza tra luoghi comuni e presunzioni d’innocenza dovute. L’unico slancio nobile del giornalista è a difendere la bellezza dei vent’anni: non mi pare, francamente, abbastanza, per risarcire Silvia delle sculacciate paternalistiche delle prime quattro righe e mezza, roba da vecchie zie nella migliore delle ipotesi. Quando non si tratta di zie accese dal fuoco della passione.
Un pistolotto di buon senso fatto scuotendo il capo che invita a starsene buoni in un momento in cui fare del pensiero un’azione è la più importante delle risposte, soprattutto per una ragazza giovane, a una società assopita, incapace di reagire di fronte al mare di guai che la sommerge quotidianamente.
Una richiesta, insomma: stai buona, Silvia, non metterti nei casini, che poi ci costi cara, lascia stare quei problemi a chi li ha, se proprio devi impegnati a casa nostra.
Sono assunti irricevibili, di fronte ai quali uno s’incazza, trovando ulteriore conferma dell’inutilità, quando va bene, di un pensiero edulcorato e addormenta coscienze come quello del giornalista torinese.
Mai che si smentisca: più che caffè parlerei di brodino.
Che sa decisamente di dado. Quello delle vecchie zie di cui sopra.
di Pancrazio Anfuso
di Roma, classe 1962. Vivo a Siena, dove lavoro.
Ho scritto un libro su Centocelle, il quartiere di Roma dove sono nato e dove ho vissuto fino al 2006. Se clicchi sul link leggi un po’ di recensioni. Se lo vuoi comprare lo trovi ovunque su internet.
Ho curato un numero ragguardevole di blog, da quando andavano di moda a quando li legge solo chi li scrive, e ho lasciato una lunga scia di presenze social in giro per internet.
Ho anche collaborato, più o meno occasionalmente, con alcuni giornali e siti web. Ho preso parte alla nascita di Vald’O, a San Quirico d’Orcia. Ho dato il mio contributo alla sconfinata messe di libriccini e libroni che parlano della Lazio, mia passione tifosa, scrivendo Sul Prato Verde. Puoi leggerlo gratis qui. Se lo vuoi comprare cerca su Amazon. Meriterebbe un aggiornamento ma ne escono troppi, magari una volta mi ci dedico.
Non scrivo per professione, altrimenti morirei di fame. Ma scrivo. Saltuariamente, quando a tordi e quando a grilli. Una settimana potresti ricevere tre lettere, poi magari sto zitto per venti giorni. Dipende da come mi gira… .
Biografia dal sito www.pancrazioanfuso.substack.com

