DIABETE, KILLER SILENZIOSO
di Antonio Somasca

Ddiabete-Zzucchero da La legge per Tutti - www-laleggepertutti-it - 350X200

Vorrei trattare un argomento che ha attirato la mia attenzione nel settore della assistenza sanitaria del Lazio : la questione
dei piccoli misuratori della glicemia dati in uso ai pazienti. Premesso che ognuno di questi necessita, per funzionare, di vari e costosi accessori . Ho riscontrato, per uso familiare, che esiste una miriade di modelli diversi.
Perché nessuno si preoccupa di fare chiarezza su questo arcano che a mio giudizio comporta interessi economici notevoli. Parto da alcune considerazioni: la prima perché non scegliere, dopo attento e qualificato esame , uno o due modelli che garantiscano la uniformità e precisione dei risultati su un esame certamente importante per i controlli della glicemia. La seconda evitare che la moltitudine di modelli comporti un avvicendamento frequente degli accessori di certo non finalizzato al risparmio! In ultimo sia che il costo o a carico del paziente o del Servizio Sanitario sarebbe da ridimensionare nel comune interesse. Ulteriore osservazione: perché spesso si assiste ad una corsa nel “donare” sempre nuovi misuratori? A questo proposito mi torna alla memoria una politica da me seguita nel passato di quando avevo studiato una proposta di omaggio di macchine, a patto che il cliente, di notevole potenziale commerciale, si impegnasse ad acquistare gli accessori indispensabili per il funzionamento delle stesse.
Questo dell’apparente regalo , da parte dei rappresentanti dei venditori , spiega il meccanismo che descrive tanta generosità negli omaggi! Nel caso dei misuratori per la glicemia il meccanismo è molto più semplice in quanto la diffusione degli apparecchi è capillare e di importo minimo come valore dei singoli. Tuttavia se andiamo a pensare alla consistenza del bacino di utenza, voglio ricordare che solo nella regione Lazio i pazienti in oggetto sono calcolati dai trecentomila ai quattrocentomila, è facile capire di quale giro di spesa stiamo trattando. Si può giustamente obiettare che trattasi di apparecchiature molto contenute come impegno economico, ma sottolineo il principio commerciale che, in presenza di modesti importi agevola la sottovalutazione della spesa da sostenere. Concludendo credo di poter affermare che questo argomento non si possa sottovalutare facendosi deviare dal costo contenuto o in alcuni casi persino azzerato delle singole apparecchiature. Ultima osservazione, dettata da un impiego quasi quotidiano, a livello familiare, di questi sistemi di controllo, una indicazione di valore glicemico di certo non pari a quella ottenibile in ambulatorio, ma non eccessivamente approssimata. Consapevole di segnalare due problemi di non facile soluzione, chiudo come mio solito. “Spes Ultima Dea”.

Immagine dal sito www.laleggepertutti.it

di Antonio Somasca

Qui di seguito Approfondimento con un articolo pubblicato su Altroconsumo

Diabete di tipo 2 non sempre il glucometro e utile

Bbiscotti_Ccroissant_shu_314235458_1600x900 - www-altroconsumo-itDietro l’uso dell’automonitoraggio della glicemia a domicilio ci sono molti interessi economici e un mercato vero e proprio. Dove non sempre si gioca pulito.

Macchinetta e striscette
Diabete? Macchinetta per misurare la glicemia e striscette relative. L’accostamento è immediato. E invece, analizzando la letteratura scientifica, si scopre che per chi ha il diabete di tipo 2 (90% dei casi), la misurazione della glicemia a casa serve a poco. Anzi, potrebbe peggiorare le cose. Ci sono raccomandazioni precise per gestire il diabete e soprattutto prevenire le possibili complicazioni: è importante eseguire regolarmente esami e visite, con scadenze diverse durante l’anno.

Nonostante le linee guida nazionali e internazionali e gli studi sull’argomento parlino chiaro, in Italia troppo spesso non sono applicate correttamente. Manca molto di quello che dovrebbe esserci. Ed è troppo diffuso qualcosa che non è utile come si crede, vale a dire il misuratore di glicemia da usare a domicilio.

Indispensabile per chi soffre di diabete di tipo 1 (per tenere sotto controllo gli sbalzi improvvisi di glicemia caratteristici della malattia), nel diabete di tipo 2 rischia di sostituire altri interventi, di efficacia ben più documentata.

Monitorare a casa?
L’automonitoraggio a domicilio è definito dalle stesse linee guida italiane come “potenzialmente utile, pur in assenza di chiare evidenze di efficacia per le persone con diabete di tipo 2 in terapia orale o dietetica”. A questo si aggiungono i giudizi altrettanto vaghi delle linee guida internazionali e i dati della letteratura medica, che dicono che questa pratica non ha studi clinici sufficienti a documentare la sua efficacia. Non migliora la condizione clinica del paziente, né ritarda i possibili danni. Non basta: ci sono addirittura una serie di rischi da considerare.

Innanzitutto possedere il glucometro può indurre stress nella persona diabetica, in una sorta di ansia da controllo continuo.
In più, si rischia di sostituire i controlli dal proprio medico con il glucometro. La macchinetta, infatti, spesso dà una falsa sicurezza, che rischia di portare a trascurare altre regole fondamentali, come la visita periodica dal proprio medico, il controllo regolare dei piedi e le altre misure necessarie.
Infine, non mancano problemi legati alla gestione dell’apparecchio (pulizia, taratura, manutenzione…).

dal sito www.altroconsumo.it