L’ESEMPIO DI CIAMPI CONTRO INCONCLUDENZA DELLA POLITICA

Marc Franz, Asini
                             Marc Franz, Asini

Cari Lettori,
in questa fase di cosiddetta “recessione tecnica” dell’economia italiana e di intolleranza sempre più grave nel Paese desidero ricordare il valore e la riconoscenza per il contributo di Carlo Azeglio Ciampi, la gratitudine che gli deve l’intera comunità nazionale per l’alto servizio reso nei diversi campi e nei momenti difficili in cui si Ciampi-da Libreriamo - 350X200è trovato ad operare, sempre con forte senso delle istituzioni, con alto senso civico, allo stesso tempo italiano ed europeo, sempre all’insegna di grande competenza, rigore ed onestà.
Uomo di ricca e vasta cultura, a cominciare dagli studi di filosofia e dalla lunga esperienza sino ai vertici di Bankitalia.
Prima l’esperienza drammatica della guerra e la partecipazione alla lotta partigiana dopo l’8 settembre, quasi ispirazione ininterrotta nell’impegno politico, nelle istituzioni da capo del Governo e presidente della Repubblica.
Toccherà soprattutto agli storici aiutarci ad approfondire e cogliere il valore esemplare della vita di Ciampi e il suo contributo fondamentale nel difficile attraversamento della crisi seguita a tangentopoli e la ascesa al Quirinale.
La sua figura è esemplare per tutti gli Italiani, a maggior ragione dinnanzi all’inconcludenza, agli egoismi nazionalistici o comunque privi di respiro e destinati ad aggravare tutti i problemi di una fase di storia ardua e complessa.
Ne è purtroppo conferma che L’Europa vive una fase enormemente difficile a rischio di disgregazione, una sorta di “crisi esistenziale” che ovviamente tocca tutti da vicino e lontano (penso al pasticcio Brexit).
Non diversamente i massimi dirigenti europei non riescono però a trarne conseguenze adeguate, impegni e scelte politiche all’altezza delle sfide.
La questione dei migranti che evoca pure la grave crisi mediorientale e la tragedia delle guerre e del terrorismo, insieme all’altra non meno drammatica questione dell’occupazione e dello sviluppo, pur nella loro dirompente enormità, non riescono a raggiungere strategie comuni e solidali.
Tutti sono ripiegati sui propri problemi nazionali, angosciati sino all’impotenza per l’uscita della Gran Bretagna, terrorizzati dai prossimi referendum.
Si finisce per procedere con ripetuti incontri tanto solenni nella facciata quanto inconcludenti e privi di vere risposte.
Non vanno sottovalutate le ondate di scontento e di rabbia che percorrono le contrade europee all’interno di ciascun paese e destinate, in forme differenti, a crescere ulteriormente e a delegittimare istituzioni e politica.
In Italia, in seguito ai risultati del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 con la vittoria del no alle proposte governative di Renzi si è fatta strada una ulteriore sfiducia alla politica e una accresciuta confusione, tanto da premiare il Movimento di Grillo.
E’ un po’ la rimasticatura del principio dell’acqua calda mentre resta grave lo sconcerto e la confusione dell’opinione pubblica.
Mi torna in mente i il libro di Benedetto XVI dal titolo “Ultime Conversazioni”.
“Non ho mai percepito il Potere come una posizione di forza, ma sempre come responsabilità, come un compito pesante e gravoso, un compito che costringe ogni giorno a chiedersi: ne sono stato all’altezza?”. Uno

Immagini dal sito www.lastampa.it; libreriamo.it 

di Nuccio Fava