LA MANOVRA FINANZIARIA E LA TENUTA DELL’ALLEANZA GIALLOVERDE

Wile E. Coyote e Beep Beep
                     Wile E. Coyote e Beep Beep

Il “contratto di governo” che ha consentito di realizzare, dopo le elezioni politiche, l’inatteso (ma non troppo) connubio tra Lega e 5 Stelle appare esposto, in queste ultime settimane, ad una sorta di prova del fuoco, su diversi fronti (in particolare anticorruzione, Decreto sicurezza, Global Compact sulle migrazioni, legittima difesa, ma, soprattutto, la manovra finanziaria).
In sede di definizione dei contenuti del contratto, le due parti hanno realizzato, a suo tempo, una laboriosa composizione delle pur sensibili divergenze programmatiche, ma, alla prova dei fatti, culture e finalità ancora distanti stanno inevitabilmente riemergendo. I drastici proclami, dal taglio vagamente rivoluzionario o, comunque, di netta discontinuità rispetto ai governi del passato, dovranno forse segnare il passo. Le due forze di governo potrebbero prendere atto della necessità di ridimensionare le rispettive ambizioni e orientarle verso obiettivi più circoscritti e realistici. In queste ore è in corso un negoziato molto complesso tra il governo italiano e le autorità dell’Unione Europea sulla manovra finanziaria. Al di là delle ostentate sufficienze rispetto alle possibili reazioni delle istituzioni comunitarie e dei partners europei, si avverte ormai nell’area governativa la diffusa preoccupazione per gli eventuali effetti di una paventata procedura di infrazione. Se questa fosse veramente avviata potrebbe produrre effetti negativi sul piano economico e finanziario, allontanando nel tempo quegli obiettivi di crescita che restano prioritari tanto per le forze di governo, quanto per i loro oppositori. Si sta negoziando, dunque, per la riduzione del rapporto deficit/Pil e anche per una diversa distribuzione delle risorse, a favore delle spese per investimento. L’esito della trattativa potrebbe indurre un contenimento degli effetti delle riforme più ambiziose che sono state promesse, reddito di cittadinanza e pensioni, in particolare. In questo difficile passaggio, i nuovi governanti dovranno necessariamente riscoprire implicazioni e dinamiche della democrazia “delegata” e rappresentativa che richiede una costante mediazione tra le attese che vengono indotte dalla propaganda elettorale – fin troppo facile, fin tanto che si resti fuori dalla “stanza dei bottoni” – e la difficile navigazione governativa tra i marosi e gli scogli della congiuntura economico-finanziaria e gli impegni assunti e ormai consolidati. L’esito della trattativa con Bruxelles costituirà una prova anche per la tenuta dell’accordo tra Lega e 5 Stelle. Se l’accordo di governo reggerà, a fronte delle soluzioni che verranno adottate, l’attuale maggioranza ne uscirà forse consolidata, almeno fino alle elezioni europee di primavera. Poi chissà…, si valuteranno i risultati del voto…
Rispetto alla manovra finanziaria, particolarmente efficace e tempestivo si è rivelato il monito del Presidente della Repubblica che, nel discorso pronunciato di fronte ai magistrati di nuova nomina della Corte dei Conti, ha esortato alla ricerca del contemperamento delle esigenze di bilancio con la tutela dei diritti sociali.

di Alessandro Forlani