PAPA FRANCESCO E GLI SCRIBI

Gesù Caccia i Borghesi
                          Gesù Caccia i Borghesi

Pare che anche al Global Compact (il documento dell’Onu che invita gli Stati a ad accogliere i flussi migratori senza fornire una sola indicazione concreta su come gestirli evitando conflitti sociali, etnici e religiosi) sia interessato Papa Francesco.
La scelta del Pontefice di avvallare e sostenere un atto delle Nazioni Unite, che non è stato condiviso e non firmato dal Governo italiano, ha suscitato la contrarietà di altri governi oltre del nostro, è pienamente legittima.
Francesco la considera una logica conseguenza della sua decisione di porre la misericordia (con molto “buonismo per forza “) nei confronti dei poveri e dei migranti al centro dell’azione della Chiesa.
Tuttavia Francesco è il Papa di tutti e come tale dovrebbe evitare divisioni o contrapposizioni.
Il passaggio dalla misericordia al Global Compact significa sconfinare dall’ambito religioso a quello politico.
Il grande rischio è l’innescamento di pericolosi automatismi.
La trasformazione della Chiesa infatti, da soggetto religioso, a cui tutti i fedeli si richiamano con obbedienza, in soggetto politico lascia molto perplessi.
D’altra parte le conseguenze di questo comportamento non sembrano minimamente turbare quella parte della Chiesa che ritiene che l’infallibilità del Papa non si limiti ad un esclusivo ambito religioso ma si estenda anche e soprattutto a quello politico.
Nel documentato libro di Mauro Mazza “Bergoglio e pregiudizio” che ha come sottotitolo” il racconto di un pontificato discusso”, si analizza attentamente la figura di Papa Francesco.
Prima della elezione a Papa, Bergoglio era una persona radicalmente diversa dall’attuale.
L’intolleranza alle critiche, le nomine poi revocate di personaggi discussi e il flop dell’ultimo Giubileo del 2015, trasformano Bergoglio in un Papa quasi scalfariano (riferimento al Presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro).
Il tentativo del Papa “di ricompattare il mondo cattolico attraverso una sintesi tradizione/innovazione svanì presto”. La prova sta nel passaggio del “chi sono io per giudicare?” Poi si ben comprende che questa uscita dimostra la ricerca di una popolarità attraverso il mondo gay e dei separati.
Ma a questa parte del mondo cattolico non importa se le scelte politiche del Pontefice rischiano di dividere e lacerare il popolo dei fedeli e di chi non può dirsi, laicamente cristiano.
Al contrario, in nome di queste scelte, alcuni singoli sacerdoti e molte comunità, dimenticando la loro funzione, appoggiati dalle gerarchie ecclesiastiche, sembrano decisi a puntare sulla spaccatura tanto da prospettare la formazione di un partito cattolico dell’accoglienza contrapponendosi (e facendo confusione ) ai fantasmi di un grottesco sovranismo che professa una limitazione dei fenomeni migratori a partire dal “Decreto sicurezza” voluto da Matteo Salvini.
La strumentale mozione ideologica di questa parte del mondo cattolico è chiara: dividere politicamente per affermare le proprie tesi di presunta tolleranza e astratta carità.
Quindi contestare le scelte politiche del Governo e incassando comunque incentivi economici dallo Stato. Comunità dell’accoglienza o cosa? E il libero arbitrio?
Non desidero pensare che il Papa possa essere d’accordo con una posizione così integralista che di fatto innesca la mina dei conflitti all’interno del Cattolicesimo e più in generale del Cristianesimo.
Il mondo cattolico deve riscoprire con sincerità anche il valore della laicità con umiltà, secondo gli Insegnamenti religiosi. Ho l’impressione che nella sua grande umanità Papa Francesco inconsapevolmente alimenti le brame di taluni Cattolici (molte volte in politica senza nessun merito) e Chierici eccellenti, più manovratori che Pastori.
Confido nella saggezza del Pontefice per evitare di far scivolare la Chiesa verso un gratuito interessato buonismo utile a sgangherati scribi politici vestiti da agnelli.

Immagine dal sito www.impegnoeducativo.it

di Luciano Tommaso Gerace