GOVERNO VERSO LE EUROPEE.
IL RUOLO DELLE SINISTRE

Igor Morski, Maschere
                          Igor Morski, Maschere

Superata la fase tormentata della manovra finanziaria, l’attenzione delle forze politiche sembra ormai principalmente concentrata sulla sfida rappresentata dalle elezioni europee di primavera. Una consultazione che, tecnicamente, non dovrebbe riflettersi sugli equilibri nazionali di governo, ma certamente, nella presente congiuntura, potrà costituire una tappa obbligata per una sorta di “tagliando” dell’eterogenea maggioranza parlamentare formatasi in virtù del “contratto” di governo tra 5 Stelle e Lega. I due movimenti erano portatori di priorità diverse e non si erano pronunciati in favore di una alleanza tra i medesimi, prima delle elezioni politiche. Sono ancora divisi su alcuni temi e la persistenza dell’alleanza – considerata ormai “di legislatura” da entrambe le parti – non attenua la tentazione di una sensibile competitività tra i due soggetti politici che si giocherà proprio nelle elezioni europee. Queste costituiranno, peraltro, inevitabilmente, un banco di prova del gradimento dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. Le grandi riforme promesse dai due partners di governo – reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero, in particolare – sono state recentemente varate, l’effettivo beneficio che produrranno nel tessuto sociale e la sostenibilità dei relativi costi difficilmente potranno essere valutati prima delle europee. Ma proprio l’esito incerto degli effetti delle riforme e dei nuovi indirizzi politici dell’esecutivo gialloverde – pensiamo alle restrizioni varate sul fronte dell’immigrazione – spinge i due movimenti alleati a “capitalizzare” i risultati finora raggiunti sul terreno legislativo, amministrativo e mediatico. I due partners di governo restano, infatti, tra loro concorrenziali e potenzialmente alternativi e questa competizione presenta sensibili margini di pathos, in virtù del singolare fenomeno evidenziatosi a breve distanza di tempo dall’insediamento del governo Conte, quando i 5 Stelle, risultati primo partito, con ampio margine, nelle elezioni politiche di marzo, si sono visti superare nei sondaggi dal secondo partito, la Lega di Salvini, che ha quasi raddoppiato la sua percentuale. E tuttora, nelle più recenti proiezioni, i leghisti tengono la posizione, mentre i pentastellati evidenziano una lieve regressione. Dunque, la partita delle europee si gioca, in gran parte, tra i due alleati, anzi, tra le due controparti del “contratto” di governo e un’eventuale conferma di un così accentuato mutamento dei rapporti di forza, rispetto alle politiche, potrebbe determinare nuovi scenari, superando gli attuali equilibri. La stessa discesa in campo di Berlusconi, come candidato al Parlamento europeo, potrebbe determinare una certa ripresa del suo partito e indurre la Lega a riconsiderare l’ipotesi di una riedizione del centrodestra. Tenendo conto anche delle possibili frizioni tra il partito di Salvini e i 5 Stelle su diversi fronti, dalle grandi opere all’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro dell’Interno, al Senato, sul caso Diciotti, dalla diversa valutazione della crisi venezuelana alle posizioni sugli sbarchi dei migranti. Su questo tema si registrano, tuttavia, divergenze anche tra Lega e una parte degli ex alleati di Forza Italia, come evidenziato dalle polemiche sulla visita ai migranti della Sea Watch da parte dell’on. Prestigiacomo.
Ma la vera incognita delle europee si ravvisa nel ruolo che intenderanno svolgere le componenti della sinistra. Il tentativo di Calenda si risolverà in un’operazione tendenzialmente neocentrista, per contendere voti a Forza Italia e attirare, magari, anche qualche settore di elettorato leghista – tipo imprenditori del nord – deluso dalle politiche assistenzialiste dell’esecutivo gialloverde ? O verrà invece perseguita la riunificazione della sinistra, dal PD, nelle sue diverse anime, ai raggruppamenti che si sono riconosciuti nell’esperimento dei Liberi e Uguali, oltre ad altre componenti (ma già si è registrata la perplessità del nuovo leader di “Più Europa”, Della Vedova) ? Certamente assisteremo ad uno scenario con una pluralità di attori e concorrenti e un finale incerto, aperto a diverse ipotesi, non escluso il consolidamento dell’attuale equilibrio, se i risultati elettorali di Lega e 5 Stelle evidenziassero un diffuso apprezzamento dell’azione di governo.

di Alessandro Forlani