CONTRO L’EVASIONE FISCALE NON BASTANO LE BUONE INTENZIONI
di Antonio Somasca

evasione-fiscale-pagare-tasse - www.laleggeperTutti - 350X200

Nel mio ultimo articolo sulla evasione fiscale ho cercato di descrivere sinteticamente, come esempio di fisco valido ed efficace, un controllo effettuato negli Stati Uniti. Un attento lettore mi ha chiesto chiarimenti sulla conclusione di quella visita fiscale. Sottolineo che volevo partire dal principio di queste operazioni per evidenziare certe notevoli differenze comportamentali basate sul rispetto e la fiducia nei confronti del cittadino imprenditore. Solo partendo da questi presupposti si arriva alla collaborazione vera. Mi sembra necessario anche, a questo punto, affermare che questo metodo da solo non basta. Veniamo alla chiave di volta del progetto. Dobbiamo costringere i cittadini, non certo con la forza, ma con un interesse personale ad esigere scontrini o fatture secondo la grandezza del servizio reso o della fornitura ricevuta. Come? Semplicemente rielaborando ed allargando tutto il sistema delle detrazioni. Quotidianamente ci troviamo di fronte alla abituale domanda: ha bisogno della fattura? Questo nel migliore dei casi, spesso si dà per scontata la risposta negativa. Se dico, vogliamo una risposta affermativa è necessario che il meccanismo delle detrazioni venga allargato in modo da costringere il cliente, a qualsiasi livello, ad avere un interesse immediato e persuasivo nel pretendere la sospirata fattura. Io credo fermamente che si tratta di una logica semplice, ma efficace. Oggi ci contentiamo di risparmiare l’odiata IVA mentre in questo modo potremmo avere un più consistente risparmio e forse anche uno stile di vita meno improntato alla logica “del furbetto a tutti i costi”. Ovviamente questo suggerimento nato dalla esperienza pratica necessita anche di una verifica specialistica, a livello fattibilità, sul piano fiscale nei modi e nei tempi. Sono convinto comunque che non esista spinta più forte e convincente di quella economica per coinvolgere tutti o quasi nella giusta direzione. Sono fermamente convinto che occorra passare dalla critica alla proposta. Questa che ho brevemente accennato vuole essere un esempio per muoverci in una direzione nuova: quella delle idee e di cercare nuove direzioni su cui orientare il nostro impegno per raggiungere lo scopo di far emergere la nostra economia sommersa. Ho assistito, come tutti i cittadini italiani, a reiterati tentativi nell’alternanza delle varie legislature a volenterosi tentativi o di nuove pressioni educative, che richiedono tempi ovviamente biblici, ma più spesso a tentativi repressivi che non hanno mai dato risultati risolutivi. Dunque insisto nel portare avanti la mia idea di seguire la strada del coinvolgimento interessato, unica secondo la mia esperienza per provocare anche nuove idee per arrivare allo scopo. Spero che questo mio contributo susciti anche altre iniziative per non fermarci alle critiche, ma come già detto, essere propositivi.
Per il momento concluderei, come mia convinta abitudine, col motto di cui mi sono appropriato “Spes Ultima Dea”.

Immagine dal sito www.laleggepertutti.it

di Antonio Somasca